Forgione: "Weekend positivo per il Napoli! Alisson? A 16mln in Serie A non prendi nessuno..."
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Il Napoli ha guadagnato sostanzialmente un punto sulla Roma e un punto effettivo sulla Juventus. Ed è questo che conta, fondamentalmente, visto che la situazione è quella che è. Il Napoli è la squadra più in affanno, oggettivamente e indubbiamente, tra le prime sei. Quindi se una squadra è in affanno rispetto alle altre e guadagna un punto sulle dirette inseguitrici, non su quelle che stanno avanti ma su quelle che stanno dietro, io credo sia stato un weekend positivo”.
Alisson Santos: ci hai rivisto qualcosa di Leão, almeno come esplosività? “Partiamo con l’asticella molto alta… Però se ti riferisci a quegli strappi, sì: le caratteristiche sono interessanti. Non lo rendiamo un mostro sacro, dobbiamo attendere conferme. Mi è piaciuto anche l’atteggiamento dopo il rigore in Coppa Italia: l’ho visto già ‘dentro’ alla questione Napoli. Poi contro la Roma è entrato, ha spaccato la partita, ha dato la verve che serviva negli ultimi minuti: i pericoli sono arrivati da lui e il gol l’ha segnato. Aspettiamo, però se questo è il livello…”.
In effetti contro squadre ‘uomo su uomo’ alla Gasperini serve chi salta l’uomo… “Assolutamente. È fondamentale avere un giocatore che punti e che non sia fumoso. Lang, al di là della presentazione, poche volte lo abbiamo visto strappare, saltare l’uomo, mettere in ambasce la difesa avversaria. Alisson, in quei minuti, ha messo davvero in difficoltà la Roma: quando un giocatore punta così, con controllo di palla, non ti dà riferimento, non ti fa capire da che parte sterzerà, è già interessante. Il Napoli ne ha bisogno ancora di più, perché in linea di massima non ha tanti giocatori che saltano l’uomo”.
E a quel punto i 16 milioni del riscatto non sembrano più “pesanti”… “No. Ma 16 milioni in Serie A chi compri? Se consideri che per 20 hai preso Giovane… La spesa l’hai fatta. Ora devi vedere come cresce. Deve anche imparare la fase difensiva: non può fare 90 minuti adesso, non è nella gerarchia di affidamento di Conte. Conte lo vede più come spaccapartite: entra e fa quello che sa fare. Per ora la fase difensiva non la fa, ma Conte quella te la insegna: se conferma le premesse, 16 milioni non sarebbero un problema”.
Inter-Juve e il caso Bastoni: che messaggio arriva al campionato? “Inter-Juve porta veleni da anni: basta un non nulla e tutto esplode, diventa virale, un caso nazionale. Se non fosse stata Inter-Juve ci sarebbe stata polemica, ma non così. L’atteggiamento di Bastoni non è bello, ma io sposo la tesi di chi dice: il calcio è fatto anche di questo. È un tema etico che parte dal basso: nelle scuole calcio non si fa educazione sportiva. E non esiste un’etica in Italia: in campo, a bordo campo, sugli spalti, fuori dagli stadi”.
Marotta ha difeso Bastoni: ti ha sorpreso? “Sembrava quasi la vittima della situazione il buon Beppe Marotta… ‘Povera Inter’, mi verrebbe da dire. Ma è una difesa d’ufficio: da presidente prende le parti del club, non mi aspettavo molto di più”.
Però anche nel Napoli si vedono sceneggiate: è un problema generale? “Sì. I calciatori devono capire che sono puntati dalle telecamere, che oggi hanno telecamere addosso. Non si può più. E si va a ‘mode’: in questo periodo vanno di moda gli step on foot, il fuorigioco millimetrico, certe polemiche. Le reazioni? Non vanno più di moda. Si va a momenti”.
VAR e protocollo: serve una svolta? “Sì. Inter-Juve ti dà una cassa di risonanza diversa e quindi hanno ‘scoperto’ il problema del secondo giallo. Ben svegliati. Se ne potevano accorgere prima, anche pochi giorni fa. Ma è giusto: è ridicolo che chi sta in cabina VAR debba stare con le mani legate e non possa intervenire vedendo un errore”.
E sul tema comunicazione: Chivu ‘moralizzatore’ poi però… “Se tu fai dichiarazioni etiche anche corrette, poi devi essere impeccabile. E qui non lo è stato: si è dato la zappa sui piedi. Punta il dito su Calulu, ma non sindaca il suo calciatore che poteva evitare di ruzzolare come colpito da un fucile. E soprattutto di esultare: quella è la cosa più squallida”.
In chiusura hai parlato anche di “poteri” e Juventus… “Ho scritto che oggi il potere della Juventus è calato. Va di pari passo col calo di potere della Fiat, che non è più la fabbrica nazionale legata alla politica: oggi è un marchio dentro una multinazionale. E lo vedi: la Juve arranca, cambia dirigenti e allenatori, insegue il quarto posto come fosse una Lazio qualsiasi. Se oggi Chiellini dice ‘questo non è calcio’, dovrebbe ricordarsi quando la Juve aveva potere e certe dinamiche andavano a favore della Juventus”.
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