Il punto del Direttore: "Troppo su Hojlund, così diventi prevedibile. Politano? Con Alisson..."
Il direttore di Tutto Napoli Antonio Gaito ha commentato il pari con la Roma nel post-partita su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Credo che alla fine sia un risultato giusto. Ho ascoltato anche le dichiarazioni dei due allenatori e mi è parso onesto Gasperini nel dire che la Roma ha iniziato meglio e che gran parte del primo tempo è stato a favore loro. Poi il Napoli ha avuto una buona reazione, la partita è rimasta aperta e il pareggio ci sta. Conte ha detto che ‘ai punti meritavamo di più’, ma non sono d’accordo: hai recuperato due volte lo svantaggio e questo è un merito, però non direi che il Napoli meritasse di più”.
Che Napoli hai visto dal punto di vista offensivo? “Il Napoli sembrava non avere grosse armi offensive, se non la palla su Hojlund. Ed è un po’ croce e delizia: se trovi la giornata in cui non è ispiratissimo o incontri un grande marcatore, rischi di essere sterile. A volte lo vediamo anche un po’ ripetitivo: non lo vediamo quasi mai attaccare la porta, il Napoli rischia di essere monotematico se vai sempre su quella giocata, spesso costruita dal lancio lungo. Se parti da 50 metri con quel pallone, dai tutto il tempo al difensore di andare addosso e dominare”.
Cosa cambia, allora, quando il Napoli verticalizza in modo più rapido? “Cambia tutto il tempismo. Nel secondo gol si vede bene: Gilmour verticalizza subito, Hojlund appoggia a Giovane e poi arriva l’assist per Alisson Santos. Lì non dai tempo all’avversario di prepararsi, non lo fai salire addosso al centravanti. È una giocata diversa rispetto al lancio ‘telefonato’”.
A proposito: Alisson Santos entra e incide subito. Te lo aspettavi così decisivo? “Mi ha stupito, ma fino a un certo punto: lo dicevamo già nelle settimane scorse, può essere un grande ‘spaccapartite’. Però per quanto detto da Conte nel post-partita non me lo aspetto titolare a Bergamo: secondo me, per ora, è più un’arma da gara in corso, ma se ci gioca Politano lì...”.
Conte ha scelto Politano da trequartista e la resa non è stata positiva. Come lo giudichi? “Politano molto male da trequartista: già da esterno nel tridente fa fatica e ha ancora zero gol, ma dentro al campo perde il riferimento della fascia, ha perso tanti palloni. Credo ormai sia mentalizzato da quinto, da terzino. E Conte stesso ha detto che lì non lo vede benissimo: allora viene da chiedersi perché l’ha schierato. Avevi anche Giovane e Alisson Santos dall’inizio, ma evidentemente non si fida”.
In difesa, invece, chi ti è piaciuto e chi meno? “Beukema, secondo me, è stato l’unico a non fare grosse sbavature. Dietro sono stati messi a dura prova tutti: Buongiorno in ripresa, mentre Rrahmani ha fatto qualche pasticcio e poi si è fatto male. Ed è questa la nota negativa della serata”.
L’infortunio di Rrahmani può pesare tanto nelle prossime settimane? “Purtroppo sì, perché sembra un problema muscolare serio: speriamo di essere smentiti, ma ha ceduto proprio di schianto. E questa è la cosa che fa arrabbiare: non fai in tempo a recuperare qualcuno che ne perdi un altro. Ogni partita c’è sempre una nota negativa”.
Questo pareggio, però, tiene la Roma a distanza e muove la classifica. Si può guardare il bicchiere mezzo pieno? “Certo: ti permette di tenere le distanze dalla Roma, allunghi di un punto sulla Juventus e porti lo scontro diretto a favore. Però resta un po’ di rammarico: l’obiettivo Champions è fondamentale, ma per il Napoli deve essere la base, lo ‘straminimo’. Nessuno chiede lo Scudetto, ma devi chiudere bene la stagione, costruire qualcosa, inserire tutti, porre basi solide per l’anno prossimo. E non dilatare ulteriormente il distacco dall’Inter: non puoi finire a -20”.
Con McTominay il Napoli avrebbe potuto vincerla? “McTominay è un perno imprescindibile, soprattutto per l’occupazione dell’area. Ma quando manca devi trovare soluzioni alternative: per esempio Giovane ha movimenti più da attaccante, al posto di Politano può darti qualcosa in più. Detto questo, non mi sento di citare gli assenti stavolta: anche la Roma era falcidiata. Mancavano giocatori importanti e, per me, il Napoli doveva vincere a prescindere”.
Che momento è per la fase difensiva? “È un momento difficile. E poi il Napoli difende spesso uomo su uomo: basta che salti un duello e prendi l’infilata lunga, come succede anche alle squadre di Gasperini. Subisci pochi tiri, ma sono spesso ‘big chance’, occasioni clamorose. Poi ci sono fattori individuali: Buongiorno ha avuto mesi complicati, Rrahmani non è sempre pulito, e in generale quando mancano energie cala tutto, soprattutto nell’ultima mezz’ora”.
Guardando già all’Atalanta: con squadre che giocano uomo su uomo, cosa serve davvero al Napoli? “Servono giocatori di gamba, quelli che creano squilibrio. Alisson Santos, con strappo e allungo, può essere decisivo proprio in queste partite: basta saltare un uomo e crolla tutto il castello difensivo, perché sono tutti uno contro uno. Giovane è diverso, ti aiuta a ‘schiacciare’ la porta, ma contro queste squadre ti servono quelli che rompono la partita: come Neres all’andata, che va via da solo. Questa, per me, è una delle chiavi del 2-2”.
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