Cesari: “Per me in Genoa-Napoli era fallo, ma è il nuovo metro. Se cambia è caos…”
Graziano Cesari, ex arbitro, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Graziano Cesari, come giudica questo primo mese e mezzo con le nuove indicazioni arbitrali?
"Io ero presente ieri a Lissone e posso raccontare direttamente quello che ho vissuto. I dati riguardano le prime cinque giornate e chiaramente non possono essere ancora del tutto indicativi. Rigori ed espulsioni sono molti meno rispetto all'anno scorso, quasi a livelli da Premier League. C'è poi un dato molto importante relativo al tempo effettivo: rispetto alla scorsa stagione abbiamo circa cinque minuti in più. Questo non significa che gli arbitri abbiano sbagliato prima o che adesso debbano fischiare meno: semplicemente è il gioco del calcio."
Orsato ha parlato anche dell'episodio di Genoa-Napoli?
"Daniele ha parlato tantissimo, quasi due ore, e uno degli episodi sui quali si è soffermato maggiormente è stato proprio quello di Genoa-Napoli. Ha spiegato che è stata accettata la decisione dopo aver valutato il colloquio VAR e quello tra gli arbitri. Su una situazione del genere si potrebbe discutere all'infinito e ci saranno sempre due fazioni, ma questa è la linea scelta e questo è il metodo di giudizio. Fino al 30 maggio bisogna continuare così, perché se qualcuno cambia metro di valutazione si crea il caos."
Lei personalmente ritiene che fosse fallo?
"Per me è fallo e l'ho detto subito. Ma se le nuove disposizioni dicono che questo tipo di intervento può essere consentito, allora mi adeguo. Se continuano tutti a giudicare così, non ho nulla da dire. L'uniformità è l'obiettivo, anche se sappiamo che probabilmente è un'utopia. Bisogna quantomeno ricercarla."
È questa la differenza principale rispetto alla passata stagione?
"L'anno scorso si era esagerato. Ogni settimana si diceva una cosa e quella successiva sembrava cambiare tutto. C'era un caos di interpretazioni e valutazioni. Questo finiva per alimentare ancora di più le polemiche dei tifosi, che ricordano perfettamente tutti gli episodi."
Che impressione le ha fatto Orsato nel nuovo ruolo?
"Mi è sembrato molto determinato. Si è definito un allenatore e non un designatore, perché vuole far crescere gli arbitri, che lui stesso ha chiamato 'i bambini'. Mi piace questa definizione, perché un allenatore si assume anche le responsabilità di quello che accade. Non si è tirato indietro e questo mi piace moltissimo."
Le nuove norme possono cambiare anche il modo di giocare delle squadre?
"Naturalmente cambierà il modo di giocare a calcio, perché si gioca molto di più e quindi aumenteranno anche le situazioni nelle aree di rigore. Difendere a oltranza credo non sia più possibile. Negli ultimi sette anni le reti segnate dall'85' al 95' sono aumentate quasi del 30%. È un dato statistico che bisogna tenere presente. Non puoi più pensare soltanto di fare muro davanti alla porta. Infatti anche gli allenatori che privilegiavano questo tipo di tattica stanno cambiando."
Lo scorso anno dopo cinque giornate c'erano stati 14 interventi VAR con richiamo al monitor, quest'anno soltanto uno. Quanto è importante riportare l'arbitro al centro?
"È fondamentale. Ci sono stati comunque degli errori e bisogna ammetterli. Penso, ad esempio, alla trattenuta di Kalulu sul giocatore dell'Atalanta: per me è un rigore talmente evidente che non c'è neanche bisogno di discuterne. Ammettere un errore grossolano è una dimostrazione di coraggio e significa prendere atto della realtà delle immagini."
Quale deve essere allora il ruolo del VAR?
"Orsato lo ha ribadito: vuole riportare l'arbitro al centro del progetto. Deve essere l'arbitro a decidere sul terreno di gioco. Non mi piacciono gli arbitri anonimi, quelli che non prendono mai una decisione e fanno come Ponzio Pilato, lavandosene le mani e aspettando il suggerimento del VAR. L'arbitraggio moderno non può essere questo."
Ma non c'è il rischio di passare all'eccesso opposto, limitando troppo il VAR?
"Certamente. Non vorrei che si arrivasse al punto in cui il VAR non conta più nulla. Deve esserci equilibrio. Ci sono tutti gli strumenti per aiutare il direttore di gara in campo. Il VAR deve essere il supporto, non la decisione. Deve rappresentare un aiuto per l'arbitro."
Siamo comunque soltanto all'inizio della stagione.
"Sono appena cinque giornate. Arriveranno i momenti difficili, soprattutto quando i punti cominceranno a pesare veramente. Adesso la classifica è ancora molto parziale e la pausa ha anche interrotto il ritmo del campionato. Più avanti cambierà tutto."
Cosa si aspetta dalla gestione degli arbitri nei prossimi mesi?
"Posso garantirvi una cosa: ci sarà un occhio di riguardo per i giovani. Per quanto riguarda invece gli arbitri più esperti e affidabili, ho la sensazione che, quando sbaglieranno, dovranno fare maggiormente i conti con le conseguenze dei loro errori. Ed è giusto anche così."
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