Sparnelli: "Allegri ha usato troppo la carota, ora serve il bastone! Sul cambio modulo..."
Massimo Sparnelli, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Io sono molto ottimista. Anche contro l'Inter il Napoli ha avuto delle occasioni nelle quali, con maggiore cattiveria, avrebbe potuto fare gol. Lo stesso vale per Firenze. Non dobbiamo dimenticare soprattutto l'assenza di McTominay: stiamo parlando di uno dei migliori giocatori visti nel campionato italiano negli ultimi due anni, uno che sa segnare, difendere e trascinare la squadra. Se togli Lautaro Martinez all'Inter, probabilmente anche l'Inter avrebbe qualche punto in meno. Il Napoli, inoltre, è partito con una rosa reduce da tanti infortuni. Allegri ha dovuto utilizzare anche calciatori che precedentemente avevano trovato poco spazio, come Rafa Marin, e lo sta rivalutando. Se alcuni giocatori non sono disponibili, cosa dovrebbe fare l'allenatore?".
Pensi quindi che per vedere un Napoli più offensivo sia necessario prima recuperare solidità difensiva? E il 3-4-2-1 può essere la soluzione?
"Per proporre un calcio maggiormente offensivo devi riuscire a stare più alto e per farlo hai bisogno di una difesa molto affidabile. Il Napoli, invece, ha dovuto fare i conti con l'assenza di Buongiorno e con diversi problemi. Adesso vedo una difesa che migliora partita dopo partita: Rafa Marin è cresciuto, Rrahmani dà affidabilità e c'è Di Lorenzo. Per questo puoi cominciare a pensare anche alla difesa a tre e a un 3-4-2-1. Io so che Allegri sta pensando a qualcosa di diverso e sono favorevole a questa soluzione. Con Spinazzola e Favasuli sulle fasce e due giocatori offensivi più vicini a Hojlund, che finora è rimasto troppo isolato, puoi trasformarti rapidamente anche in una squadra con cinque uomini offensivi. Allegri sta lavorando per trovare un equilibrio diverso e io sono molto fiducioso".
Anche squadre meno attrezzate del Napoli, però, riescono a proporre un calcio più aggressivo. Cosa deve cambiare Allegri oltre al sistema di gioco?
"Allegri ci sta lavorando e sono convinto che farà qualcosa. Se devo muovergli un appunto, dico che finora ha utilizzato troppo la carota e poco il bastone. Conte, quando non vedeva l'atteggiamento giusto, sapeva intervenire in maniera molto forte. Ogni tanto bisogna farsi capire, naturalmente non parlo di bastone in senso fisico. Allegri nello spogliatoio si è arrabbiato molto e questi calciatori devono capire che devono dare qualcosa in più. Serve quella famosa cattiveria che in alcune occasioni è mancata. Il tempo delle mele è finito: bisogna essere più incisivi a tutti i livelli".
Come giudichi invece l'inizio del nuovo corso di Roberto Mancini alla guida della Nazionale dopo la sconfitta con il Belgio e la vittoria contro la Turchia?
"Mancini non ha la bacchetta magica. Si sta praticamente ripartendo da zero e quindi è normale attraversare alti e bassi. Però secondo me ha già ottenuto qualcosa di molto importante: sta dando un'identità alla squadra. Ho visto un gruppo che vuole fare bene e cercare di costruire qualcosa. Questo è fondamentale. Poi bisogna lavorare: hai vinto 4-1 con la Turchia e adesso vedremo cosa succederà contro la Francia. Mancini è un allenatore che, anche quando sta vincendo, continua ad attaccare e a giocare senza snaturarsi. Sono molto fiducioso per la Nazionale, così come lo sono ancora di più per il Napoli".
Come interpreti le parole di De Laurentiis sul tifo organizzato e le nuove tensioni con gli ultras?
"Secondo me De Laurentiis non voleva riferirsi alla tifoseria del Napoli nel suo complesso. Ha parlato in termini generali di infiltrazioni nelle curve, un tema sul quale esistono anche inchieste e processi. Questo non significa sostenere che tutti gli ultras siano così. Credo che le sue parole siano state in parte fraintese e poi anche strumentalizzate. È evidente, però, che esistano delle criticità tra una parte della curva e De Laurentiis: basta ascoltare i cori allo stadio".
Resta però il problema di una comunicazione che spesso espone il presidente alle reazioni delle categorie che attacca. Non dovrebbe provare a ricucire il rapporto con la tifoseria?
"Conosciamo De Laurentiis da più di vent'anni e sappiamo che ha un carattere impulsivo. Lo dico anche per esperienza personale: mi è capitato di ricevere una sua sfuriata e cinque minuti dopo è tornato da me spiegandomi che era nervoso. È fatto così. Naturalmente, se attacca qualcuno, deve aspettarsi anche una risposta. Ma io sono dispiaciuto per questa situazione perché considero i tifosi fondamentali. Bisognerebbe far comprendere a De Laurentiis che deve trovare un punto d'incontro con la tifoseria e soprattutto con gli ultras, perché il loro sostegno è importante anche per il cammino della squadra".
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