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Imparato: "Il vero problema è il centrocampo! Come fa il Napoli a ignorarlo?"

Imparato: "Il vero problema è il centrocampo! Come fa il Napoli a ignorarlo?"
Oggi alle 16:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Gaetano Imparato analizza il difficile avvio del Napoli e individua nel centrocampo il principale limite della rosa a disposizione di Allegri.

Gaetano Imparato, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Contro il Belgio l'idea iniziale di Mancini aveva anche una sua logica, soprattutto per quanto riguarda le marcature a centrocampo e in difesa. Poi nella ripresa sono arrivati gli errori ed è saltato tutto. Io sono sempre molto restio ad accusare i calciatori di non avere voglia, ma contro il Belgio in alcune situazioni mi sono sembrati davvero disinteressati. Ci sono state due o tre azioni emblematiche di un approccio psicologico completamente sbagliato. Con la Turchia, invece, ho visto tutt'altra squadra: determinata, arrabbiata e molto più equilibrata. È stata una grande partita, ma eviterei di passare dalla depressione totale dopo il Belgio all'esaltazione assoluta per una vittoria in Turchia. Aspettiamo test più probanti, come quello con la Francia, prima di arrivare a determinate conclusioni".

Il Napoli ha raccolto sette punti nelle prime cinque giornate e nei precedenti recenti partenze simili non hanno portato alla qualificazione in Champions. Quanto ti preoccupa questo dato e quante responsabilità attribuisci ad Allegri?
"Il precedente numerico conta, ma va contestualizzato. La sconfitta contro l'Inter può starci, perché vai in casa di una candidata allo Scudetto. Quella contro il Como, invece, è la vera arrabbiatura. Quello che mi preoccupa più dei numeri è che si continui a sparare su Allegri senza guardare il materiale umano che ha a disposizione. Non sono né pro né contro Allegri e naturalmente anche lui ha le sue responsabilità, ma vedo tante analisi tattiche sulla pressione, sui numeri e sui coefficienti offensivi senza considerare un problema enorme: il centrocampo".

È quindi il centrocampo il principale limite di questa squadra?
"Assolutamente sì. In alcune partite ti ritrovi con Lobotka e Gilmour davanti alla difesa. Gilmour è un bravo ragazzo, sa verticalizzare, ma è leggero e non è un giocatore d'interdizione. Così inevitabilmente si creano dei buchi enormi. È successo contro il Bologna ed è successo anche a Firenze. Il problema del Napoli è a centrocampo e da lì nascono tante altre difficoltà. La società continua a ignorare quanto sia importante questo reparto".

È un problema che, secondo te, il Napoli si porta dietro ormai da diverse stagioni?
"Sì. Ogni volta che il Napoli ha avuto bisogno di vincere ha dovuto trovare calciatori capaci di dare interdizione, forza e sostanza al centrocampo. Anche nelle stagioni precedenti si è cercato di rimediare in corsa. Elmas, per esempio, poteva essere utilizzato come jolly per coprire diversi buchi, ma non puoi pensare di affrontare un'intera stagione con così poche alternative. Quest'anno non c'è stata la capacità di andare a prendere i giocatori che servivano realmente. Poi è facile criticare l'allenatore, ma quando facciamo le analisi dobbiamo valutare anche ciò che la società ha messo a disposizione di qualsiasi tecnico. E davanti, inoltre, hai praticamente un solo attaccante come Hojlund. I problemi quindi non riguardano soltanto Allegri".

Vergara potrebbe diventare una soluzione proprio a centrocampo? Perché sta trovando così poco spazio sia nel Napoli sia in Nazionale?
"All'inizio ero amareggiato perché non aveva giocato a Firenze, ma riflettendoci forse è stato meglio così. Una partita tanto complicata avrebbe potuto anche bruciarlo. Io sono un grande estimatore di Vergara, ma parliamo di un ragazzo che ha cominciato a imporsi da poco e al quale si sta chiedendo anche di cambiare ruolo. Le sue caratteristiche principali sono il dribbling, la capacità di saltare l'uomo e di fare gol, mentre giocando a centrocampo deve imparare anche a fare interdizione. È un percorso delicato".

Ti ha sorpreso anche il mancato utilizzo con l'Italia? E come dovrebbe gestirlo Allegri?
"Soprattutto nella seconda partita pensavo potesse trovare spazio e sono rimasto sorpreso. Non so se ci sia qualche problema legato semplicemente al momento del ragazzo. Credo comunque che la sua crescita, sia in Nazionale sia nel Napoli, debba essere graduale. Probabilmente staranno facendo anche un lavoro dal punto di vista fisico. Allegri ha capito che qualche centrocampista deve praticamente costruirselo in casa: Favasuli lo ha utilizzato al posto di Politano perché può dare corsa, interdizione e spinta sulla destra, mentre un altro potrebbe diventare proprio Vergara. È un'operazione molto delicata ma potenzialmente importantissima. Vergara ha talento, è un patrimonio del Napoli e va utilizzato col cucchiaino: non dobbiamo bruciarlo".