Clemente di San Luca: “Gioia per la vittoria, ma il Napoli ha espresso un gioco inguardabile”
Guido Clemente di San Luca, Docente di Giuridicità delle regole del calcio presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Vanvitelli, è intervenuto nel corso di 'Sabato Sport', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).
Cosa ti ha raccontato ieri Cagliari-Napoli? “Vivo schizzofrenicamente questa esperienza. Il tifoso, al novantesimo ha tirato un sospiro di sollievo: se vinci questa partita a Cagliari, fondamentale prima della sosta, metti pressione alle due squadre davanti, e questo è fuori discussione. Dal punto di vista della competitività, il tifoso guarda soprattutto a vincere le partite pur di rimanere in corsa anche per il titolo più ambizioso. Detto questo, è stato uno sperpetuo. Per il tifoso, chiaramente, non è mai noiosa perché vive la gara con il cuore, quindi la noia non è il problema. Il problema è lo spettacolo: ti accorgi che pur avendo mezzi straordinari, esprimi un gioco veramente inguardabile. Hai ritrovato un De Bruyne in condizioni straordinarie, che neanche all’inizio dell’anno era così. Come è pensabile che non riesci a costruire schemi di gioco tali da sfruttarlo come si deve insieme agli altri? Ho trovato molto discutibile la scelta iniziale, non avrei mai messo Lobotka perché si è visto chiaramente: sta in difficoltà, mi è sembrato di vedere l'Anguissa della domenica precedente. In questo momento hai un Alisson in grande spolvero, non puoi rinunciarci. Conte non riesce a concepire un'alternanza, ha un'istintiva e profonda idiosincrasia per il cambio dei calciatori. Ora speriamo che in Fiorentina-Inter abbiamo un miracolo, una 'Orsonolinata' come l'anno scorso”.
Metterebbe la firma per vincerle tutte 1-0 fino alla fine? "Metterei la firma da tifoso, però io non mi soddisfo. Questa cultura non ci appartiene, è una cultura classicamente juventina che io considero ai nostri antipodi. Io sono tifoso del Napoli anche perché non sono juventino, noi abbiamo sempre anelato a coniugare vittoria e bellezza. Quest'anno ho visto due partite belle, quelle in Supercoppa, mi sono ricreato: ma perché non si può giocare così? E poi si apre un altro capitolo: perché tutte quelle emergenze? Forse quell'idea 'Amma faticà chiù assaje' non tiene conto dell'età dei giocatori, delle diversità dei singoli... ci sono tutta una serie di cose che dall'esterno non riusciamo a capire ma percepiamo. Si è tenuto a galla ed è un grande merito dell'allenatore, ma è mai possibile che sono rientrati tutti i giocatori e dobbiamo vedere ancora questo gioco asfittico?".
Non si tratta di essere "giochisti", ma più si creano occasioni e più c'è possibilità di vincere: "Lo scrivo da anni: secondo me per vincere servono tre cose. Una squadra forte che gioca bene e che produce occasioni; una competizione legale, legale, e non l'abbiamo ancora toccato questo punto; il tempo giusto delle cose, il fatto che quella palla ieri è carambolata sui piedi di 10 giocatori finché non è andata sui piedi di McTominay... è capace che il gol non lo fai e invece di vincere la partita finisce 0-0. Però tu le condizioni le devi creare. E poi c'è la componente della legalità. Il mio sospetto fortissimo è che la distribuzione diffuse delle decisioni illegittime, serve perché al momento opportuno si possa dire: 'Come fai a dire che c'era un disegno se tutti le hanno avute', 'Il VAR è un ostacolo', 'Torniamo al gioco di una volta'... tutti discorsi che hanno sotteso un disegno, quello di far fallire il tentativo di affermare la legalità della competizione".
C'è chi si lamenta di una presunta espulsione per Lobotka nel contatto con Folorunsho: "Per me non è proprio fallo (ride, ndr). Al massimo può essere una negligenza, certamente non è né imprudenza né vigoria sproporzionata. Se vogliamo la legalità e l'uniformità tendenziale delle decisioni nella competizione, l'unica strada è considerare come paradigmatica la strada dell'interpretazione giuridica delle regole. Non con ognuno che dice quello che vuole”.
Dove sarebbe questo Napoli senza errori arbitrali? “Basterebbero tre partite e il Napoli sarebbe a ridosso dell'Inter: Bergamo, Napoli-Verona e Napoli-Parma. Oggi, senza partita dell'Inter, con questi 7 punti saremmo un punto avanti all'Inter. L’Inter è molto forte, la considero molto forte, però ha problemi di natura psico-analitica, ogni tanto perde contezza del tempo e si perde. Se la Fiorentina fa il miracolo, si riapre tutto!”.
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