Conte via? Rastelli: "Di una cosa sono certo sulla scelta futura di ADL"
Massimo Rastelli, ex attaccante del Napoli, oggi allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Napoli deluso per il secondo posto o stagione super positiva per la Supercoppa e per tutte le vicissitudini vissute?
"Per tutte le vicissitudini che ha vissuto il Napoli, per tutte le situazioni che ha dovuto colmare e per la questione degli infortunati, credo che sia un campionato molto positivo. È chiaro che uno vorrebbe sempre vincere e vedere la propria squadra fare grandi risultati, ma credo che più di così quest'anno questa squadra non potesse fare."
Si sta parlando tanto di chi preferisce divertirsi durante la stagione e chi invece non gradisce il gioco di Conte, dicendo che alla fine conta il risultato.
"Io credo che gli allenatori debbano portare a casa i risultati perché vengono assunti per questo, per raggiungere gli obiettivi che la società affida loro. Poi sappiamo che nel calcio i risultati si possono ottenere in tanti modi, cercando naturalmente di coniugare un gioco piacevole, che possa divertire la gente e i calciatori, e nello stesso tempo portare a casa i punti. Non penso che un tifoso si diverta se la propria squadra gioca sempre bene ma perde sempre. È bello vedere un calcio piacevole e allo stesso tempo fare risultato, ma non sempre è possibile perché a quei livelli ci sono pressioni incredibili. Non è facile scendere in campo con quella serenità che ti permette di giocare con scioltezza; a volte la tensione toglie la tranquillità necessaria per fare giocate più rischiose. Questi sono aspetti che a volte vengono dimenticati."
Sembra quasi diventato obbligatorio per il Napoli vincere e non lottare per vincere. Se arriva un secondo posto, sembra comunque un campionato positivo, nonostante gli errori di Conte nella gestione delle competizioni europee.
"Sono d'accordissimo. Il Napoli ormai ha acquisito uno status di società costruita per obiettivi importanti. L'obiettivo naturale nel campionato italiano è lo Scudetto e il Napoli gioca per quello. Naturalmente ci sono anche altre squadre costruite per lo stesso traguardo. Come capitato tre anni fa, il Napoli è riuscito a essere più continuo, a sbagliare meno in partite determinanti e ha portato a casa lo Scudetto. Quest'anno le cose hanno funzionato un po' meno, ma è un Napoli che comunque se l'è giocata fino alla fine; se vinceva a Parma dava ancora una piccola speranza di poter dare fastidio all'Inter fino all'ultimo."
Parliamo delle scelte tecniche, nel dettaglio di Juan Jesus.
"È chiaro che Juan Jesus da quella parte lì è in difficoltà perché con il mancino non riesce ad impostare; deve portare palla spesso col destro e i mancini fanno fatica ad adattarsi col piede opposto rispetto a un destro. Per quanto riguarda le scelte, solo l'allenatore sa perché preferisce mettere un giocatore fuori ruolo rispetto a un altro le cui prestazioni non mi erano sembrate così deludenti."
C'è poi il caso Lukaku, che ha deciso di restare ad Anversa a curarsi.
"Sì, è un caso dall'esterno inspiegabile perché sappiamo benissimo il rapporto che lui ha con l'allenatore e con i compagni; è sempre stato un punto di riferimento anche da infortunato. Credo che il timore di non essere convocato per i mondiali abbia fatto sì che abbia accettato i consigli del suo commissario tecnico o di persone vicine per rimanere in Belgio ad allenarsi, cercando di farsi trovare pronto. È chiaro che, da professionista sotto contratto con il Napoli, è un atteggiamento che non va bene. La società farà le sue valutazioni e il giocatore sicuramente verrà punito; è un comportamento che un professionista non può avere e in un modo o nell'altro sarà multato."
Si parla tanto di un ritorno di Antonio Conte in Nazionale. Qualora dovesse andare, è il nome giusto da cui ripartire?
"Antonio ha già dimostrato nella sua prima esperienza in Nazionale di riuscire, anche con poco materiale a disposizione nelle difficoltà, a presentare squadre credibili e ottenere buoni risultati. È un allenatore che in Nazionale ci può stare benissimo. Nei prossimi mesi vedremo se si farà o se Antonio continuerà il suo progetto a Napoli. Se così non dovesse essere, è chiaro che perdere un allenatore così importante non sarà facile, ma De Laurentiis ci ha insegnato in questi anni di riuscire quasi sempre a trovare il giusto sostituto."
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