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Futuro Conte, Carratelli: “Se va via, prenderei un tecnico giovane e moderno”

Futuro Conte, Carratelli: “Se va via, prenderei un tecnico giovane e moderno”
Oggi alle 14:10Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Mimmo Carratelli, firma storica del giornalismo sportivo napoletano, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android). 

Prima di parlare delle parole di De Laurentiis su Conte, un ricordo per Franco Esposito…“È stato una vera “penna d’oro” del giornalismo napoletano. Ha dedicato la sua vita a questo mestiere, con grande passione soprattutto negli anni precedenti all’arrivo di social, televisioni e internet. Era un cronista instancabile: non si fermava mai. Ha seguito Olimpiadi, Mondiali, amava profondamente la boxe, di cui era un grande esperto e che aveva anche praticato come allenatore ai tempi delle palestre storiche di via Roma. È stato anche un grande narratore della pallavolo napoletana. Ma soprattutto era un uomo straordinario, sempre pieno di energia, curioso, instancabile. Ha scritto più di venti libri e ha lasciato un patrimonio enorme di ricordi e professionalità. La sua scrittura era elettrica, coinvolgente: non ti faceva mai annoiare, ti trascinava fino all’ultima riga. Un vero esempio di giornalismo vissuto con passione totale”.

Le parole di De Laurentiis su Conte e la possibilità di un addio: cosa ne pensi? “L’idea è che De Laurentiis, al di là della grande disponibilità nei confronti di Conte - con cui ha un rapporto molto diretto e amichevole - abbia voluto però mettere un punto fermo: bisogna chiarirsi subito. Il Napoli deve potersi muovere sul mercato senza incertezze, nel caso in cui Conte decidesse di intraprendere l’eventuale esperienza con la Nazionale. Per questo società e allenatore dovranno parlarsi a breve e definire chiaramente la situazione. Sul futuro della Nazionale, però, regna ancora grande incertezza e attorno al calcio italiano si ripropone il solito “teatrino all’italiana”. In questo contesto, non è escluso che Conte possa anche decidere di restare a Napoli, dove ha ancora un contratto e dove potrebbe continuare un progetto di ricostruzione”.

Quanto conta il contratto nella scelta di Conte? “Il punto è abbastanza chiaro: il Napoli ha investito molto, ha vinto uno Scudetto e una Supercoppa, quindi Conte ha già restituito quanto gli era stato chiesto. Ora, però, c’è una fase diversa: la rosa ha diversi giocatori over 30 e stipendi importanti, quindi si va verso una possibile ristrutturazione. Conte potrebbe accettare questa sfida, perché ormai ha vinto ovunque e non ha bisogno di dimostrare altro. Restare a Napoli non sarebbe una scelta economica o di comodità, ma un progetto vero: costruire una squadra più giovane e meno costosa, anche senza l’obbligo immediato di vincere”.

De Laurentiis ha definito il Napoli una “creatura di Conte”: cosa significa? “È una dichiarazione significativa, perché De Laurentiis è sempre stato molto geloso del Napoli. Definire Conte “una sua creatura” è forse la massima espressione di stima nei confronti dell’allenatore. Allo stesso tempo, però, il presidente ha anche ribadito la sua idea di calcio: un calcio spettacolare, ricco di gol, che spesso si scontra con la visione più pragmatica di Conte, attento soprattutto alla fase difensiva. Se Conte dovesse andare via, il Napoli potrebbe orientarsi su un tecnico capace di unire sostenibilità e gioco offensivo”.

Quali allenatori potrebbero sostituire Conte? “In ottica di un progetto giovane e di ricostruzione, si guarda a profili emergenti. Non credo a nomi troppo legati al calcio tradizionale. Piacciono allenatori come Fabio Grosso e Raffaele Palladino, tecnici giovani e moderni. Palladino è molto interessante, anche se allenare nella propria terra non è mai semplice. Grosso rappresenta un altro profilo coerente con un progetto di crescita. Preferisco questi nomi a tecnici già affermati come Italiano e altri simili. Servirebbe un percorso nuovo, con un Napoli giovane in campo e in panchina”.

Cosa è mancato al Napoli nel pareggio contro il Parma? “È mancata soprattutto energia. Il Napoli ha giocato in condizioni difficili, anche per il caldo e per il ritmo della partita, che è stato lento. La squadra ha fatto girare palla, ma in modo poco incisivo, contro un Parma molto chiuso e organizzato. Il problema è stata la mancanza di brillantezza per abbattere il blocco difensivo avversario. Le occasioni ci sono state, ma non sono state concretizzate. Col senno di poi, il risultato di Como ha reso ancora più evidente che quella gara non avrebbe cambiato il destino del campionato”.

Il Napoli deve già pensare al futuro? E la Champions è al sicuro? “Sì, bisogna già guardare avanti. Ma non è una situazione drammatica: anche altre big come Juventus, Inter e Milan stanno vivendo fasi di ricostruzione. Il Napoli ha comunque una base solida, con alcuni giovani interessanti e un gruppo esperto. Questo permette di ripartire senza stravolgimenti. Per quanto riguarda la Champions, la qualificazione è praticamente blindata: sei punti di vantaggio sono un margine importante. Ora serve solo chiudere con concentrazione, a partire dalla prossima gara contro la Lazio”.