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Corbo: “ADL intervenga! Deve impedire nuovi acquisti, c’è un rischio”

Corbo: “ADL intervenga! Deve impedire nuovi acquisti, c’è un rischio”
Oggi alle 18:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Antonio Corbo, firma di Repubblica, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "“Io non sono d'accordo che la partita di ieri sia stata importante per i tre punti. I tre punti sono proprio l'ultima cosa. Ieri si è evidenziata una squadra stremata. Ho letto con molto rammarico che l'allenatore in seconda reclama ulteriori acquisti. Secondo me, se il presidente vuole intervenire e sa finalmente curare i suoi interessi deve impedire acquisti che non siano un ulteriore esborso di danaro. Il Napoli ha speso molto, ha accettato di pagare molti ingaggi e molto alti. I conti, secondo me, rischiano di non essere in ordine. Invece i conti in ordine sono stato il segreto di 100 anni che il Napoli si prepara a festeggiare con pieno merito e con grande lode, quindi è il momento di ragionare. Il Napoli può fare gli acquisti? No. Può prendere dei giocatori a costo zero e cambiarli? Bene, sì. Il Napoli ha persone, strutture che non sono soltanto Manna ma anche l'allenatore e tutti gli altri in grado di scegliere qualche giocatore importante magari in uno scambio senza aggravare il bilancio. Non solo questo, attenzione. E poi bisogna capire perché siamo arrivati al punto di avere qualcosa come la somma, l'ho letto da qualche parte, il totale di 20 infortuni. Gli infortuni sono purtroppo qualcosa che è inevitabile, si ripete dappertutto. Ma perché il Napoli è primo nella classifica degli infortuni con largo margine di distacco sugli altri? Perché nessuno ci spiega che cosa succede? I giocatori che prende il Napoli sono delle cartapesta e si rompono? Sono allenati male? Sono guidati peggio? Che cosa succede? Il coraggio della verità occorre nel Napoli prima di ripartire e programmare una seconda metà della stagione. E questo è il pezzo che sto scrivendo per Repubblica domani. Può essere anche un pezzo non gradito magari ai tifosi, perché i tifosi vogliono gli acquisti, gli acquisti, gli acquisti, perché è sempre emozionante avere nuovi acquisti, scoprire nuove identità, nuovi produttivi. Però io credo che a questo punto De Laurentiis debba riprendere la politica dei conti in ordine, perché solo sui conti in ordine il Napoli è riuscito a resistere finora con le grandi che hanno avuto bisogno, a cominciare dalle milanesi, dagli interventi di potenze straniere nel senso che sono arrivate i capitali da fuori da parte di gruppi di investimenti che non regalano i soldi ma lucrano.

Potrebbe essere Antonio Vergara il primo acquisto di questo Napoli? La prova di Vergara mi è sembrata più che sufficiente. È un giovane importante, non mi sembra un McTominay per intenderci, cioè un giocatore che porti qui potenza, personalità ed altro. È un giocatore giovane, in grado di dare un contributo, però non dimentichiamo ha 23 anni. Ci sono delle cose che io non condivido, che a volte me le porto dentro, a volte le scrivo, sempre perché mi spiace turbare il clima. Però attenzione, io voglio capire perché Vergara è stato tutto il suo tempo in panchina ed è stato tirato fuori solo quando era indispensabile. E poi ho anche un'altra idea. Si parla molto dei giocatori sbagliati, dei giocatori che non hanno dato i risultati sperati e l'ho scritto anche io. Però questi giocatori li abbiamo valutati bene? Vi faccio un esempio, Neres che ora è al centro di una certa discussione, però Neres è stato scoperto per caso non più di subito dopo Bologna. Ma fino a Bologna, Neres era sempre Neres, aveva lo stesso nome, lo stesso cognome, le stesse gambe, i stessi muscoli, la stessa testa. Ma fino alla partita di Bologna e al disastro, poi allo shock con le dichiarazioni di Conte e il nuovo corso, che poi è stato abbastanza brillante e confortabile, Neres dove era? Io penso che i giocatori non sono stati impiegati secondo le loro aspirazioni, secondo le loro possibilità e le loro prerogative. Non si è mai avuto tempo di valutarli per bene, di dar loro la possibilità di esprimere i valori che hanno. Ecco perché io dubito che portando qui ancora nuovi giocatori si possa avere un effetto miracolistico. Nel senso che sono tutti bravi, tutti vanno forti, i nuovi, e nessuno di loro si infortunerà visto che questo Napoli purtroppo, per sfortuna sicuramente, ma diventa una fabbrica di infortuni.

Le mancate conferenze di Antonio Conte come le inquadro? Io non le condivido, perché un allenatore deve dare sempre prova di grande sicurezza nel bene e nel male, quando c'è da spiegare una sconfitta o una vittoria. È un modo suo di fare, perché lui ha una sua strategia: di parlare quando non parla.

Che Napoli arriva in questa gara di Champions? Quello che vi aspettate voi, un Napoli che possa far bene. Però io sono molto dispiaciuto nel vedere la scena che mi ha fatto molto male ieri. Quello sconsolato Politano che aspettava quei due o tre secondi in fischio per più della partita e poi buttarsi a terra. Appena l'arbitro era fischiato lui si è steso a terra stremato, come un vecchio combattente di frontiera. E’ rimasto da solo, stremato proprio. Ma manco se avessero alzato la Costa Crociera dopo l'affondamento, ha portato a spalle. Io spero che accada tutto nell'interesse del Napoli. Che Napoli abbia un futuro, che abbia una vita tranquilla, con tante vittorie. Però bisogna che il Presidente riprenda le redini dell'accosto. Perché stavolta c'è una coincidenza, anche se può non sembrare, tra i suoi interessi e quelli dei tifosi”.