Podcast

Allegri out? Gaito: “Basta polvere sotto al tappeto, nulla giustifica la metà classifica…”

Allegri out? Gaito: “Basta polvere sotto al tappeto, nulla giustifica la metà classifica…”
Oggi alle 01:15Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Antonio Gaito critica Allegri dopo il ko con la Juventus e chiama in causa De Laurentiis.

Il direttore Antonio Gaito, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha espresso forti perplessità sulla gestione tecnica di Massimiliano Allegri, chiamando direttamente in causa il presidente Aurelio De Laurentiis: “Non era serata? Il problema del Napoli non è che non è serata oggi, il problema è che sono mesi che non è proprio la stagione del Napoli. Ci trasciniamo ormai da mesi. Qualcuno ha provato a nascondere la polvere sotto il tappeto perché si è vinto col Frosinone, si è vinto col Monza. Ironizzando su chi raccontava di vittorie episodiche. Noi l'avevamo detto: stiamo calmi. Abbiamo provato anche a difendere Allegri, ma è una scelta che dall'inizio, sembrava non avere alcun senso. Un allenatore che aveva già fallito l'anno scorso, che fa fatica da tanti anni e che non ha mai dato gioco o identità alle sue squadre”.

Il Napoli sul gol è scappato all'indietro, ma Landucci dice che non era questa la richiesta dello staff tecnico. Come interpreti queste parole?

“Oggi sentiamo Landucci che dice che sul gol non siamo usciti, perché scappiamo all'indietro. Ma è da Napoli-Arezzo che raccontiamo che il Napoli indietreggia, che collassa con la linea difensiva, perché non ci lavorano? Landucci dice che la loro idea è un'altra ed è ancora più grave: significa che la squadra non segue evidentemente l'allenatore? Io non credo che la squadra non li segua, evidentemente loro non riescono a insegnare, ad allenare qualcosa che il Napoli ha sempre fatto anche con Conte. Il Napoli con Conte, anche quando si difendeva, non abbassava la linea in area di rigore. Anche con Conte si faceva blocco basso, ma in area non si entrava! Quest'anno, invece, nell'area del Napoli fanno quello che vogliono tutte le squadre. Manca organizzazione, mancano idee”.

Gli infortuni e le assenze possono giustificare la classifica del Napoli?

“La squadra non è perfetta, ci sono delle indisponibilità, dei giocatori non sono all'altezza, ci sono gli infortuni, ma ormai è oggettivo. Non c'è nessun alibi che possa giustificare la classifica che ha il Napoli. Non c'è infortunio e mercato che possa giustificare il Napoli a metà classifica insieme al Bologna, sotto al Frosinone e sotto ad altre squadre. Ormai sono una montagna le squadre che sono davanti. A questo punto Allegri non è neanche più il nostro destinatario in queste analisi. De Laurentiis deve dirci semplicemente che Allegri non verrà esonerato, qualsiasi risultato faccia il Napoli da qui in avanti. Perché peggio di così, ragazzi, cosa si vuole fare?”.

Il Napoli nella ripresa ha rinunciato a giocare e ad attaccare. È soprattutto un problema di atteggiamento o di organizzazione tattica?

“La squadra non ha alcuna idea. Ora ci soffermiamo tutti sul tiro di Alajbegovic che ha rotto l'equilibrio, ma era una partita orrenda, senza né capo né coda. Landucci dovrebbe spiegare, al di là del gol, perché il Napoli ha fatto un solo tiro in porta alla Juventus. Questa è la domanda. Nel primo tempo, tra l'altro, contro una Juventus ferita, fragile, il Napoli ha iniziato anche meglio, ha creato quel colpo di testa di Lucca e quella chance di Lang dalla media distanza. Ma lì devi azzannare l'avversario che è fragile. Si diceva che Spalletti rischiava l'esonero, che la Juventus era da buttare, che era morta. Ma avevamo gli stessi punti in classifica. Perché sul Napoli non venivano fatti questi ragionamenti e ancora oggi non vengono fatti? Cosa deve succedere per mettere in discussione Allegri? Noi per fortuna possiamo dire quello che pensiamo liberamente. Altri non possono farlo. I tifosi stiano attenti, perché qualcuno deve difendere qualcun altro, qualcuno difende Allegri per interesse ed altri lo difendono perché devono difendere la società. Noi difendiamo l'oggettività”.

Il Napoli aveva dato qualche segnale positivo nelle ultime vittorie. Perché non è arrivata la continuità?

“È dall'estate che ripeto, dai ritiri estivi, che il lavoro fatto già lì e l'atteggiamento nelle amichevoli dicevano delle cose. Poi ci siamo illusi con l'ultima amichevole contro l'Aris, con il Genoa, con il Frosinone, con il Monza. Ma non c'è continuità, si va da una partita all'altra con i singoli, non vedi una crescita continua. Qualcuno dovrà difendere ancora oggi la situazione perché deve difendere la società oppure Allegri. Domani il problema saranno gli infortuni, non Allegri. Vogliono farci credere che il Napoli sia una rosa da metà classifica”.

Un'eventuale vittoria a Porto potrebbe cambiare il giudizio sul lavoro di Allegri?

"Quella gara, anche se la vinci in maniera casuale, fortunosa, ci serve. Passare il turno, anche per un puro discorso economico, è importante. Poi non cambia nulla nella mia considerazione del lavoro fatto. Non costruisci nulla sul lungo periodo, perché contano le prestazioni. Se vinci con le prestazioni significa che puoi durare nel tempo e avere continuità a buoni livelli. Se vinci in maniera episodica puoi vincere qualche altra partita, ma non avrai continuità. Perciò conta il gioco, conta quello che costruisci con le idee. Qualcuno rideva, credeva nelle scorciatoie, all'inizio si parlava di corso muso, poi di singoli, di Allegri che gestisce, ma senza gioco dove vai? Ora stanno ridendo ancora? O si staranno nascondendo?". Di seguito il podcast integrale