Crisi calcio italiano, Zazzera: “Malagò perfetto alla guida della FIGC! Parlano i risultati”
Carlo Zazzera, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Credi che Giovanni Malagò sia l’uomo giusto alla guida della FIGC o hai delle perplessità? “Io credo che Giovanni Malagò sia l’unico uomo che possa realmente mettere ordine in questa situazione. Al di là delle polemiche, parlano i fatti e i risultati, compresi quelli legati ai grandi eventi come Milano-Cortina e le candidature di Roma, che probabilmente senza determinati interventi politici sarebbero arrivate anche prima. A questo si aggiungono i risultati ottenuti negli anni alla guida del CONI. Molti dei successi delle federazioni sportive dipendono anche dal lavoro di coordinamento svolto dal CONI stesso. Malagò è quindi, secondo me, la persona giusta. Se ci sono perplessità, riguardano forse la composizione del Consiglio federale: se resta invariato rispetto al passato, significa che è stato comunque espressione delle stesse componenti che hanno votato. Servirà quindi una forte operazione politica del nuovo presidente per mettere al centro l’interesse generale, più che quello delle singole componenti. Detto questo, se c’è qualcuno in grado di farlo, è proprio Malagò. La strada è affidarsi a lui e sperare in un rilancio, perché la situazione attuale è già molto difficile”.
Ti chiedo anche una tua impressione sui Mondiali che si stanno disputando in Nord e Centro America, tra Canada, Stati Uniti e Messico. Che giudizio dai sull’organizzazione e sull’aspetto tecnico? Cosa ti ha colpito in positivo e cosa meno? “Dal punto di vista organizzativo, i grandi eventi sono generalmente ben strutturati. In questo caso, però, la complessità è maggiore perché si svolgono in tre Paesi diversi, con fusi orari differenti e una gestione logistica più complicata. Anche il clima può creare difficoltà e alcune criticità. La vera novità è la dimensione del torneo: 48 squadre e un numero molto alto di partite. Questo comporta differenze tecniche evidenti tra le formazioni. Questo incide anche sullo spettacolo: spesso ci sono partite senza grande storia, con livelli molto diversi. Inoltre, in un torneo così lungo e ampio, il sorteggio diventa determinante più del solito: si può incontrare subito una squadra forte oppure un avversario più abbordabile, con effetti importanti sul prosieguo del torneo”.
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