Messi o Maradona? Novi: “Il paragone tra i due sfiora quasi la religione”
Errico Novi, giornalista, direttore de ‘Il Dubbio’, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Quale squadra ai Mondiali ti ha sorpreso in positivo o in negativo? E, più in generale, ti stanno convincendo dal punto di vista tecnico e dello spettacolo? “Se tutti i giorni giocasse l’Argentina sarebbero dei Mondiali meravigliosi. Purtroppo non è così. Lo spettacolo di vedere in campo Leo Messi vale sicuramente il prezzo del biglietto. Molte altre partite, invece, sono state deludenti. Tra le delusioni più evidenti c’è sicuramente il Belgio: una squadra che ha anche due giocatori del Napoli e che ha confermato, da queste prestazioni, che si tratta di calciatori forse non più in grado di esprimere un livello di performance elevato. Interessante invece il livello di diverse squadre africane. Il Ghana, ad esempio, ha mostrato grande intelligenza tattica, capacità di stare in campo con pazienza e spirito di sacrificio. Bene anche Capo Verde, che potrebbe addirittura superare la fase a gironi: è una storia davvero incredibile. Vedremo cosa farà la Scozia, che credo sia la nazionale per cui molti tifosi del Napoli fanno il tifo, anche se dovrà affrontare il Brasile. Nel complesso, però, non credo siano Mondiali che resteranno memorabili per il livello tecnico”.
Sembra però il Mondiale dei bomber: Messi, Mbappé, Haaland… numeri impressionanti. Come lo leggi? “Sì, è vero: è un Mondiale molto ricco di gol. Messi ha segnato cinque reti, Mbappé quattro, Haaland quattro, e altri giocatori sono già a quota tre. Mancava all’appello Cristiano Ronaldo, che però ieri ha segnato due gol”.
Ti chiedo un bilancio sui calciatori del Napoli: Lukaku, De Bruyne, Olivera, McTominay…
“De Bruyne e Lukaku non sono stati brillanti, per usare un eufemismo. Anche Olivera ha commesso un errore pesante, e dispiace perché è un ragazzo che meriterebbe soddisfazioni. È un giocatore solido, di grande temperamento, ma non è stato un buon avvio di torneo per lui. Su Lukaku: l’esordio era stato accolto con entusiasmo forse eccessivo, ma l’impatto era stato buono. Nella seconda partita, però, è calato. Vedremo se nel prosieguo del torneo riuscirà a esprimersi meglio. De Bruyne, invece, per ora non sta convincendo. Sarebbe importante ritrovare il giocatore illuminante visto anche in Serie A, ma le premesse non sono incoraggianti”.
Messi ha numeri straordinari ai Mondiali. Se dovessi scegliere un leader tecnico per una squadra ideale, a chi affideresti le chiavi: Messi o Maradona? “Non sono domande che si possono fare così, è quasi una provocazione. Io faccio fatica a rispondere in questi termini. Il paragone tra Messi e Maradona sfiora quasi la religione. Messi è uno straordinario calciatore, già tra i più grandi della storia. Ma i paragoni non hanno molto senso. Quando si tenta di dire se Messi abbia superato Maradona, bisognerebbe anche immaginare Maradona con le regole attuali. Maradona ha giocato in un calcio durissimo, prendendo botte incredibili senza mai lamentarsi. Io dico sempre che Messi è il miglior giocatore della fascia “degli esseri umani”. Poi c’è un’altra categoria, non paragonabile. Sono calciatori come Cruijff o Maradona che esulano dal discorso puramente tecnico: qualcosa di diverso, quasi difficilmente spiegabile”.
Restando sul Napoli: se fossi Giovanni Manna e avessi 50 milioni per un solo acquisto, chi prenderesti? “È una domanda difficile. Con quella cifra proverei a prendere una mezzala difensiva. Credo abbia ragione Allegri quando parla della necessità di profili come Rabiot. Oppure giocatori come Khephren Thuram o Manu Koné. Il Napoli ha bisogno di energia, fisicità, capacità di inserimento e di copertura. Il talento offensivo non manca. Il problema è a centrocampo: va trovata la soluzione giusta, anche perché non credo che Anguissa resterà a lungo. E bisogna capire anche come convivere con giocatori come De Bruyne e McTominay”.
Una riflessione finale su Malagò e sul sistema calcio? “Malagò è una figura perfettamente inserita nel sistema di potere del calcio italiano, che spesso non è riuscito a esprimere alternative davvero “nuove”. Figure come Albertini o Maldini avrebbero potuto portare un cambiamento, ma sono rimaste ai margini. Il sistema tende a riprodurre sé stesso. Aggiungo solo una nota: l’inchiesta su “Arbitropoli” è stata riassegnata a un altro magistrato. È normale che le procure abbiano rotazioni interne, ma vedremo come evolverà il lavoro”.
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