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Da Roma: "La Lazio non merita questo divario col Napoli"

Da Roma: "La Lazio non merita questo divario col Napoli"TuttoNapoli.net
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lunedì 5 gennaio 2026, 19:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Patrizia De Rossi, scrittrice e membro dell’associazione Lazio e Libertà, è intervenuto nel corso di Napoli Talk, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Alla vista della standing ovation per Adam Marušić dopo l’espulsione, che lettura hai dato di quel momento?
“Onestamente non l’ho interpretata come un applauso al gesto, che non c’entrava nulla con la partita e non era richiesto. I calciatori sono professionisti e devono ricordarsi che chi scende in campo, con qualunque maglia, è un modello per migliaia di bambini. Marušić si è lasciato travolgere dall’istinto, è un sanguigno e non è la prima volta. La standing ovation, secondo me, non era per il fallo o per la rissa, ma per l’impegno: Marušić è uno che non si tira mai indietro e questo agli occhi dei tifosi lo rende una sorta di paladino, anche se tecnicamente non è un fuoriclasse”.

Al di là delle assenze, ieri è mancato anche il carattere della Lazio?
“Io temo che nello spogliatoio ci sia uno scoramento generale. Infortuni, sfortuna, episodi arbitrali: non mi nascondo, perché lo trovo ingiusto verso chi va in campo. Ma è evidente che in questo momento alla Lazio non venga perdonato nulla. Detto questo, la superiorità del Napoli è stata straripante e non posso che complimentarmi: avete il miglior allenatore in circolazione, non ce n’è per nessuno. Anche a voi mancano giocatori, eppure il livello resta altissimo. Da noi, invece, i pochi giocatori validi vengono sempre messi in partenza”.

Zaccagni è apparso nervoso, quasi frustrato. È un segnale?
“Sì, la frustrazione c’è. Zaccagni è il giocatore che in Europa subisce più falli e poi viene espulso al primo intervento che fa. Quando vedi certe cose è normale perdere serenità. Se poi un centrocampista come Cataldi sbaglia passaggi elementari sotto pressione, tutto diventa più difficile. Il primo gol del Napoli nasce proprio così: dalla vostra pressione feroce che manda in ansia”.

Il clima pre-partita, con il duro comunicato contro l’AIA, ha inciso?
“Secondo me sì, perché alimenta un senso di persecuzione che non aiuta. E poi c’è uno scollamento totale tra società e tifoseria. La curva di ieri era meravigliosa, 55mila persone allo stadio in un momento così difficile. Una passione del genere non merita questa società. Io parlo a titolo personale: avrei preferito una ripartenza dolorosa, anche dalla Serie C, come Napoli e Fiorentina, piuttosto che vivere questo ricatto continuo”.

Il tuo giudizio su Claudio Lotito è durissimo.
“Sì, perché qui a Roma molti dicono ‘ci ha salvati’. Ma grazie alla Lazio Lotito è entrato in certi salotti, è arrivato in Parlamento, ha avuto prestigio. La Lazio viene vissuta come un bancomat. Basta ricordare il caso Alessandro Nesta: simbolo assoluto, voleva chiudere la carriera qui e si sentì rispondere ‘che ce ne facciamo, è bollito’. Questo atteggiamento sprezzante è una costante”.

E Maurizio Sarri? L’ambiente come lo vive?
“La Lazio adora Maurizio Sarri. I 32mila abbonamenti e i 55mila allo stadio sono solo per lui. Si spende totalmente, difende la squadra, ci mette la faccia. Senza Sarri, oggi, saremmo probabilmente ultimi. Qui c’è solo la squadra, solo Sarri e solo la passione dei tifosi”.

Nel tuo libro Le leggende della Lazio, qual è il pantheon biancoceleste?
“Per me è inevitabilmente composto da Giorgio Chinaglia, Alessandro Nesta e Roberto Mancini. Chinaglia perché diede dignità e voce a una tifoseria che voleva dire ‘ci siamo anche noi’. Nesta perché ha salvato la Lazio accettando il Milan in un momento drammatico. Mancini per la classe e la mentalità vincente. E poi sì, c’è anche Sergej Milinković‑Savić: l’attaccamento che ha dimostrato, anche dopo l’addio, dice tutto”.