Ex prep. portieri Napoli: “Dualismo Meret-Milinkovic? In questo momento non ho dubbi”
Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli, è intervenuto nel corso de 'Il Bar di Tutto Napoli' sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).
Vogliamo partire subito dal tema del dualismo tra i portieri del Napoli, di cui si parlava già in precampionato. Meret è rientrato e Conte ha a disposizione due portieri di livello importante. Questo dualismo può essere un problema oppure uno stimolo? “Dal mio punto di vista non è un problema, anzi. Il Napoli ha costruito una rosa di portieri all’altezza di un top club: Meret, Milinković-Savić e un terzo portiere affidabile come Contini, che non è più un ragazzino. È una situazione eccellente, forse la migliore batteria di portieri in Italia. Nel calcio moderno il ruolo è diventato sempre più complesso, sia per motivi tattici sia regolamentari, basti pensare a quanto è cambiato dal 1992 in poi. Oggi fare il portiere è molto più difficile e gli errori capitano a tutti. Il Napoli non ha un problema, semmai una fortuna. Se entriamo nei dettagli tecnici, dobbiamo considerare anche il contesto tattico. In fase di non possesso, la difesa dello spazio è complicata per tutti i portieri. Molto dipende dal piano strategico dell’allenatore. Il Napoli, ad esempio, pressa molto alto e concede pochissimi tiri in porta: Milinković-Savić non subisce conclusioni da tempo. Questo incide molto sulla valutazione. Detto ciò, nella pura tecnica di difesa della porta, Meret è superiore”.
Dovendo scegliere oggi il titolare del Napoli, da subito, su chi ricadrebbe la sua decisione? “In questo momento sceglierei Milinković-Savić. Meret rientra da un infortunio delicato e serve prudenza. Conte e lo staff hanno fatto benissimo a riportarlo gradualmente, portandolo già in panchina. Considerati anche i risultati ottenuti, continuerei con Milinković. Questo non cambia il mio giudizio tecnico: Meret, per me, resta più forte tra i pali”.
Entrando più nello specifico, quali sono secondo lei i principali difetti di Milinković-Savić? “Uno dei limiti principali riguarda gli spostamenti laterali sui tiri rasoterra: tende spesso ad andare con il ginocchio a terra, assumendo una postura che lo rende vulnerabile. È una caratteristica che lo rende prevedibile in alcune situazioni. Detto questo, Conte si fida di lui e fa bene a proseguire così. In futuro ci saranno tante partite e le scelte potranno cambiare senza drammi”.
Dal 2005 a oggi il Napoli ha fatto un percorso enorme. Si aspettava una crescita di questo livello? “Onestamente no. Il salto fatto dalla SSC Napoli è gigantesco. Se questo progresso fosse arrivato prima, probabilmente oggi parleremmo di qualche scudetto o coppa in più. I numeri, la storia e anche il sentimento dei tifosi allo stadio lo dimostrano: anche nelle sconfitte si percepiva lo spettacolo e l’orgoglio”.
Con il Napoli di oggi, con chi le sarebbe piaciuto lavorare di più? “Senza dubbio Antonio Conte. Tutti lo descrivono come uno dei migliori allenatori italiani ed europei. La sua grinta, la sua rabbia agonistica, la capacità di trasmettere energia secondo dopo secondo sono straordinarie. Ricorda per certi aspetti Sarri nello spogliatoio, ma Conte ha qualcosa in più a livello emotivo. È come se guidasse la squadra con un joystick dalla panchina: dopo tutto quello che ha vinto, mantenere questa fame è semplicemente meraviglioso”.
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