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Giordano sullo scambio Lucca-Dovbyk: "Un nuovo elemento può stravolgere tutto"

Giordano sullo scambio Lucca-Dovbyk: "Un nuovo elemento può stravolgere tutto"
Ieri alle 11:40Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Antonio Giordano, firma della Gazzetta dello Sport, è intervenuto nel corso di Pausa Caffè sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).

Dovbyk e di Lucca. Questo scambio, con una serie di incastri, secondo te potrebbe verificarsi? E in che modo?

"Intanto bisogna tenere presente quello che è accaduto ieri sera, quindi attendere le valutazioni mediche. Le condizioni di Dovbyk cambierebbero il mercato, soprattutto quello della Roma più che quello del Napoli. Nel caso non fosse nulla di serio, una serie di congiunzioni astrali e di interessi potrebbe spingere le parti a sedersi e parlarne. A volte basta poco per ritrovare un giocatore: cambiare ambiente, avere nuove motivazioni, affidarsi a un allenatore diverso. Vale per Dovbyk come per Lucca. Detto questo, da qui a pensare che l’operazione sia realmente fattibile ce ne corre. Oggi è appena il 7 gennaio e non è successo nulla, ma tante cose devono ancora accadere nel mercato".

Tu hai espresso un dubbio di fondo: se un centravanti non segna con Gasperini, è un segnale che preoccupa?

"Sì, lo ammetto. Se un centravanti non segna con Gasperini mi fa preoccupare. Dovbyk l’anno scorso non ha fatto male: 17 gol complessivi in una stagione difficile. Però oggi sembra aver trovato complicazioni che forse non si aspettava. Mi sembra poco “gasperiniano”.
Poi guardi Retegui e capisci. Con Conte, invece, siamo su standard fisici simili. Se Lukaku è il riferimento, Dovbyk per spazio e struttura gli si avvicina, ma intelligenza tattica, capacità di fare reparto e di occupare gli spazi sono un’altra cosa. Lukaku è un profilo elevatissimo".

Conte probabilmente si aspettava che Lucca fosse un giocatore “contiano”. Ha sbagliato valutazione insieme a Manna o serve solo più tempo?

"Non è semplice. Si rischia anche una figuraccia immediata: magari stasera fa tre gol e ci saluta tutti. Il punto è un altro. Quando arrivi in una grande città, una metropoli con aspettative così forti, l’aria è diversa, più pesante. Psicologicamente qualcosa può cambiare. Udine non è Napoli, è una banalità ma è la verità. Evidentemente per Luca serve altro. La sua statura lo rende diverso. Io sono sempre molto cauto: per me scasso non è.
A volte si banalizza troppo. Ricordiamo che certi giocatori sono stati giudicati in fretta e poi hanno fatto la differenza".

Chi invece è abituato ai grandi palcoscenici è Romelu Lukaku, che però quest’anno non si è praticamente mai visto. Cosa dobbiamo aspettarci da lui fino a fine stagione?

"Rivederlo sì, almeno tra una quindicina di giorni. Poi bisognerà capire come sta, perché parliamo di circa sei mesi di assenza totale. Va riatletizzato.
Non credo che il Napoli possa aspettarsi grandi cose da lui subito, anche se glielo auguro. A me è sempre stato simpatico, sembra una persona a modo. È stato un giocatore fondamentale per Conte".

L’arrivo di Hojlund ha cambiato le gerarchie?

"Sì, Højlund ha risolto molti problemi per Conte e per il Napoli. Probabilmente Lucca ha pagato anche il suo arrivo. Parliamo di un giocatore oggi probabilmente già più forte dei 50 milioni pagati in estate. Se lo metti sul mercato ora, fai una plusvalenza importante. È cresciuto tantissimo. Era forte già ai tempi dell’Atalanta, aveva solo bisogno di maturare. Sta per compiere 23 anni e ha già Atalanta, Manchester United e Napoli nel curriculum. Un curriculum che, se lo metti su LinkedIn, basta e avanza".