De Paola: "Frase di ADL manifesta quello che per lui era il limite di Conte"
Paolo De Paola, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Volevo parlare con lei di quello che De Laurentiis ha detto durante la festa del Centenario. Intanto l'ha seguita, la festa le è piaciuta?
"Mi ha fatto piacere immergermi in questa storia di cento anni che sicuramente ho condiviso, ho vissuto, anche da giovane cronista prima di andare a Milano. Ma poi sono legato ovviamente alla mia città, quindi mi ha fatto molto piacere questa immersione nella città, questa immersione nella gente, questo vivere la città per tutta la sua lunghezza, per le sue strade, per Piazza del Plebiscito, per lo spettacolo che c'è stato, per questa festa itinerante che secondo me è molto bella, cioè che sarà un continuo e che sinceramente non si vede da altre parti. È difficile vedere una cosa così da altre parti. Magari da altre parti vedi un one shot e basta, questa invece è una cosa che veramente coinvolge la città."
De Laurentiis si è lasciato andare a dei proclami molto particolari, come ad esempio questa famosa vittoria della Champions League, magari tramite Allegri.
"Guarda, quella frase è molto significativa perché manifesta tutto il limite che De Laurentiis ha trovato in Conte e l'espansione sul piano della Champions che lui vuole avere da anni con qualche allenatore. L'ha cercata prima con Ancelotti, l'ha in qualche modo voluta anche con Spalletti, ma non ci è riuscito ovviamente per il disastro che c'è stato. L'ha seguita ancora con Conte, ma Conte gli ha dato la soddisfazione sicuramente enorme del campionato, però questa espansione che per De Laurentiis è strategica, cioè creare un bacino di tifosi più ampio, può avvenire soltanto attraverso la fidelizzazione mondiale. In Italia sì, si può avere ancora un minimo di espansione se si rimane a certi livelli, ma quel tipo di afflato che hanno i grandi club, Real Madrid, Manchester eccetera, anche per esempio in Cina, in Indocina, quelle parti, può accadere solo se appunto una squadra si affaccia alla Champions e non dico la vince come vorrebbe De Laurentiis, ma la missione è quella, cioè di avvicinarsi il più possibile alla vittoria e quello è il suo obiettivo del futuro. Lo riuscirà a centrare con Allegri? Non lo so, però l'obiettivo è quello ed è stato dichiarato."
Allegri a differenza di Conte si espone anche in modo coraggioso sui trofei.
"La diversità del carattere sta in questo, poi magari si troveranno sempre parole per giustificare o giustificarsi, ma non è questo il punto. Il punto è che vuoi lanciare il cuore oltre l'ostacolo, benissimo, stai prendendo visione di un nuovo ambiente, benissimo, però solitamente Allegri questo non lo ha fatto, è la prima volta che lo fa, sinceramente. Non lo faceva, non l'ha fatto al Milan, in cui il proclama iniziale di stagione era entrare fra le prime quattro, questo è il mio obiettivo. Non l'ha fatto alla Juve, in cui ha detto, con una situazione societaria in questo modo, per quanto lui guadagnasse tra i 7 e i 9 milioni, era di riportare la Juve in Champions. Adesso lui uno, due, tre, quattro trofei sinceramente è un inedito assoluto. Quindi vediamo se queste sono dichiarazioni che rivelano un nuovo Allegri oppure se lui accontezza realmente il potenziale della sua squadra e ritiene di poter raggiungere questi traguardi."
Quanta fiducia lei ha nel Napoli, nel lavoro di Allegri, anche alla luce di quello che è il mercato del Napoli attuale?
"Sì, ci stanno anche sondando delle nuove strade, quindi il mercato è assolutamente apertissimo, però si vogliono fare acquisti intelligenti. L'Allegri che si può avere preso su questo è stato anche molto chiaro, ha detto che bisogna vendere e vendere tanto prima di poter pensare a degli acquisti e poi ha detto che la rosa era già sufficiente, se non sovrabbondante. Allegri ha nicchiato, Allegri solitamente guarda le cose di un'ottima stampa, quindi se lui vuole far sapere qualcosa la fa sapere. Per il momento è un matrimonio che va avanti su una base di stima e di simpatia reciproca. Bisognerà vederlo magari quando ci potrà essere, se ci sarà e auguro che non ci sia, le prime difficoltà. Alle prime difficoltà bisogna vedere se magari Allegri dirà: però il mercato qua, però mi è mancato questo giocatore, però, però, però. Su tutto questo poi bisognerà fare i conti. Al momento secondo me questa rosa, proprio per fare un rapporto Conte-Allegri che c'era stato alla Juventus, questa rosa liberata, liberata ma in senso buono dai metodi contiani, può ancora dare molto, secondo me. Come fu per Capello con Sacchi, Sacchi prima e Capello dopo: una volta che liberi la squadra da certi pesi psicologici, anche di lavoro, di tensione e di sovraccarico, probabilmente la squadra si libera. Però deve avere un canovaccio, deve avere una strada delineata. Allegri può essere furbo nel lasciare intatti gli aspetti tattici più o meno che aveva in mente Conte, avendo più abitudine nei cambi. Conte magari era un po' più, come dire, aveva più il braccino nell'effettuare dei cambi perché si fidava di quei 14-15 giocatori e non di più. Invece Allegri è uno che solitamente tende non solo a dare dei ruoli diversi a pochi giocatori, ma anche a lanciarne di nuovi in ruoli nuovi."
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