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Esposito: "Napoli senza identità. Vista la Juve? Il 4º sarebbe fallimento”

Esposito: "Napoli senza identità. Vista la Juve? Il 4º sarebbe fallimento”
Oggi alle 12:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Carmine Esposito, ex giocatore, oggi allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Finale di stagione oggi: che cosa deve raccontare il Napoli ai tifosi, soprattutto dopo la bruttissima figura contro la Lazio?

"Sicuramente il tema della stagione, secondo me, visto tutto il caos, gli infortuni e tutto, non è una stagione tra virgolette da buttare via. Comunque siamo sempre lì e ci giochiamo il secondo posto. Io non citerei e non metterei di mezzo purtroppo la partita di sabato, perché veramente ha fatto scendere un po' la catena. Ho visto proprio una squadra giù e demotivata. Spero che sia stato un intoppo di un percorso, perché comunque alla fine il Napoli, tra mille infortuni, ha fatto secondo me un buon campionato."

Come si affrontano le partite dopo le parole di Antonio Conte, tra “i secondi sono i primi dei perdenti” e “secondo, terzo o quarto posto cambia poco”?

"Comunque in questi anni secondo me Conte l'abbiamo conosciuto: il buono, il bravo, il cattivo, il permaloso. Però uscire con queste situazioni qui secondo me non è proprio il momento né il luogo. Come dicevi tu, sei un comunicatore: o lo fai a fine stagione e vedi come va, oppure all'inizio stagione. Il Napoli è sempre lontano per avere lo scudetto e per giocarsi il secondo posto. Se arriva terzo o quarto, non dico un fallimento, ma guarda la Juve che in tre mesi si è risollevata ed è praticamente quarta in classifica. Conte con queste dichiarazioni un po’ si tira la zappa sui piedi da solo, è come se quando succede qualcosa di negativo si tirassero tutti indietro. Invece bisognerebbe dire: è stata una grandissima stagione, puntiamo al secondo posto, alla qualificazione in Champions. Se il Napoli arriva quarto per me è un mezzo fallimento, sempre qualificazione Champions, ma per le potenzialità del Napoli sono uscite che non servono a niente."

C’è il rischio che il ciclo di Conte sia finito?

"Io spero che non si sia rotto tra virgolette un giochino, perché Conte ha un altro anno di contratto. Penso che se adesso ci fosse un ribaltone a fine campionato, come diceva De Laurentiis, può essere solo negativo per il Napoli. Non so se De Laurentiis abbia un piano B, però secondo me Conte... ha detto bene Marino: il Napoli non ha mai una vera identità. Sono passati due anni. Lascia stare la partita di sabato perché è stata veramente negativa in tutto. Ho visto dei giocatori come Buongiorno che hanno fatto non fatica ma di più a stare in campo, gli stessi Juan Jesus. Però secondo me, come dice Paolo, si sta tirando un ciclo o si sono un pochino stancati di questa situazione, perché alla fine le colpe sono sempre dei giocatori. Ognuno dovrebbe prendersi un po' di responsabilità. Io spero che il Napoli arrivi dove deve arrivare e che ci possa essere di nuovo chiarezza per partire subito con un grande finale di stagione."

Perché non vedere titolare Alisson Santos e insistere su scelte che sembrano non funzionare?

"Io sinceramente non riesco a capire. Ho visto la partita del Napoli di sabato: il Napoli ha fatto un tiro in porta con lui, con Alisson al settantesimo. È l'unico giocatore ora che è in una condizione sia fisica che mentale ottimale, che supera l'uomo, che riesce a fare l'uno contro l'uomo e a calciare in porta. Sembrano sempre scusanti: devono giocare per forza chissà chi. Non sopporto neanche il fatto dei giocatori adattati: Zeman faceva un gioco con i due esterni alti che invertivano i piedi, ma a volte vedo anche giocatori fuori ruolo. Gutiérrez a destra e Spinazzola a sinistra sono scelte inconcepibili: Gutiérrez è un buon giocatore ma viene messo in difficoltà. Spinazzola può giocare da entrambe le parti. Alisson è un giocatore che deve giocare: è l'unico che salta l'uomo, gli altri stanno facendo fatica. Non riesco a capire queste scelte. Poi Conte ha la sua esperienza, lo saprà lui, però secondo me lo spogliatoio è un pochino stanco."

Conte è un allenatore che alla lunga “satura” il gruppo?

"Con lui secondo me lo devi tenere un anno, al massimo due, perché è un allenatore che alla fine vince e si spreme. Però se devi avere un allenatore per un progetto, servirebbe qualcuno che possa dare continuità. Io faccio un nome: Gasperini. Sta avendo problemi alla Roma, ma è un allenatore da progetto, come si è visto con l’Atalanta. Quest’anno, non vincendo il campionato, si potrebbe pensare di cambiare e prendere un allenatore che possa dare continuità. Dopo due anni importanti, con uno scudetto e la possibilità del secondo posto, non so se puoi ripartire per un terzo anno: si fa fatica."

Su Spalletti: con qualche rinforzo la sua squadra può tornare a vincere il campionato?

"Quello sicuramente. Lo vedo nelle interviste: è bello carico, dinamico. Ha fatto un grandissimo lavoro con quello che aveva, perché sta giocando senza attaccanti. Una squadra come la Juve senza attaccanti diventa una squadra come le altre. Però secondo me ha già puntato due o tre giocatori: vuole prendere Rüdiger centrale, un terzino e qualcuno del Manchester City. Se riesce a prendere una punta che fa gol, la Juve l’anno prossimo è una delle antagoniste. Anche perché secondo me l’Inter qualche pezzo importante lo perderà, visto che ha giocatori di una certa età. Potrebbe quindi subentrare la Juve."