Reginaldo: "Conte non si è candidato per l'Italia. Per me resta e ha un motivo"
Reginaldo, ex attaccante del Siena ai tempi di Conte, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "
Un tifoso ha detto di non andare più allo stadio da Napoli-Lecce 1-0 del 2024 perché non gli piace il calcio di Conte. È una critica esagerata nei confronti di Conte?
"Il tifoso vuole vincere e allo stesso tempo vuole vedere il calcio bello. Il mister non dico per il calcio brutto, ma efficace, però doveva vincere. Sì, è vero che quest’anno non ha fatto benissimo in Champions League, però in campionato l’anno scorso ha vinto e quest’anno è secondo, secondo me rimane secondo fino alla fine, quindi che gli puoi dire al calcio brutto e al mister? Alla fine il suo obiettivo è vincere il campionato e ci riesce. Certo c’è questa macchia della Champions League e anche per quello, secondo me, il Napoli deve cercare di fare bene per riscattarsi."
Quando si parla di “calcio non bellissimo” di Conte, cosa significa davvero? Da ex giocatore come lo interpreti?
"Io non posso dire così perché noi assieme giocavamo con il 4-2-4, il nostro calcio era veramente bello, sugli esterni andavamo sempre a fare uno contro uno, saltavamo sempre l’uomo e gli attaccanti, due attaccanti dentro l’area facevano sempre degli scambi bellissimi. È ovvio che andando avanti, vedendo i giocatori che ci sono a Napoli, o fai delle scelte di lasciare giocatori come De Bruyne in panchina, con Anguissa in panchina, e giochi con due esterni come Elmas e Politano che sono bravi a fare l’uno contro uno, oppure devi accontentare tutti quanti. Secondo me l’anno prossimo il mister farà delle scelte per cercare di fare bene, non per accontentare i giocatori. Poi se un giocatore non sta bene se ne vada."
Le difficoltà del Napoli con i Fab Four: c’è un problema tra trequarti e centravanti? Possesso alto ma poca pericolosità?
"No, ma soprattutto l’abbiamo visto contro la Lazio: i centrocampisti che devono dare il passaggio in profondità hanno sbagliato quasi tutti i passaggi. Proprio per questo dicevo che l’anno prossimo, se rimane il mister e rimangono questi giocatori, farà delle scelte. Perché prima, quando non c’erano tutti questi giocatori, giocava completamente diverso, attaccava molto di più la profondità e riusciva ad avere più uno contro uno. Ora con questi giocatori non riesce a trovare gli spazi giusti. Secondo me si sta bene Lukaku per questo, è un fenomeno per come si muove. Però per un giocatore che attacca la profondità come questo, trovarsi De Bruyne, McTominay o Anguissa a ridosso gli toglie spazio."
Questo giocatore, oggi, meriterebbe di essere titolare al posto degli altri?
"Io parlo per le partite che sto vedendo: per come entra il ragazzo, da allenatore contro la Lazio l’avrei fatto giocare dall’inizio perché veniva da due partite in cui subentrava e faceva sempre bene. Però non deve passare l’idea che renda solo da subentrato, perché quando ha giocato dall’inizio ha fatto bene. Bisogna dargli più opportunità e al massimo al sessantesimo lo togli, ma giocando dall’inizio cambia completamente la partita."
Conte ha una mentalità molto vincente: già ai tempi di Siena era così?
"Assolutamente sì, il mister pensa che fin quando allenerà sarà sempre così. E io se gioco fino a oggi a quasi 43 anni è perché un po’ della mentalità del mister me l’ha passata. Quando sei in allenamento devi andare a tremila, quando c’è la partita devi andare a tremila. Anche quando faceva il torello con noi a Siena faceva la scivolata perché non voleva prendere i trenta tocchi. Per lui perdere non esiste proprio, arrivare secondo è già una sconfitta."
Lo vedi di nuovo in Nazionale in futuro?
"Io dico la verità: se fossi il mister in questo momento non affronterei questo argomento perché ha ancora un altro anno di contratto con il Napoli. Cercherei di dare tutto al Napoli e ripagare quello che ha dato il popolo napoletano, magari dando una gioia anche in Champions League. La Nazionale va presa con le pinze, bisogna fare un lavoro di riforma e puntare di più su giocatori giovani come Pisilli e Casadei del Torino."
Sulla sua possibile autocandidatura in Nazionale dopo le critiche alla FIGC: cosa ne pensi?
"Lui ha voluto tirare un po’ l’attenzione su di sé dopo quello che era successo. È ovvio che il mister è molto intelligente e fa le cose in modo mirato. Però quello che ha detto non è una fesseria: se devi fare una riforma seria della Nazionale, è normale fare nomi come Conte o Allegri. Non si stava candidando, secondo me era solo un pensiero. Poi l’ho anche chiarito: non mi sono candidato, era solo un pensiero banale, essendo uno dei più grandi allenatori che ci sono adesso in Italia."
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