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Forgione: "Allegri fattore per la squadra: vuole dimostrare di essere ancora top!"

Forgione: "Allegri fattore per la squadra: vuole dimostrare di essere ancora top!"
Oggi alle 18:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.

Vuoi darci un messaggio su questo calcio che continua a proporre orari orripilanti? Perché nessuno pensa più ai tifosi?
"Perché il denaro governa tutto. Oggi chi governa sono le televisioni che ci mettono i soldi e dettano le condizioni. Purtroppo è un cane che si morde la coda e non se ne viene fuori fino a quando le società calcistiche, soprattutto in Italia, non svilupperanno altre fonti di introito, come stadi nuovi, musei e merchandising vario. Restando tutto ancorato ai diritti televisivi, le TV possono fare la voce grossa e i club si piegano nettamente a queste condizioni; tutto il calcio italiano si piega, perché senza i soldi delle TV il sistema salterebbe completamente. Oggi bisogna adeguarsi, non si può protestare. Il giorno in cui ci sarà una Serie A con un modello Premier League, forse i presidenti dei club e delle varie leghe alzeranno la voce e si vedrà qualcosa di meglio."

Se Anguissa non dovesse giocare contro la Fiorentina, qual è la mossa che ti aspetti da parte di Max Allegri? Pensi che possa usare Antonio Vergara?
"Credo che insisterà con il doppio play, questa funzione di doppio centrocampista di regia che lascia spazio agli inserimenti di Lobotka. In questa impostazione Lobotka ha la possibilità di sganciarsi un attimo e surrogare la mancanza di McTominay. Penso che insisterà su questa chiave. Che poi venga impiegato Vergara piuttosto che Lang mi cambia poco, perché ormai si è capito che Allegri fa ruotare tutti: se parte uno entra l'altro e viceversa. I calciatori del Napoli lo sanno e lo spazio c'è per tutti, sotto questo aspetto non mi preoccupo."

La Fiorentina ha cambiato guida tecnica passando da Fabio Grosso a Paolo Vanoli: cosa può significare per la sfida di domenica e che ambiente troveremo al Franchi?
"La Fiorentina sostanzialmente ha cambiato la rosa e l'ha migliorata, poi bisogna capire se questa rosa funziona o meno. Mi pare di aver capito che Grosso avesse molti dubbi in merito e per questo sia stato fatto fuori, mentre Vanoli magari ci crede di più o aveva più necessità di tornare in sella. È una squadra tornata a vincere in trasferta e ha fatto una buona prova in Coppa Italia, il che significa che si è rimessa a giocare. L'abbiamo reputata tra le regine del mercato, quindi bisogna prenderla con le pinze e non sottovalutarla. Non ho dubbi che Allegri stia preparando la partita al meglio: aveva già detto che le gare fondamentali in questo periodo erano proprio Bologna e Fiorentina per uscire da un momento difficile. La prima prova è stata superata e adesso ce n'è un'altra altrettanto difficile."

A proposito di Fiorentina, la gara di ieri è stata l'occasione per il Pisa di far scendere in campo l'esterno d'attacco Emanuele Rao: la società partenopea ha fatto la scelta giusta a mandarlo a giocare in Serie B a 20 anni o si poteva puntare su di lui?
"In questa rosa si tenta in maniera spinta di rivalorizzare calciatori che non avevano dato il loro apporto: è una necessità aziendale e un input della presidenza. Credo che Rao difficilmente avrebbe avuto spazio qui. Se poi dovesse mettersi in mostra altrove, il Napoli sta dimostrando che le forze fresche sono fondamentali. La rosa andava svecchiata e non è stato fatto, è un obiettivo mancato. Il Napoli deve capire cosa vuole fare da grande: se continuare con certi calciatori e rinnovare il contratto a elementi che hanno perso mordente e fame, oppure puntare sui giovani e ripartire con un nuovo progetto che dia ai vari Favasuli, Vergara e allo stesso Rao il ruolo di protagonisti assoluti."

Sei d'accordo con chi dice che il Napoli quest'anno lotterà solo per un posto in Champions, o pensi ci sia troppo pessimismo?
"Siamo solo a metà settembre e, per quello che ha espresso il campionato, i giudizi vanno in quella direzione. Oggi Inter, Roma e Como vengono considerate le squadre più forti perché stanno vincendo e mostrano maggiore forma fisica e qualità di gioco. In virtù di questo si pensa che tre posti siano già segnati, ma il Napoli è dietro, non ha mostrato gioco e ha perso delle partite. Magari tra sei mesi staremo parlando di tutt'altra situazione: il calcio è poco prevedibile. La stessa Juventus di Allegri anni fa partì con il piede sbagliato, si trovò dodicesima o tredicesima, poi inanellò una serie di vittorie consecutive e vinse lo scudetto. A metà settembre non si possono avere certezze."

Allegri non vince un campionato da parecchio e deve dimostrare di essere ancora un allenatore abituato a certi palcoscenici, ma ha grande esperienza: quanto può incidere questo aspetto?
"Se il Napoli ha una carta da giocarsi è proprio la volontà di Allegri di dimostrare ancora qualcosa. È un allenatore che nella sua carriera ha dimostrato molto e deve far vedere di essere ancora capace di reggere a certi livelli. La squadra può ritrovare la fame attraverso un allenatore che gliela restituisca. Allegri lavora più come un diesel sulla lunga distanza; dobbiamo sperare in questo perché la percezione è che questa squadra sia un po' logora e sazia."

Cosa ne pensi del chiacchiericcio che porterebbe Antonio Conte alla Juventus al posto di Luciano Spalletti?
"Spalletti mi pare abbastanza blindato a Torino con la Juventus; al momento vedrei molto lontano un suo esonero. Se la Juventus non riesce a ingranare non credo si possa dare la responsabilità all'allenatore: la rosa è quella che è, non ha attaccanti che segnano e la difesa fa acqua. Me la prenderei più con chi negli anni ha costruito e ricostruito la rosa ed esonerato continuamente allenatori e dirigenti. Parlare di Conte alla Juventus mi sembra più un desiderio della piazza che una realtà concreta. In questo momento Spalletti mi sembra abbastanza tranquillo."