Forgione: "Inutile insistere con i Fab4, Conte l'ha capito? Sarebbe autolesionismo"
Il nostro opinionista Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Sul caso arbitri e l'ipotesi di commissariamento della FIGC con esclusione da Euro 2032 e dalle coppe europee: è uno scenario realistico?
"Mi sembra anche un po' inverosimile. Intanto bisogna capire se la situazione è reale, quindi prima di condannare e ipotizzare scenari apocalittici aspettiamo l'indagine e vediamo cosa succede. Non penso che l'UEFA possa arrivare fino a certi estremi per un tentativo di mettere ordine in una situazione che dovrebbe diventare caotica. Aspettiamo il commissariamento e poi vediamo, ma non credo che l'UEFA arrivi a quel punto."
È una situazione atipica anche perché non è ancora filtrato il nome della persona in concorso con Rocchi. Però alcune parole del capo di imputazione sono virgolettate: ci sarà qualcuno che ha nominato arbitri graditi o sgraditi?
"Lo sapremo molto presto. Adesso è solamente un'apertura del caso. Tutto ciò che deve venire fuori prima o poi uscirà, quando chi di dovere deciderà che deve uscire. Si tratta solo di aspettare: capiremo se c'è dell'altro, quanto e cosa, e da lì avremo un quadro più nitido. Poi toccherà alla Procura indagare, approfondire, interrogare e decidere se rimandare a processo i protagonisti di questa vicenda."
Quanto sarà difficile andare a Como sabato e conquistare la Champions matematicamente con una vittoria?
"È difficile nella misura in cui Como ha ancora speranze di agganciare la Juventus, ha rosicchiato due punti e ha necessità di vincere col Napoli, altrimenti sarebbe praticamente finita se la Juventus facesse i tre punti. La difficoltà è tutta lì. È una partita vera soprattutto da parte del Como, ma anche da parte del Napoli perché la Champions non l'ha ancora blindata. Il Napoli ha dato le risposte giuste l'altra sera, risposte che erano necessarie visti gli scivoloni precedenti. Tornare a rilassarsi e lasciare campo libero al Como sarebbe spiacevole. Il Napoli deve andare sul pezzo, cercare il bottino pieno, giocare per vincerla. Poi quello che succede succede, ma deve essere una partita vera su ambo i fronti."
Sul calcio italiano e la dicotomia tra giochisti e risultatisti: si può coniugare il gioco con i risultati?
"Non si può coniugare il gioco con i risultati? Il Napoli ha vinto lo Scudetto giocando bene e stracciando la concorrenza tre anni fa: mi pare che questo solo esempio possa bastare a far capire che le due cose possono conciliarsi. Può succedere che chi gioca bene non faccia punti, così come può succedere che chi fa punti non esprima un grande gioco, ma può anche succedere che le due cose si uniscano, perché no? In Italia pare che ci si divida tra risultatisti e giochisti senza via di mezzo. La via di mezzo è l'unione delle due filosofie, che in altri campionati viene ricercata. In Italia si ricerca più il risultato e meno il gioco, e quindi non se ne viene fuori."
Torna il nome di Sarri per la panchina del Napoli se Conte dovesse partire. C'è chi dice: bel gioco ma poca mentalità vincente. Sei d'accordo?
"Siamo poi così sicuri che Sarri rientri ancora nella categoria dei giochisti? Forse abbiamo ancora negli occhi il gioco di Sarri con il Napoli, che è stato un po' un'eccezione. Partiva da lontano con l'Empoli, con il Napoli ha trovato terreno fertile. Ma poi ha vinto con il Chelsea senza fare niente di che, ha faticato per arrivare a certi livelli. Alla Juve ha dovuto sottostare a dinamiche superiori di spogliatoio, niente gioco, solo vincere. Con la Lazio non mi pare abbia fatto chissà che cosa. Quel gioco che ho visto a Napoli non l'ho visto più da nessuna altra parte. Se abbiamo ancora negli occhi quel Napoli, stiamo parlando di ricordi di un calcio di sei, otto anni fa che è anche cambiato. Bisogna capire se Sarri si è aggiornato e può stare al passo con i tempi, fare un gioco spumeggiante come all'epoca ma con i meccanismi e il tipo di gioco che si fa oggi."
C'è un po' di rimpianto nel vedere il Napoli della Cremonese? L'impressione è che questa squadra non abbia sfruttato tutte le sue risorse in questa stagione.
"Abbiamo avuto la prova che messi negli schemi giusti, con gli uomini giusti e l'impostazione giusta, garantendo ampiezza e profondità, questa squadra funziona. È chiaro che di fronte c'era la Cremonese, che per quanto impegnata nella lotta per la salvezza resta la Cremonese. Ma questo conta relativamente, perché un Napoli non presente a se stesso avrebbe avuto difficoltà che invece non ha avuto, perché ha giocato con la testa giusta, con concentrazione e con lo schieramento giusto. Mi pare di capire che Conte abbia capito che probabilmente non è più il caso di insistere con i quattro centrocampisti. La prova l'ha avuta: tornare sui suoi passi sarebbe autolesionistico. Vediamo cosa succede, ma abbiamo avuto una controprova importante di quello che già avevamo visto in passato."
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