Molaro: "Visto sistema arbitri? Scudetto del Napoli vale ancora di più!"
Francesco Molaro, direttore responsabile di TuttoNapoli.net, è intervenuto con la sua rubrica Io la penso così nel corso di Cronache Azzurre su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Sono anni che sottolinei certe storture nel sistema arbitrale. Ora che emerge qualcosa di concreto, come la vivi?
"Il condizionale lo tolgo: sarà da capire la dimensione, la profondità di un qualcosa che però esiste. È inutile girarci intorno usando il condizionale. Se la Procura della Repubblica si muove in questo modo, in maniera così decisa, qualcosa c'è. Ricordo che in tempi non sospetti, quando scrivevo i pezzi su Tutto Napoli o nelle mie interviste in televisione, ci sono stati attacchi anche molto pesanti nei miei confronti, dove si diceva che penso sempre agli arbitri e che le cose si compensano nel corso di un campionato. Questa è una mia personale rivincita, con dati di fatto e documentazione. Ho sempre invocato negli anni che qualche magistrato intervenisse, perché avevo capito che l'unico modo per scardinare questo sistema erano i penali."
La denuncia di Rocca era stata archiviata dalla Procura federale: questo rende tutto ancora più grave?
"Questo è gravissimo, ancora più grave. Poi attenzione, perché si è aperto anche l'altro filone legato alle ospitate nel ventre di San Siro. Io prima mi sono esposto: secondo me verrà fuori qualche legame, non parlo dell'Inter, non lo so, però verrà fuori qualche associazione, come è stato nelle scorse settimane. La situazione arbitrale è grave, cominciamo da questo. Poi questo filone nasce da un avvocato tifoso del Verona che ha visto qualcosa che non funzionava ed è andato in Procura a fare un esposto. Quello che bisognava fare. Ho chiesto per anni a quanti avvocati napoletani di fare esposti importanti. Non vi dimenticate che Calciopoli nasce per un altro capo di imputazione: sentono delle intercettazioni e si comincia a parlare di arbitri, di Juventus e così via."
Con quale spirito si guarderanno le ultime quattro partite di campionato?
"Questo campionato deve finire perché deve finire, altrimenti DAZN e Sky non trasmettono e La Gazzetta dello Sport scrive quello che vuole. Il campionato finirà, però mi auguro che il PM Ascione e altri magistrati facciano come ha scritto anche il Codacons, che ha chiesto di valutare il blocco del campionato e la mancata assegnazione del titolo. Però questo non implica che non si possa anche finire. Si deve però mettere sotto la lente di ingrandimento anche questa stagione, perché sappiamo bene cosa è successo e cosa è stato richiesto da alcune squadre e alcuni dirigenti. Questo è il tipico scudetto da assegnare sub iudice: lo assegni, lo metti lì e poi si vede, perché forse è un altro."
Il sistema non può essersi fermato da solo: la continuità ai vertici arbitrali suggerisce che le irregolarità coprano più stagioni?
"Il problema è che qualcosa sotto c'è ed è continuativo. Non si poteva fermare da un momento all'altro. Ricordiamoci che abbiamo visto più volte Rocchi con le radioline insieme agli arbitri in tribuna: non ce lo dimentichiamo, per favore. Io mi auguro che il PM Ascione vada avanti, vada dritto e tenga la schiena dritta. I magistrati in questo momento devono andarci duro. Si azzera il calcio italiano? Ben venga. È una di quelle poche situazioni, un po' come fu con Calciopoli, anche se poi non è riuscito del tutto, in cui si deve provare ad azzerare tutto. Quando mi dicono che Ceferin minaccia la FIGC, ma che ce ne frega: venga commissariato tutto, la FIGC, l'AIA, tutto. Ho paura che Ceferin minacci solo per poi sistemare tutto alla meglio in vista di Euro 2032. A me Euro 2032 non interessa: voglio che il calcio italiano ritorni pulito e credibile, perché in questo momento non lo è."
Una considerazione finale sullo scudetto vinto dal Napoli di Conte la scorsa stagione?
"Non sottovalutiamo ancora di più quello scudetto, perché questi si gestivano gli arbitri, decidevano chi doveva venire ad arbitrare, decidevano quello che volevano, e non sono riusciti a vincere lo stesso. Questa cosa per me è un'aggravante. Il tentativo di modificare l'andamento di una gara, che vada o meno a buon fine, resta un reato."
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