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Futuro Conte, Salvione: “Siamo nella stessa situazione della scorsa stagione”

Futuro Conte, Salvione: “Siamo nella stessa situazione della scorsa stagione”
Oggi alle 15:10Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Hai avuto modo di lavorare con Franco Esposito o di conoscerlo? Vuoi lasciare un ricordo?
“Personalmente sono cresciuto leggendo i suoi articoli sul Corriere dello Sport. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo direttamente, ma dai racconti dei colleghi emerge il ritratto di una persona di grande spessore umano e professionale, un vero maestro di giornalismo. Ha raccontato gli anni più belli del Napoli, le imprese della squadra di Maradona, e questo resterà nella storia non solo della sua carriera, ma anche del giornale che lo ha ospitato per tanti anni. È stato un punto di riferimento, un esempio per chi lavora in questo mestiere, e ha lasciato un bagaglio intellettuale importante a chi opera in questo settore”.

Passiamo al Napoli. Hai letto le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sull’eventuale addio di Antonio Conte per la Nazionale. Perché il presidente rilascia queste parole, soprattutto a una testata americana?
“De Laurentiis ha sempre avuto un forte appeal internazionale e una grande capacità comunicativa, essendo anche un uomo di spettacolo. Questo lo porta spesso a confrontarsi con media stranieri e a esprimere il proprio pensiero in contesti di grande visibilità. Credo che in questa intervista sia emersa la sua posizione, ma senza certezze su quello che accadrà. Siamo, a mio avviso, nella stessa situazione della scorsa stagione: il futuro di Conte si deciderà a fine campionato, indipendentemente dal contratto in essere. È probabile che un confronto vero arrivi solo dopo la conquista della qualificazione in Champions League, ma fino ad allora nessuna delle due parti ha interesse ad aprire ufficialmente il dialogo, anche perché c’è ancora un obiettivo sportivo da raggiungere”.

La situazione Lukaku può influenzare la scelta di Conte di restare a Napoli?
“Non credo che il caso Lukaku possa incidere sulle decisioni di Conte o del club. Conte, come in ogni sua esperienza, vuole un progetto solido e stimolante, quindi è normale immaginare un confronto a fine stagione per capire se proseguire insieme o separarsi. Tutto dipenderà da una visione complessiva del progetto e non da singoli casi. Quando De Laurentiis parla di “Napoli creatura di Conte” riconosce che la squadra è stata costruita anche su sue indicazioni, ma alla fine conterà trovare una sintonia tra le parti per andare avanti oppure prendere strade diverse”.

Se Conte dovesse restare, su cosa dovrebbe ripartire il Napoli? L’anno scorso si è lavorato sulla fase difensiva, quest’anno sull’attacco.
“Io credo che il tema principale sia la prevenzione degli infortuni. È questo, secondo me, il punto da cui ripartire nella programmazione. Tutto il resto deriva da lì. È vero che si possono analizzare i dati offensivi e difensivi, ma il giudizio sulla stagione va contestualizzato: siamo ancora ad aprile e non si è mai vista la rosa completa a disposizione contemporaneamente. Questo ha condizionato sia la fase difensiva, peggiorata rispetto all’anno scorso, sia quella offensiva. Senza considerare questo aspetto, qualsiasi analisi rischia di essere incompleta”.

Quindi anche la Champions League e la programmazione futura rientrano in questo discorso?
“Assolutamente sì. Anche la Champions è stata condizionata dagli infortuni e dalle difficoltà della stagione. Il Napoli ha vissuto un percorso complicato anche in Europa, e De Laurentiis stesso ha più volte espresso delusione per le recenti eliminazioni. È chiaro che ci si aspetti di più anche a livello internazionale, ma per il futuro servirà mettere a disposizione di Conte - o di chi sarà l’allenatore - una rosa completa e competitiva, per poter dire la propria sia in Italia che in Europa”.