Futuro Conte, Ceccarini: "Tutto aperto, problema non è contratto ma scelta giocatori"
Niccolò Ceccarini, direttore di Tuttomercatoweb.com, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Conte parla spesso del terzo anno di contratto. Questo ti fa pensare che resterà a Napoli? "È molto difficile capire cosa succederà. Il terzo anno di contratto esiste e lui, in questo momento, è l’allenatore anche per la prossima stagione, quindi non può dire diversamente. Bisognerà vedere se coincideranno i piani sportivi dell’allenatore con quelli della società. Fare un ciclo di tre anni con Antonio Conte non è semplice: è molto esigente, vorrà cambiare qualcosa e a fine stagione ci sarà un incontro per capire se si può andare avanti insieme oppure no. Non è solo una questione di contratto, ma di condivisione totale. Se si parte con dubbi, si rischia di sbagliare la stagione".
Secondo te Conte sta usando la comunicazione per mandare messaggi, insistendo sul terzo anno di contratto? "Io non ho questa sensazione. Non credo abbia bisogno di un nuovo contratto per rafforzare la sua posizione. Il nodo non è quello. Secondo me vuole capire se il Napoli può crescere ancora, se può permettersi investimenti più alti e giocatori più forti. La società potrebbe voler investire anche su prospetti, su Under 23, mentre Conte preferisce giocatori pronti subito per vincere. È su queste basi che può aprirsi il dibattito".
Il rapporto tra Conte e De Laurentiis dipenderà solo dai risultati sportivi? "Non solo. Certo, la Champions League è importante, ma ci sono tanti altri aspetti. Devono parlarsi in maniera schietta a fine stagione e capire se possono andare avanti senza incertezze. Io non escludo affatto che Conte possa andare via".
Può incidere anche l’interesse di altri club? "Può sempre esserci qualche sirena, ma non penso che il problema sia il contratto. Se un domani va via, non è per una questione contrattuale. Può essere che lui voglia determinati giocatori e non sempre un club può garantirli, perché deve pensare anche al proprio futuro e agli investimenti sui giovani".
Se Conte accettasse una linea più orientata ai giovani e restasse a scadenza, sarebbe una versione diversa rispetto al passato? "Sarebbe un po’ inedita, sì. Per questo dico che la partita è aperta".
Ti sorprende che una parte della tifoseria non sia contenta della gestione di Conte quest’anno? "No, perché il calcio è così. Quando le cose non vanno come si vorrebbe, è normale criticare. Forse alcune prestazioni non sono piaciute, alcune sconfitte non sono andate giù. Ma fa parte della dinamica del calcio".
Quanto pesa il percorso in Champions League nel giudizio sulla stagione? "Può essere una delusione. Il Napoli è arrivato trentesimo e forse, per il valore della squadra, poteva rientrare almeno nei play-off. Però quando vinci uno scudetto lasci un segno indelebile. Vincere a Napoli è una medaglia enorme: in tre anni sono arrivati due scudetti. È qualcosa di straordinario".
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