"Garnacho sta deludendo?", Marcotti chiarisce: "L'idea del Chelsea è chiara"
Gabriele Marcotti, giornalista di Espn da Londra, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Che cosa si dice a Londra del Napoli e del “Conte europeo” alla vigilia della sfida con il Chelsea?
"Conte è ovviamente molto noto al pubblico inglese. Chi guarda solo ai risultati del Napoli in Champions League, senza seguire da vicino il campionato italiano, tende a riproporre il vecchio cliché: primo anno ottimo, secondo anno con difficoltà e crepe. Chi invece segue più da vicino sa benissimo che il Napoli ha attraversato una vera e propria serie “biblica” di infortuni negli ultimi due-tre mesi. Il momento difficile, sia in campionato sia in Champions, è in gran parte riconducibile a questo".
Dalla partita con la Juventus che impressione è rimasta?
"Io l’ho vista solo in TV, ma al di là delle tante assenze, il Napoli in una fase centrale della gara, sotto di un gol prima del 2-0, ha tenuto bene il campo e ha mostrato una certa pericolosità. Questo nonostante tutte le difficoltà. Qui a Londra, tra chi è informato e non si affida ai luoghi comuni, il Napoli è visto come una squadra da prendere con le molle: stadio, pubblico, calore e qualità restano fattori importanti".
Come sta questo Chelsea e quanto può far male al Napoli?
"È un po’ un rebus. Il Chelsea ha cambiato allenatore: è arrivato Rossignol dallo Strasburgo, club con la stessa proprietà, al posto di Maresca.
Le prime uscite sono difficili da interpretare. La miglior partita, paradossalmente, è stata la sconfitta per 3-2 contro l’Arsenal in Coppa di Lega. Contro il Pafos ha vinto 1-0, ma con l’avversario chiuso nella propria area è sempre difficile giudicare. Contro il Brentford ha vinto 2-0, ma è stato uno dei Chelsea più brutti visti, molto fortunato. L’ultima gara, contro il Crystal Palace, è finita 3-1, ma senza brillare: un gol in contropiede e un rigore molto discutibile".
Ci sono problemi anche a livello di formazione?
"Sì. Palmer non sta bene, non ha giocato contro il Palace e bisogna capire se recupererà per il Napoli. È il numero 10, l’uomo di qualità. Se non dovesse farcela, potremmo vedere Enzo Fernández più avanzato con due incontristi dietro: cambia molto l’assetto. Senza Palmer o Estevao – fortissimo ma appena 18enne, e il club non ama farlo giocare titolare due gare di fila – il Chelsea perde creatività davanti".
Che tipo di partita ti aspetti?
"Mi aspetto un Chelsea attendista, consapevole delle difficoltà del Napoli ma anche dei propri limiti offensivi. Credo che Conte cercherà di annullare la poca creatività del Chelsea e magari colpire su palla inattiva o in contropiede. Mi aspetto una gara piuttosto bloccata".
Il Chelsea si aspettava di più da Garnacho?
"Io no. Bisogna capire che questo Chelsea non è costruito per vincere subito, ma per valorizzare giovani. L’idea è comprare talenti, farli crescere con contratti lunghi e poi eventualmente rivenderli. Garnacho ha un potenziale enorme: è velocissimo, capace di numeri straordinari, ma anche molto discontinuo. Quest’anno è andato a corrente alternata. Non è un titolare fisso, come del resto pochissimi lo sono in questo Chelsea".
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