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Da Londra, Ramella: "C'è un giocatore del Napoli che sarebbe perfetto in Premier"

Da Londra, Ramella: "C'è un giocatore del Napoli che sarebbe perfetto in Premier"
Oggi alle 09:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Nicolò Ramella, giornalista di Sky Sport, esperto di calcio inglese, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Partiamo subito dalla partita di domani: che tipo di Chelsea affronterà il Napoli al Maradona?

Un Chelsea sicuramente ritrovato. A dire il vero, anche con Maresca non mi era mai sembrato una squadra persa. Mi era piaciuta molto l’idea della società di puntare su un allenatore italiano con un contratto lungo, per dare un senso di progettualità, cosa non così comune in altre realtà europee. Maresca ha fatto cose importanti, poi a un certo punto il rapporto con alcuni dirigenti si è un po’ sfilacciato ed è finita lì. Oggi però il Chelsea sta facendo molto bene, continua ad avere una visione a lungo termine e una pianificazione che rende i giocatori più sereni. C’è pressione da parte dei tifosi, ma anche tanta qualità: su tutti Enzo Fernández, secondo me ancora sottovalutato. È il collante tra i reparti, ha visione e qualità straordinarie.

Il Napoli però arriva a questa sfida in un momento complicato, anche dal punto di vista fisico.

Esatto. Oltre agli infortuni, è un periodo fisiologicamente difficile: è il mese in cui si lavora per lo scatto finale e, se non hai tutta la rosa a disposizione, finisci per far giocare sempre gli stessi. È lì che può esserci la chiave della partita. Il Chelsea non smette mai di dare intensità, ritmo e qualità. Va a mille davanti, ha giocatori rapidi, centrocampo forte e una difesa solida. Il Napoli dovrà stare molto attento.

Nel frattempo sono tornati elementi importanti e stanno emergendo nuovi talenti. Quanto può incidere tutto questo?

Tantissimo. Il rientro di Palmer, anche solo a livello mentale, dà grande fiducia a squadra e allenatore. I compagni si fidano molto della sua leadership. Poi c’è Estevão: io sono innamorato di questo giocatore, è un potenziale crack. Il Chelsea gioca con un’intensità pazzesca, non solo in fase di pressione ma anche con la palla al piede. Riesce a giocare nello stretto, in verticale, sul lungo, grazie a giocatori tecnici e rapidi.

Quali sono invece i punti deboli del Chelsea su cui il Napoli potrebbe puntare?

La coppia centrale può soffrire l’uno contro uno e la profondità, soprattutto sul lungo. Se l’attaccante del Napoli riesce ad attaccare lo spazio ma anche a reggere il duello fisico, può essere una soluzione. Fondamentale sarà il ruolo del trequartista: movimento continuo, scambi di posizione, imprevedibilità. Il Napoli deve evitare di essere troppo leggibile. Anche nelle difficoltà serve elasticità tattica. Conte quest’anno ha dimostrato di saper cambiare con coraggio, ora deve farlo anche dentro la partita.

C’è stato interesse per alcuni giocatori del Chelsea in passato, come Garnacho. Quanto avrebbero potuto dare al Napoli?

Avrebbero dato tanto. Sono colpi difficili da fare in Italia, ma parliamo di giocatori di grande qualità e intelligenza tattica, capaci di fare entrambe le fasi. Col senno di poi, il Napoli ne avrebbe avuto ancora più bisogno. Con meno infortuni sarebbe potuto stare tranquillamente al livello dell’Inter. Però per competere su tutti i fronti serve una rosa profondissima, come quella dell’Inter o del Chelsea.

Quale giocatore del Napoli vedresti nell’undici titolare del Chelsea?

Bella domanda. Io dico i centrocampisti: al top della forma, possono giocare tranquillamente in Premier. Uno in particolare viene spesso sottovalutato perché non segna molto, ma fa un lavoro enorme: recupera palloni, dà ritmo, legge il gioco. Parlo di Lobotka. Con la sua rapidità potrebbe stare benissimo in quel sistema. Anche Anguissa, se al massimo, ha passo e fisicità per quel campionato.

E per quanto riguarda Lucca al Forest, come vedi il suo percorso?

È una sfida importante. Deve dimostrare di essere un giocatore da Premier. Ha fatto bene in passato all’estero, sa ambientarsi ed è uno che non si fa condizionare troppo dall’ambiente. Questa incoscienza può essere un pregio. Se però non riesce a incidere rischia di perdersi, e sarebbe un peccato anche in ottica nazionale. Io sono fiducioso: è forte di testa, attacca la profondità e lontano dall’Italia può maturare definitivamente, anche a livello umano.

Chiudiamo con Antonio Conte, che affronta un’altra sfida contro il suo passato. Che partita sarà?

Conte è bravissimo a mascherare emozioni e tensioni. Credo che preparerà la partita come sempre, anche se è inevitabilmente speciale. È una gara da dentro o fuori e dispiace vedere il Napoli in questa situazione, perché quest’anno ci credevo molto anche in Europa. La sfortuna si è abbattuta in modo pesante. Conte resta comunque uno degli allenatori più forti d’Europa, lo ha dimostrato anche al Chelsea e lì lo ricordano benissimo. Vincendo.