Pastore: "Confermo, Giovane giocherà poco. Dall'anonimato a Conte salto enorme"
Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Conosci Alisson Santos?
Non tantissimo. So che sta facendo bene in Champions League, l’ho visto giocare con lo Sporting. In campionato però non ha ancora segnato, quindi è un giocatore ancora in divenire. A fine mercato esce un nome ogni tre ore, quindi non sono così informato sul campionato portoghese. In Champions, però, lui e lo Sporting stanno facendo un’ottima competizione, una delle rivelazioni della stagione. Può essere un nome interessante.
Napoli-Chelsea è una sorta di finale. Come vedi questa partita?
La situazione va analizzata partendo dal Napoli, prima ancora che dal Chelsea. Il Chelsea ha migliorato il rendimento dopo il cambio di allenatore: non che Maresca fosse scarso rispetto a Rosenior, ma c’era una situazione interna complicata, emersa chiaramente anche a Bergamo, dove la squadra si sciolse nel secondo tempo. Ora l’allenatore è più allineato alla proprietà e la squadra si sta riprendendo.
C’è un anello debole del Chelsea da attaccare?
Più che guardare al Chelsea, questa partita va interpretata minuto per minuto. È una gara importante per squadre che galleggiano nella “mega classifica”. Il Chelsea può ancora puntare alle prime otto, ma potrebbe anche uscire dalla corsa. È una partita che il Napoli deve giocare pensando a sé stesso, non solo alla qualità dell’avversario.
Il Napoli però arriva molto rimaneggiato.
Sì, ed è questo il vero tema. Il Napoli ha fatto una Champions finora mediocre. In casa però non ha mai perso e ha mostrato più concentrazione e spirito “contiano”. Fuori casa, invece, è irriconoscibile. In casa almeno ha provato a fare la partita, anche contro squadre forti come lo Sporting.
Quanto pesa l’aspetto economico di questa gara?
Pesa molto. Spesso si parla solo di Conte o dei giocatori, ma passare il turno porta un incasso importante. E De Laurentiis è sicuramente sensibile a questo aspetto.
Emergenza totale: il caso Giovane è emblematico. Può cambiare qualcosa con gli infortuni?
A me Giovane piace, ma il salto dal campionato brasiliano ad Antonio Conte è enorme. Non è solo un problema di ambientamento: deve imparare un linguaggio tattico completamente diverso. Al Verona giocava in ripartenza e difendeva poco. Conte queste cose non le accetta.
Quindi Giovane è indietro nelle gerarchie?
Sì. Al momento parte dietro a Vergara, che si sta guadagnando le sue chance con il lavoro e l’attitudine giusta. Quando torneranno Politano e Neres, e se arriverà qualcun altro dal mercato, Giovane avrà ancora più concorrenza. Deve stupire in allenamento, altrimenti farà anticamera, come tanti prima di lui con Conte.
Confermi il tuo pronostico: massimo tre partite da titolare per Giovane?
Sì, lo confermo. La storia di Conte insegna che anche giocatori più affermati hanno dovuto aspettare molto.
Capitolo arbitri: rigore non dato contro la Juventus. Che idea ti sei fatto?
Non mi appassionano le teorie complottiste. Gli errori arbitrali, nella mediocrità generale, tendono a compensarsi in una stagione. Il rigore c’era e andava dato, l’arbitro ha diretto male, ma la Juventus ha vinto con merito.
Ti ha colpito l’atteggiamento dell’arbitro?
Sì, più di tutto una scena simbolica: sembrava non conoscere nemmeno Vergara. Questo dice molto di un arbitro non centrato sulla partita.
Parliamo proprio di Vergara: ti aspettavi diventasse titolare?
Se ad agosto qualcuno ci avesse detto che Vergara sarebbe diventato titolare, avremmo capito che qualcosa sarebbe andato storto nella stagione. Con questa rosa e con Conte, era normale che giocasse pochissimo fino a Natale.
Vergara però ha dimostrato di poter stare in questo Napoli.
Sì, ha dimostrato di poterci stare, ma questo è anche il simbolo delle difficoltà del Napoli. Fa bene, ma non incide: non segna, non decide. È serio, interpreta bene l’occasione, non sente il peso della maglia.
Può diventare un titolare fisso?
No. Né oggi né tra sei mesi. È un giocatore un po’ leggero per un Napoli da vertice. Come riserva può starci, in organico sì. Ed è stato più pronto lui, mentalmente, di altri giocatori pagati tanto e già andati via.
In conclusione, che momento vive il Napoli?
Un momento di difficoltà evidente. Se ti aggrappi a Vergara significa che qualcosa non ha funzionato prima. Però ogni minuto che gioca è un’opportunità per lui, e la sta sfruttando con dignità.
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