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Improta: "Infortuni? Troppe partite e l'accumulo porta a strappi o stiramenti"

Improta: "Infortuni? Troppe partite e l'accumulo porta a strappi o stiramenti"
Oggi alle 10:20Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Gianni Improta è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

"Faccio una premessa: non bisogna appigliarsi sempre agli episodi. Però ho una mia teoria che credo sia condivisa da molti. Il calcio è un insieme di variabili e, tra queste, ci sono anche gli episodi. Gli episodi ti fanno vincere, pareggiare o perdere le partite. Qui però non parliamo di occasioni sprecate, ma di decisioni arbitrali che ti condannano o meno. A maggior ragione oggi, con una tecnologia moderna sotto gli occhi di tutti, non si può più sbagliare. Non è possibile che un arbitro non vada a rivedere un’azione che poteva determinare un rigore a favore del Napoli e cambiare l’inerzia della gara. Lancerei una proposta, non una provocazione: gli arbitri non dovrebbero più provenire dal mondo del calcio. Servirebbero persone professionalmente preparate solo a quel tipo di intervento, senza alcun legame con l’ambiente. Altrimenti resta sempre il sospetto atroce che qualcuno voglia remare contro questa o quella squadra. Da Verona in poi ci sono stati interventi a gamba tesa contro il Napoli senza mai punire nessuno. Detto questo, non dobbiamo trincerarci dietro gli episodi. La squadra è un po’ stanca e logora e in gare tirate come quella contro la Juve i riflessi si appannano. È normale sbagliare, siamo esseri umani. Ma non intervenire su situazioni chiare a tutti significa danneggiare una squadra come il Napoli, forte ma decimata dagli infortuni. E questo non va bene".

Come va affrontata la sfida contro il Chelsea?

"È una finale. Conte e i suoi devono affrontarla in maniera intelligente, senza la frenesia di volerla vincere subito. Serve una gara riflessiva, tatticamente accorta. Il Chelsea ha tanti calciatori di altissimo livello ed è votato all’offensiva. Mi aspetto un Napoli guardingo, pronto a sfruttare gli spazi alle spalle degli avversari. Questa può essere la chiave. Conte sa bene cosa fare. Speriamo solo di non avere altri incidenti tra arbitraggi e infortuni, che hanno colpito duramente l’organico".

A proposito di infortuni: ogni settimana si ferma un giocatore del Napoli. Dove si può individuare il problema?

"Per capirlo bisognerebbe essere dentro certe dinamiche. Una parte dipende dall’età, un’altra dalle partite ravvicinate. A livello biologico lo sforzo produce acido lattico e servono almeno tre o quattro giorni per smaltirlo. Se giochi di nuovo subito, l’accumulo porta a contratture, stiramenti e strappi. Inoltre, proteggendo una zona già sofferente, si sovraccarica l’altro arto e si assumono posture sbagliate che causano problemi alle articolazioni. Sono valutazioni da ex allenatore e da chi ha studiato queste situazioni. A mio avviso si esagera con i macchinari in palestra. In partita lo sforzo è imprevedibile, l’avversario ti costringe a cambiare continuamente intensità e postura. Allenarsi in palestra e allenarsi in campo sono due cose completamente diverse".

La scelta di Gutierrez a destra e il mancato utilizzo di Beukema in difesa stanno creando ulteriori difficoltà?

"Gutierrez non ha mai giocato a destra in carriera se non nelle ultime partite. Conte probabilmente lo immagina come un esterno alla Politano, a tutta fascia, con rientro e cross, ma l’esperimento non ha dato risultati. Beukema resta un centrale che all’occorrenza può aiutare il centrocampo. Io lo terrei sempre in considerazione, ma Conte si fida di difensori più aggressivi, anche se poi arrivano errori come quelli visti di recente. Alcune scelte, come il passaggio rischioso a Juan Jesus, sono state sbagliate: certe palle non si danno mai in zone pericolose".