L'ex arbitro Cesari: "Regole folli, non è mai rigore! Vuol dire non capire nulla di calcio"
Graziano Cesari, ex arbitro, è intervenuto nel corso de Il Bar di Tuttonapoli, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).
"Gol annullato a Hojlund? Questa è una regola che dobbiamo accettare, perché vale per tutti. Il tocco di mano non è intenzionale, non è voluto, non è volontario, ma il regolamento dice che non si può segnare dopo un tocco di mano, neanche involontario. Sul fatto che sia più o meno visibile, a me sembra che ci sia il polso sinistro di Højlund che va verso il basso, ma è una mia impressione e potrei anche sbagliarmi. Quello che per me è inaccettabile è il calcio di rigore assegnato, che ha inciso profondamente sulla partita. Quella è una decisione assurda. Significa non capire nulla di calcio, probabilmente non aver mai giocato a pallone neanche in una piazzetta. Due giocatori che saltano guardando entrambi il pallone: è una dinamica normale. È assurda già l’interpretazione del VAR, che davanti al televisore dovrebbe vedere tutto. Ci sono sette immagini scaricate in tre secondi, ne mostrano tre, peraltro confuse. È un’inadeguatezza totale del VAR.
Queste sono regole folli. Il calcio è fatto di movimento, anche delle mani. Non sempre c’è volontarietà o vantaggio. Mettiamo anche che l’abbia toccata: che senso ha punire una mano che parte dal petto, che non va verso il pallone e che soprattutto non addomestica la palla? La palla si addomestica con la mano aperta, non col polso. Non facciamo distinzione tra un pugno e una mano aperta? È incredibile. C’è una commissione IFAB che fa queste regole e poi produce questo. E guarda che anche il nuovo fuorigioco è una follia: non contano le braccia. Ma come corri senza muovere le braccia? Solo perché non si segna con le braccia allora diventano inesistenti? Sono regole folli. E a tutto questo si aggiunge una grave carenza da parte dei direttori di gara, che non hanno il polso per dire: “Decido io”.
Voto a Marchetti e al Var Marini?
"Marini lascia perdere. Già la settimana scorsa a Bergamo aveva sbagliato su Scalvini, dicendo che non c’erano immagini probanti. L’avevo già bocciato lì. Se prima era insufficiente, adesso è nettamente insufficiente. Marchetti invece, mi dispiace, ma un arbitro internazionale deve dimostrare polso, carisma e personalità. Ormai gli arbitri vogliono diventare personaggi. Ma un arbitro diventa grande facendo cose normali, corrette. Collina è diventato un fuoriclasse perché arbitrava normalmente, con personalità. Fischiava 60 falli se c’erano 60 falli. Non gliene fregava nulla dei numeri. Ogni partita è diversa. Il nervosismo non lo puoi misurare. E vale anche per gli arbitri".
Calciatori in sala Var?
"Sempre. Lo dico da dieci anni. È un sistema tecnologico bellissimo che funzionerebbe meglio se fosse condiviso con altri addetti ai lavori, non solo con gli arbitri".
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