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Jacomuzzi: "Inter, ora può arrivare la paura di chiudere a zero trofei"

Jacomuzzi: "Inter, ora può arrivare la paura di chiudere a zero trofei"
Oggi alle 13:10Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Carlo Jacomuzzi, ex dirigente del Napoli, esperto di calcio inglese, è intervenuto nel corso de Il Bar di Tuttonapoli, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).

Direttore, noi stamattina abbiamo chiesto ai tifosi tre motivi per credere davvero nello scudetto del Napoli. Io continuo a pensare che sette punti da recuperare sull’Inter siano tanti: lei invece cosa ne pensa?

“Sono tanti, sì, anche perché davanti ci sono squadre che i punti li fanno e non mi sembra abbiano tanta voglia di fermarsi. Sarà dura, bisogna stare concentrati fino alla fine, vedere quello che succede. Gli scontri diretti sono relativi, perché non è che cambino poi tantissimo: bisogna restare lì, sperare in qualche passo falso e vedere cosa accade”.

Il Napoli continua a vincere, anche se spesso con sofferenza e con un solo gol di scarto. Però ritrova giocatori importanti come De Bruyne, McTominay e ha Antonio Conte in panchina: questi possono essere fattori per vincerle tutte da qui alla fine?

“Ma sicuro. Nel campionato italiano partite facili non ce ne sono, non esistono. Le squadre più piccole, quando affrontano le grandi, si chiudono, cercano di limitare i danni e quindi diventa difficile ottenere risultati eclatanti. Devi cercare di ottenere più punti possibili e non perdere terreno rispetto alle altre antagoniste”.

Dopo la sosta ci sarà Napoli-Milan al Maradona: quanto pesa questa partita per entrambe nella corsa finale?

“È determinante per tutte e due. Per il Napoli sicuramente per mantenere le distanze e cercare magari di rosicchiare punti. Per il Milan è determinante perché, se perde questa partita, si allontana definitivamente. Potrebbe dire addio alle speranze di vincere il campionato”.

Che idea si è fatto di questa Inter?

“L’Inter è una squadra strana, che cerca di fare punti dovunque, di racimolare a destra e a sinistra. Non rischia mai, sono esperti, sanno giocarsi sempre le loro qualità. È una squadra difficile da incontrare e che difficilmente perde tanti punti”.

Può incidere, per l’Inter, la paura di chiudere senza trofei?

“Questo può essere un fattore determinante, sicuramente. Però mi sembra che abbia una rosa talmente ampia e anche dei ragazzi che riescono a risolvere alcune partite. Per questo hanno più possibilità loro di andare avanti”.

Adesso Conte può contare su tante alternative importanti: De Bruyne, McTominay, Alisson Santos che può partire anche dalla panchina. Quanto conta, per un allenatore e per un dirigente, avere finalmente tutta questa abbondanza?

“C’è una rosa ampia, di grande qualità, una rosa che può cambiare qualsiasi tipo di partita. Conte se la gioca come deve giocarsela, giustamente. Ha avuto degli infortuni, ha gestito i tempi di recupero, ma quando hai tanti giocatori così devi sempre puntare al massimo. Averli tutti a disposizione è un bel piacere per Conte e sicuramente è un vantaggio rispetto agli altri”.

Conte è l’uomo giusto anche per il futuro del Napoli?

“È l’uomo giusto, perfetto. Senza girarci troppo intorno: bisogna ripartire da Conte e da nient’altro, per il futuro sì, secondo me assolutamente sì”.

Con Conte bisognerà però costruire anche qualcosa in più sul mercato. Penso a giocatori come Lang e Lucca, che potrebbero rientrare: quanto può essere complicato gestire situazioni del genere?

“Ci sono ancora tre mesi e in questi tre mesi può succedere di tutto. Può cambiare una stagione, perché magari entri in una partita difficile e questi ragazzi fanno un gol o una grande prestazione che cambia subito il pensiero nei loro confronti. Bisogna dare tempo fino alla fine del campionato, poi si tireranno le somme e chi di dovere deciderà il futuro di questi ragazzi. Però sono giocatori buoni, non sono da buttare, hanno qualità. Diamo tempo”.