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L'editoriale di Forgione: "Playoff Champions sono il minimo! Infortuni? Macché sfortuna..."

L'editoriale di Forgione: "Playoff Champions sono il minimo! Infortuni? Macché sfortuna..."
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Lucca-Lang via? Una bocciatura di questi due elementi, ma non per le loro qualità tecniche o per il loro spessore. Evidentemente qualcosa non è andato bene con lo staff tecnico, non si sono trovati con l’ambiente. Il fatto che Conte, che in qualche modo li aveva avallati se non addirittura scelti in prima persona, si ritrovi a gennaio a mandarli via significa chiaramente una bocciatura da parte dell’allenatore. Vuole altri due elementi, vuole uomini che sposino la causa con abnegazione, al di là della questione tecnica. C’è bisogno di calciatori che, quando entrano, facciano le cose per bene".

Devono essere profili già pronti per la Serie A?
"Devono essere assolutamente uomini pronti. L’ha detto lo stesso Stellini ed è sotto gli occhi di tutti: c’è bisogno di attivare nuovi cambi, nuove rotazioni. Il Napoli è in una situazione critica, forse mai vista prima. Non esce da questa situazione perché c’è troppo sovraccarico di lavoro: i calciatori sono stressati fisicamente e mentalmente e una cosa tira l’altra".

Quindi non è solo una questione di sfortuna sugli infortuni?
"No, non è solo sfortuna. C’è una componente seria di stress fisico. La sfortuna può esserci stata all’inizio della stagione, ma questa catena infinita è partita già prima del campionato con Lukaku e poi in ritiro con altri calciatori. Rispetto ad altre squadre che pure hanno avuto infortuni, il Napoli è in una situazione in cui non ha la possibilità di far rifiatare i suoi. Le rotazioni sono ridotte al lumicino e chi va in campo è sempre al limite dello stress fisico".

Il Napoli poteva gestire meglio le rotazioni dove aveva ricambi?
"Probabilmente sì, ma ormai si è avviato questo circolo vizioso. Non credo che possa terminare da solo. C’è bisogno di mettere dentro forze fresche, innesti nuovi, e sperare che poi quelli che erano in infermeria rientrino piano piano. Da qui a un paio di mesi dovrebbero rientrare Lukaku, Anguissa e poi via via tutti gli altri, per allargare il numero di rotazioni. Così non si può andare avanti".

Tra i tifosi c’è chi pensa che uscire dall’Europa potrebbe aiutare a concentrarsi sul campionato. Come leggi questa posizione?
"È un ragionamento autolesionistico. Il Napoli ha una mission societaria: restare in Europa, frequentare l’Europa dei grandi ogni anno. Altrimenti il club non cresce. Il Napoli deve arrivare almeno agli ottavi di finale. Non può permettersi di andare a Copenaghen e perdere pensando al campionato. C’è anche una questione economica: i bonus Champions sono fondamentali. Questo lo sa Conte, lo sanno tutti. Ma non può mollare nemmeno il campionato. Tra Copenaghen e Torino ci sono due partite fondamentali".

I play-off Champions sarebbero il minimo sindacale per una squadra come il Napoli?
"Sì, sono il minimo. Non si chiede chissà cosa, ma li devi guadagnare. Già il fatto che ci sia il dubbio fa capire quanto sia stata difficile questa prima parte di stagione. Nessuno pensava che il Napoli potesse trovarsi in queste condizioni a gennaio. L’andamento è stato da montagne russe: partenza buona, poi il calo, sembrava quasi spacciato, poi la ripresa, la Supercoppa, poi di nuovo il calo. È una stagione complicata anche solo da interpretare".

Antonio Vergara può essere una risorsa vera in questo momento?
"Io credo che sabato abbia dimostrato che in questa rosa ci può stare. Quando viene chiamato in causa è stato pimpante, vivace. Sarà stato l’entusiasmo della prima da titolare, ma è stato tra i migliori in campo e nel primo tempo per me è stato il migliore. In un momento di crisi come questo, un calciatore con questa energia e questo sprint ci sta tutto. Possiamo fare affidamento su di lui anche domani".

Poteva essere utilizzato di più anche prima?
"Questa titolarità arriva perché c’è una forte emergenza di defezioni. Non credo che avrebbe trovato spazio se ci fossero stati Neres o altri calciatori. Però questa situazione ci permette almeno di vedere qualcosa di positivo in tutto questo caos: questo ragazzo. Ricordiamoci che non è giovanissimo, ha 22 anni, ed è anche ora che dimostri quello che vale".

Quanto può incidere l’ambiente del Parken e il clima di Copenaghen sul Napoli?
"Incide tanto, perché si aggiungono problemi a problemi. Lo sapevamo dal sorteggio che il Napoli avrebbe giocato a gennaio a Copenaghen. È un fattore a favore dei danesi, che sono abituati a queste temperature. Il Napoli dovrà correre molto, perché il freddo se non corri ti ammazza. Il problema è che se corri tanto in queste condizioni rischi anche gli infortuni. Il Napoli si ritrova in una situazione in cui non può nemmeno scegliere: anche la formazione sarà quasi obbligata".