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L'ex arbitro Bonfrisco: "Doveri unico rimasto disponibile per Inter-Napoli, vi spiego"

L'ex arbitro Bonfrisco: "Doveri unico rimasto disponibile per Inter-Napoli, vi spiego"TuttoNapoli.net
Ieri alle 21:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Angelo Bonfrisco, ex arbitro, è intervenuto nel corso di "Napoli nel mondo" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Rigore Buongiorno? Secondo me si sono concentrati molto sul tocco di braccio, che se vogliamo è anche abbastanza largo. La disposizione attuale dice che se il braccio è a livello della spalla è quasi sempre punibile. Però qui c’è una review e quando vai a rivedere un episodio devi rivalutare tutta l’azione, non solo il frame finale. In questo caso il giocatore del Verona salta in anticipo e poi, scendendo, colpisce Buongiorno sul viso e sul collo. Questo è un contatto che va valutato ed è un fallo che può compromettere quell’eventuale tocco di braccio. In più c’è un aspetto fondamentale: quel braccio non va in opposizione a un tiro o a un cross, ma è il pallone che cade spiovente e finisce sul braccio. Non è mai il braccio che va verso il pallone. Quindi lì va valutata la posizione geografica del braccio, che può anche essere punibile, ma dal mio punto di vista c’è un fallo prima e io avrei ripreso il gioco con una punizione a favore della difesa del Napoli. Il nodo è tutto lì: se quel contatto non lo consideri falloso, allora automaticamente quel braccio diventa punibile e arrivi al rigore".

Sul gol annullato per presunto tocco di mano di Hojlund, invece?
"Purtroppo lì il regolamento è molto chiaro. È vero che l’attaccante ritrae il braccio, però se c’è il tocco, anche accidentale, che nell’immediatezza porta a una rete o propizia una rete, il gol va annullato. Il VAR evidentemente è stato certo del tocco. In altre partite, come Atalanta-Roma della scorsa settimana, c’era la stessa sensazione ma nell’incertezza è rimasta la decisione di campo ed è stato assegnato il gol. Qui torniamo sempre allo stesso problema: manca uniformità di giudizio ed è questo che fa arrabbiare addetti ai lavori e tifosi. È un problema serio, bisogna migliorare, perché non si può parlare tutte le settimane solo di arbitri e poco di calcio. Lo dico più da sportivo che da ex arbitro: non è un bel periodo".

Oggi le partite sono arbitrate più dal VAR che dall’arbitro di campo?
"Il protocollo dice che la decisione è sempre dell’arbitro di campo, ma è chiaro che quando viene richiamato dal VAR e invitato alla review viene condizionato. Qui deve crescere la personalità e il carisma degli arbitri di campo, che devono anche saper mantenere la decisione presa, nonostante la review. Sul rigore dato contro il Napoli, per esempio, l’arbitro poteva tranquillamente dire: va bene, il tocco di braccio è punibile, ma prima c’è un fallo, quindi si riprende con una punizione per la difesa. Non sempre la review deve portare per forza a un errore della decisione di campo, altrimenti diventa un condizionamento sistematico. E si rischia che ogni volta che si va al VAR si cambi decisione, facendo cadere il valore della scelta iniziale dell’arbitro".

Quindi ci si affida troppo al VAR perché manca personalità?
"Dobbiamo mettere insieme le forze: c’è l’arbitro di campo e c’è il VAR, ma il VAR non deve essere per forza la correzione o l’inversione della decisione. Deve essere un’informazione aggiuntiva che aiuta a decidere meglio. C’è poi un altro aspetto: le azioni riviste al rallentatore sono molto più amplificate. La velocità di campo è una cosa, la riproduzione televisiva è un’altra. Il rallenty va benissimo per la geografia – fuorigioco, gol o non gol, rigore dentro o fuori area – perché puoi fermare l’immagine. Ma sui contatti, sui tocchi di mano, sui contrasti, il rallentatore esaspera tutto e rischi di prendere decisioni sbagliate. Questa è la verità".

Domenica Inter-Napoli: arbitra Doveri. È l’uomo giusto?
"Vi rispondo con sincerità: era l’unico rimasto. Su 42 arbitri tra Serie A e B, togliendo i giovani, ci riduciamo sempre a 7-8 candidati per le grandi partite. Mariani ha arbitrato ieri, Maresca aveva fatto Lazio-Napoli, Guida e Maresca non vengono mandati su queste gare, Massa aveva diretto un big match di recente. Alla fine restava Doveri. Doveri è un arbitro di personalità, con esperienza, tecnicamente bravo. Su questo non ci sono dubbi. Però vi ricordo che nell’ultima partita a Torino ha commesso l’errore più grave del weekend: l’uscita del portiere che tocca la palla con la mano e poi travolge l’attaccante. Alla review ha giudicato male e quello era rigore più giallo o espulsione. Eppure, nonostante questo errore, il designatore ha deciso comunque di mandare il meglio che ha. Quando poi qualcuno si lamenta, la risposta è: ho mandato uno dei più bravi, cosa devo fare? Se poi sbaglia la partita può succedere. Io mi auguro che sia una grande gara e che Doveri faccia una partita da grande arbitro, come sa fare".