Chi al posto di Lukaku in caso di addio? Credendino: "Domanda da un milione di dollari"
Vincenzo Credendino, giornalista di Sportitalia, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Il discorso su Gila assume un’importanza centrale nel mercato del Napoli. Come lo interpreti? “Il discorso su Gila è centrale nel contesto del Napoli di oggi, soprattutto perché ci troviamo davanti a una classica situazione di mercato: un calciatore che ha già un accordo con un’altra squadra e che viene gestito per massimizzare l’investimento. È una dinamica legittima e ormai frequente”.
Le squadre europee stanno offrendo molte soluzioni offensive. Che impressione hai? “Sì, c’è grande ampiezza di soluzioni e individualità importanti. Molte squadre hanno anche riserve in grado di fare la differenza. Ieri, ad esempio, sono entrati Rashford e altri giocatori di alto livello, e si è visto subito l’impatto. Anche giocatori come Bukayo Saka e Rashford garantiscono qualità e gol”.
Il calcio sta cambiando a livello mondiale? “Sì, il calcio sta diventando sempre meno europeo-centrico. Ci sono nazionali emergenti che stanno crescendo molto, come Qatar, Capo Verde, e anche realtà africane come il Congo, che ha fermato il Portogallo. Non è più vero che alcune squadre siano lì per caso: il livello si è alzato globalmente”.
Come hai visto Inghilterra, Francia e Argentina nelle ultime partite? “L’Inghilterra appare una squadra molto organizzata, con un gioco corale e idee chiare, probabilmente anche grazie al lavoro dell’allenatore. La Francia si affida soprattutto al talento individuale dei suoi giocatori, con la capacità di decidere le partite in qualsiasi momento. L’Argentina ha un Messi in grande forma, libero da pressioni e consapevole di non dover più dimostrare nulla. Questo lo rende ancora più decisivo”.
Messi oggi è ancora determinante come in passato? “Oggi Messi dà la sensazione di partecipare a qualcosa di storico ogni volta che scende in campo. È un giocatore che eleva tutto il contesto. Più che una “scheggia impazzita”, lo definirei un’icona assoluta del calcio moderno. La sua maturità lo rende ancora più pericoloso e libero mentalmente”.
Qual è la squadra che ti ha sorpreso di più tra quelle meno favorite? “Il Marocco non può più essere considerata una semplice sorpresa, visto il percorso recente tra Coppa d’Africa e Mondiale. È una squadra solida, organizzata e con un’idea di gioco chiara. Non è più una rivelazione, ma una realtà consolidata”.
Se Lukaku dovesse lasciare il Napoli, chi potrebbe sostituirlo? “È una domanda complessa, da “un milione di dollari”. Ci sono molti attaccanti interessanti in giro per l’Europa. E’ difficile fare valutazioni precise in questo momento. Il mercato è molto articolato: spesso le operazioni dipendono da allenatori, agenti e opportunità che si incrociano. Non sempre le scelte sono lineari o prevedibili”.
Si parla anche di difensori e valutazioni molto diverse. Come si spiega? “Nel calcio mercato le valutazioni sono spesso dinamiche. Per alcuni giocatori si parla di cifre alte, ma poi la realtà è diversa. Ad esempio, certi profili possono essere valutati 30 milioni, ma in trattativa si scende anche a 15 o 25, a seconda delle condizioni. È anche un gioco di parti tra club: si parte da una richiesta alta e poi si cerca un punto d’incontro. Molto dipende anche dal modulo dell’allenatore e dalla stagione”.
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