Lo juventino Oppini: "Altro che Vlahovic, tenetevi Hojlund che è molto meglio"
Francesco Oppini è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Allegri? Partiamo dai numeri, che non sono opinabili: Allegri è uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio italiano. È un tecnico che si avvicina più alla figura di Carlo Ancelotti che a quella di Antonio Conte o Gasperini. Parliamo di un gestore di grandi spogliatoi, una qualità che non appartiene a tutti. Secondo me aveva già annusato la possibilità Napoli la scorsa estate, prima di approdare al Milan. Quest'anno la situazione si è concretizzata perché vede nel Napoli una squadra già pronta, più forte e più definita rispetto al Milan che ha trovato a Milano, una realtà che arrivava da una stagione molto complicata. Allegri è un manager all'inglese: può fare l'allenatore, il direttore sportivo, il dirigente. Se gli viene affidata una rosa di livello come quella del Napoli può tranquillamente lottare per lo Scudetto con l'Inter e, a mio avviso, fare bene anche in Europa."
A Napoli il suo arrivo divide parecchio la tifoseria. Ti sorprende questo scetticismo?
"Lo capisco. Napoli arriva da anni in cui ha visto il calcio di Sarri e quello di Spalletti, due filosofie molto riconoscibili e spettacolari. Però credo che i tifosi, alla fine, guardino soprattutto ai risultati. Conte lascia tantissimo, perché ha riportato il Napoli a vincere dopo una stagione difficile, ma lascia anche una squadra spremuta mentalmente e fisicamente. Allegri invece porta serenità, leggerezza e responsabilizzazione dei calciatori. È uno che cura molto la fase difensiva ma che, quando ha giocatori di qualità, lascia loro libertà di esprimersi."
Dal punto di vista umano che tipo è?
"È una persona estremamente intelligente e molto simpatica. Ha la capacità di entrare in sintonia con i giocatori, di creare gruppo. Mi ricorda molto Ancelotti sotto questo aspetto. Non è un allenatore che vive distante dalla squadra, anzi ama stare in mezzo ai suoi calciatori e costruire un rapporto diretto con loro."
Molti gli imputano il fallimento dell'ultima stagione al Milan. Quanto pesa davvero su di lui?
"Secondo me le responsabilità sono molto relative. Anzi, credo che fino a un certo punto abbia fatto un lavoro straordinario. Il Milan è rimasto agganciato alle prime posizioni molto più del previsto. Parliamo di una squadra che aveva lacune evidenti e che, a mio avviso, era inferiore a Napoli, Inter, Juventus e Roma. Eppure Allegri è riuscito a tenere compatto l'ambiente per gran parte della stagione. Poi qualcosa si è rotto all'interno dello spogliatoio e da quel momento il Milan si è sciolto. Quando un allenatore viene lasciato solo dalla società e si trova a gestire certe dinamiche interne diventa tutto più complicato. Per questo credo che le sue colpe siano state decisamente limitate."
Capitolo mercato: per la porta della Juventus si parla di Vicario e Milinkovic-Savic. Chi preferiresti?
"Vicario è sicuramente un buon portiere, ma se guardo al salto di qualità che deve fare una grande squadra, personalmente sceglierei un profilo diverso. Oggi, se devo investire una cifra importante, guardo più a un portiere come Emiliano Martinez, che ha maggiore personalità e leadership."
In chiusura: Dusan Vlahovic può essere davvero un obiettivo del Napoli?
"Io ai tifosi del Napoli auguro di no. Diciamola così. Osi-mhen era di un altro livello e anche Hojlund, per quello che può diventare, mi sembra un profilo decisamente più interessante."
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