Marcolin controcorrente: "Allegri sulla strada giusta! 7 punti per calendario e assenze"
Dario Marcolin, ex centrocampista del Napoli e commentatore tecnico per Dazn, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Le prime cinque partite rappresentano un primo giro di boa un po' per tutte le squadre. Adesso queste settimane di sosta permetteranno di lavorare, riflettere e sistemare diverse cose. Sicuramente non ti aspettavi sette punti, pensavi di averne qualcuno in più. Ad Allegri, però, concedo l'attenuante del calendario: hai affrontato subito l'Inter a Milano, la Fiorentina fuori casa e il Como. Se guardiamo, per esempio, il calendario della Roma, è stato differente".
Quindi consideri ancora il Napoli un cantiere aperto?
"Sì. Allegri sta cercando di modellarlo in base a ciò che vuole dalla sua squadra e credo che piano piano stia trovando la misura. Firenze resta un'occasione persa perché vai in vantaggio, chiudi un primo tempo nel quale domini e poi nei primi dieci minuti della ripresa incontri delle difficoltà. Questo deve far riflettere, ma credo che Allegri sia sulla strada giusta".
Il cambio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 può aiutare anche la produzione offensiva?
"Allegri è già passato al 4-2-3-1 mettendo De Bruyne dietro Hojlund. Non dobbiamo però dimenticare i calciatori che mancano. In questo momento non hai Anguissa, non hai McTominay e hai avuto altri problemi fisici. Avere o non avere i giocatori più forti cambia completamente il mondo".
Quanto pesa in particolare l'assenza di McTominay?
"È uno dei giocatori migliori del Napoli e non averlo inevitabilmente condiziona le valutazioni. Anche Anguissa a Firenze è entrato senza stare bene e il suo ingresso è stato abbastanza normale rispetto a quello che può dare quando è al massimo. Per questo cerco di valutare queste cinque partite tenendo presenti tutti i fattori che le hanno accompagnate".
Per caratteristiche della rosa, questo Napoli può proporre un calcio più offensivo?
"Sì. Molti di questi giocatori sono insieme da circa tre anni e con allenatori diversi hanno sempre prodotto parecchio in fase offensiva. Allegri sta cambiando rispetto al passato: prima era più quadrato, mentre oggi sta cercando soluzioni differenti. Il 4-2-3-1 utilizzato a Firenze è già un modulo offensivo".
Cosa manca allora per mettere maggiormente Hojlund nelle condizioni di incidere?
"Servono automatismi. Hojlund, per esempio, ha bisogno che De Bruyne giochi più vicino a lui. Poi ci sono il possesso, l'attacco alla profondità e le distanze tra i reparti. Sono meccanismi che arrivano lavorando. Il vero nodo oggi è trovare un modulo e insistere su quello, perché quando lavori con continuità su un sistema trovi distanze, uomini e concetti".
Quindi la sosta può essere particolarmente utile ad Allegri?
"Certamente. Quando diciamo che il Napoli è un work in progress intendiamo proprio questo: Allegri sta ancora cercando di capire esattamente cosa vuole dalla squadra. A Firenze è mancata anche quella cattiveria sotto porta che avrebbe potuto fare la differenza. Penso, ad esempio, all'occasione di Neres che poteva chiudere la partita".
Nel primo tempo di Firenze hai visto il miglior Napoli di questo avvio?
"A me è piaciuto tantissimo. Ha fatto possesso, ha dominato la partita e Gilmour è stato il giocatore che decideva quando accelerare, quando rallentare, quando cambiare gioco e quando verticalizzare. Il Napoli che ha chiuso quel primo tempo era una squadra dominante".
Quanto è stato importante Politano in quella fase della partita?
"Ha disputato un primo tempo eccezionale. La Fiorentina stringeva molto con il terzino sinistro e gli lasciava parecchio spazio. Il Napoli lo ha sfruttato e Vanoli è stato costretto a correre ai ripari perché da quella parte stava soffrendo tantissimo. Quando domini in quel modo, però, devi chiudere la partita. Credo sia proprio questo il difetto evidenziato anche da Allegri".
Nel secondo tempo, invece, il Napoli si è abbassato molto. È un segnale di scarsa sicurezza?
"Il gol della Fiorentina ha sicuramente cambiato i piani e il Napoli non è stato neanche fortunato, perché quel tiro probabilmente sarebbe finito fuori senza la deviazione. Però c'è anche un altro dato: negli ultimi quindici minuti il Napoli ha avuto circa il 78% di possesso palla e ha provato a vincere. De Gea ha dovuto compiere interventi importanti. Quindi la squadra nel finale ha cercato nuovamente la vittoria".
Come giudichi invece l'impatto di Noa Lang?
"A Firenze l'ho visto da vicino e secondo me è un po' penalizzato dal fatto che il Napoli giochi tantissimo sulla destra. La squadra cerca molto più spesso Politano e Di Lorenzo rispetto alla fascia opposta. Nel primo tempo Lang non mi è dispiaciuto affatto".
Credi che meriti maggiore continuità?
"Sì, vorrei vederlo per tre o quattro partite. Ha tecnica e velocità, parte molto largo, poi viene dentro al campo e cerca di dialogare. È un giocatore che non mi dispiace. Inoltre ha ritrovato un allenatore che gli sta dando la possibilità di esprimere il proprio valore".
La profondità sugli esterni può diventare una risorsa importante?
"Il Napoli ha parecchie alternative offensive sulle fasce. Mi piace ricordare un concetto utilizzato da Spalletti: esistono i titolari della prima ora e quelli dell'ultima mezz'ora. Il Napoli ha giocatori in grado di partire dall'inizio e altri che possono cambiare la partita entrando successivamente. Da questo punto di vista i ricambi ci sono".
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