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Minervini: "Napoli ha dna offensivo, se si difende troppo soffre. La Juve..."

Minervini: "Napoli ha dna offensivo, se si difende troppo soffre. La Juve..."
Oggi alle 10:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Arturo Minervini, vicedirettore di TN, è stato protagonista nel solito punto nel "Buongiorno Tutto Napoli", la prima trasmissione live già dalle 7 sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. 

Cosa hanno in comune e cosa distingue Juventus e Napoli in termini di gioco e qualità?

"Sono due squadre che, rispetto alle aspettative, sono entrambe in ritardo. La Juventus ha investito molto e pensava che Spalletti, potendo lavorare fin dall'inizio e incidere sul mercato, potesse rappresentare un fattore decisivo. Le cose, però, non stanno andando così: l'allenatore si trova in una situazione complicata, anche per le pressioni legate al possibile ritorno di Conte. La Juventus, paradossalmente, sembrava giocare meglio nella passata stagione: Spalletti era riuscito a valorizzare alcuni giocatori e a proporre anche prestazioni dominanti, mentre i nuovi acquisti non hanno migliorato la squadra. Per certi aspetti, ricorda quanto accaduto al Napoli lo scorso anno. Gli azzurri, invece, hanno difficoltà legate ad alcuni atteggiamenti tattici e alle scelte di Allegri nella gestione delle partite, ma soprattutto ai numerosi punti persi dopo essersi fatti rimontare. Il potenziale della squadra è enorme e probabilmente il Napoli ha almeno cinque o sei punti in meno rispetto a quanto avrebbe meritato per le prestazioni offerte. È successo contro la Roma, quando Politano ha fallito l'occasione del 3-0, e a Venezia, con il rigore sbagliato da De Bruyne. Allegri ha sicuramente delle responsabilità, ma nelle ultime partite sembra aver compreso che questa squadra deve giocare in modo meno conservativo. La natura del Napoli è prevalentemente offensiva: quando riesce a gestire il pallone e a mettere sotto pressione gli avversari, può fare male, mentre soffre quando deve difendersi troppo a lungo. Anche il calcio moderno è cambiato: oggi è più difficile trovare difensori capaci di eccellere nella marcatura individuale come Cannavaro, Nesta o Chiellini. I difensori attuali devono avere anche qualità nella costruzione del gioco, talvolta a discapito delle capacità di marcatura."

Quali sono i pericoli e le qualità della Juventus che il Napoli dovrà considerare?

"Sarà una partita difficilissima, anche per il clima che si respira a Torino, con la squadra in ritiro e uno stadio pronto a spingere i bianconeri. Bisognerà capire quale sistema di gioco sceglierà la Juventus. Se Spalletti dovesse puntare sul 3-5-2, con la coppia offensiva formata da Woltemade e Kolo Muani, il Napoli dovrà prestare particolare attenzione ai cross e alle palle alte. Anche contro il Monza sono emerse difficoltà nel contrastare i traversoni e nel seguire gli inserimenti avversari: sarà fondamentale limitarli, soprattutto quelli provenienti dal fondo. Con un 3-5-1-1, invece, la Juventus potrebbe utilizzare un trequartista alle spalle della punta, una soluzione che storicamente crea problemi al Napoli perché toglie riferimenti alla difesa. Gli azzurri hanno comunque tutte le possibilità per mettere in difficoltà i bianconeri, soprattutto considerando i problemi difensivi che stanno attraversando. Bremer vive una situazione complicata e potrebbe lasciare la Juventus già a gennaio, mentre Lucumí sta incontrando difficoltà simili a quelle vissute da Beukema dopo il trasferimento dal Bologna. Sono situazioni che il Napoli può provare a sfruttare."