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Monza-Napoli, il bordocampista Dazn: "Vi racconto i momenti dell'infortunio di Lobotka"

Monza-Napoli, il bordocampista Dazn: "Vi racconto i momenti dell'infortunio di Lobotka"
Oggi alle 18:30Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Giovanni Barsotti di DAZN racconta il Napoli visto da bordocampo a Monza: "Allegri vuole una squadra capace di riconoscere i momenti della partita".

Giovanni Barsotti, bordocampista Dazn di Monza-Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Sto vedendo un altro Napoli. La vera differenza contro il Monza nasce anche da una richiesta che Allegri aveva fatto capire chiaramente nella conferenza prepartita: cominciamo a gestire queste partite. Il Napoli veniva da due gare giocate anche molto bene contro Bodø/Glimt e Roma, ma entrambe erano state molto caotiche. La filosofia allegriana è proprio questa: una squadra deve saper riconoscere i momenti. Gestire non significa stare dietro al pallone e difendere a oltranza, ma capire la partita e scomporla. Se giochi con Lobotka è una cosa, se giochi con De Bruyne è un'altra e gli altri dieci devono capire come muoversi di conseguenza. Contro il Monza il compito era proprio imparare a gestire. Nel primo tempo ci è riuscito così così, anche perché il Monza è una squadra giovane, entusiasta, che va a mille e cerca continuamente i duelli. Nel secondo tempo, invece, questa caratteristica è venuta fuori alla grande. Il Napoli ha messo la partita in tasca e l'ha chiusa con largo anticipo. Considerando quanto sta giocando, è un aspetto importante".

Noa Lang ha disputato forse la sua miglior partita da titolare. Cosa gli manca per compiere definitivamente il salto di qualità?
"Io sono un fan di Lang. L'assist per De Bruyne è una meraviglia, ma deve fare più gol e produrre più numeri. Ha mostrato un potenziale pazzesco e quello dell'esterno da uno contro uno è un ruolo particolare: quando fai il salto diventi un top mondiale, altrimenti rischi di restare un giocatore fumoso e belleitario. Secondo me Lang oggi è un po' a metà tra queste due dimensioni. Io gli chiederei sette gol e sette assist. Deve portare quei numeri. Anche Allegri contro la Roma gli spiegava di tagliare davanti all'avversario perché quelli sono movimenti che portano al gol. Lang arriva al tiro, ma spesso lo fa senza la necessaria cattiveria. Gli serve più cinismo, più concretezza. Per il resto è un calciatore che ha delle qualità evidenti e può ancora dare molto di più".

Da bordocampo hai notato qualcosa di particolare nel rapporto tra Lang, Landucci e De Bruyne?
"Landucci, anche per il suo passato da portiere, utilizza molto più la voce rispetto ad Allegri. Sta continuamente addosso ai giocatori e quasi detta il ritmo azione per azione: vai di qua, fai questo, fai quell'altro. Allegri invece tende a intervenire quando deve dare un'indicazione tattica precisa oppure una strigliata individuale. Lang durante la partita parlava soprattutto con i compagni che si stavano riscaldando a bordocampo. Ricordo anche un momento nel quale si è avvicinato e ha spiegato qualcosa che non gli era piaciuto. Poco dopo è arrivato quello splendido assist per De Bruyne".

Con tutti gli attaccanti a disposizione, quale potrebbe essere il tridente ideale di Allegri?
"È una domanda interessante perché bisogna capire quali equilibri voglia trovare Allegri. Politano secondo me resta un giocatore fondamentale proprio per l'equilibrio che garantisce alla squadra. Poi c'è tutta la concorrenza tra Lang, Alisson Santos e Neres. Neres va gestito anche in relazione alle sue condizioni fisiche, mentre Lang sta crescendo e deve trasformare definitivamente le proprie qualità in numeri. È lì che si giocherà una parte importante delle gerarchie".

Eri a bordocampo quando si è fatto male Lobotka: cosa avete percepito in quei momenti?
"Inizialmente neppure i calciatori in campo avevano capito che potesse trattarsi di qualcosa di serio. Nel calcio di oggi, con le nuove dinamiche legate alle interruzioni, nella maggior parte dei casi il giocatore prova a rialzarsi rapidamente e anche i compagni inizialmente pensavano che Lobotka potesse continuare. Anche Mangas, che gli cade addosso, gli chiede scusa e poi torna indietro pensando probabilmente che non sia successo nulla di grave, perché non c'era stato un intervento diretto sulle gambe. Poi c'è stato uno switch molto evidente: a un certo punto tutti hanno capito che Lobotka aveva davvero male. Da quel momento la situazione è precipitata rapidamente e, una volta compreso che sarebbe dovuto uscire, sono passati pochissimi secondi prima che venisse chiamata la barella. Dall'espressione del giocatore, però, non c'era quella disperazione tipica di chi percepisce immediatamente una rottura molto grave. Con una caviglia è più difficile capire subito l'entità del problema".