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Mutti ricorda Protti: "Mi è stato vicino e non si è mai tirato indietro nel travagliato periodo a Napoli"

Mutti ricorda Protti: "Mi è stato vicino e non si è mai tirato indietro nel travagliato periodo a Napoli"
Oggi alle 19:40Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli Borto Mutti ricorda Igor Protti: il legame a Napoli, l'umanità e la forza mostrata durante la malattia.

Iniziamo subito con il ricordo di Igor Protti, che purtroppo ci ha lasciato. Lei lo ha allenato a Napoli, anche se per un breve periodo. Può raccontarci qualcosa, qualche aneddoto di questo grande calciatore ma soprattutto grande uomo?
"Grande persona, come hai detto, un ragazzo eccezionale. Abbiamo vissuto un periodo travagliato lì a Napoli, difficile. Lui, ti devo dire, sotto questo aspetto mi è stato vicino, il ragazzo non si è mai tirato indietro. Purtroppo le cose non sono andate per il verso giusto, ma niente da dire: è un ragazzo per il quale ho un grande rispetto, nello spogliatoio di grande onestà e, sotto l'aspetto umano, uno dei ragazzi con cui ho condiviso un rapporto con grande serenità e vicinanza. Poi ci siamo persi di vista e, nello stesso tempo, quando ho rivisto la sua immagine che accompagnava la figlia al matrimonio, mi è venuta una stretta al cuore vedere Igor in quelle condizioni. Niente da dire, se n'è andato troppo presto, non è giusto. Purtroppo questa malattia lo ha veramente martoriato e penso che anche per il nostro calcio italiano sia stato un riferimento importante. In parecchie società è stato un punto di riferimento, parli del Messina, del Livorno e così via. Peccato, se n'è andato troppo presto purtroppo."

Si ricorda come Protti arrivò a Napoli?
"Arrivò con grande entusiasmo. Noi lo volevamo, abbiamo spinto per avere Igor e veniva dal Bari, dove era stato il capocannoniere nonostante la retrocessione della squadra. Doveva diventare un punto di riferimento importante in attacco come lo era stato a Bari. Come ti ho detto, è stato un inizio un po' sofferto, lui ne ha risentito e non è stata una grande annata nemmeno per lui. Però per quanto riguarda l'impegno, la dedizione e il senso di appartenenza veramente nulla da dire: un ragazzo a modo, a posto e quello che poteva dare l'ha sempre dato."

Per chi non l'ha visto giocare e magari è più giovane, si avverte il segno che lasciano calciatori e persone come Igor Protti. Vengono in mente anche figure come Vialli, persone che hanno dato messaggi di positività anche nelle difficoltà, vivendo la loro battaglia con grande dignità.
"Sì, hai detto bene. Come ha vissuto questa sua disavventura? L'ha vissuta con una serenità e con una forza d'animo che non so se tutti avrebbero sopportato. Da quello che ho letto, da quello che ha detto, da come ha accettato la cosa e ha condiviso questo breve periodo della malattia, penso che pochi sarebbero riusciti a farlo onestamente. Però è sempre stato un combattente. Guarda, io sono stato tre anni a Messina, una città dove lui ha giocato: il ricordo che avevano di Protti era qualcosa di indescrivibile. Questo testimonia come lui si sia sempre comportato e mosso ovunque sia stato: una persona che si è sempre fatta voler bene, che ha sempre apprezzato il posto dove lavorava e ha condiviso pienamente le sue avventure."

Con le dovute proporzioni e senza fare paragoni azzardati, ha rivisto le caratteristiche di Igor Protti in qualche calciatore della Serie A degli ultimi anni, sia nel modo di stare in campo che nel comportamento quotidiano?
"Guarda, è difficile fare un paragone. Lui era un giocatore molto furbo, molto tecnico, d'area, un ragazzo che effettivamente sapeva cogliere i tempi giusti. Però penso che nella sua unicità faccio fatica a trovare qualcuno che possa veramente avvicinarsi al suo profilo."