Anguissa via? Parlato: "Si vede da mesi che è lontano dal progetto! Rabiot per sostituirlo"
Manuel Parlato, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Onestamente penso che questa prima fase sia abbastanza scadente. Ci sono alcune nazionali che sembrano essere presenti soltanto per fare da comparsa. Non voglio fare nomi per rispetto, ma il livello medio non mi sta entusiasmando. Io guardo il Mondiale per cultura sportiva e per passione, ma avendo vissuto da vicino edizioni come Spagna '82, Messico '86, Italia '90, USA '94 e Germania 2006, il confronto è inevitabile. Il calcio di oggi è molto più fisico e meno tecnico, quindi anche lo spettacolo ne risente. In queste prime partite non ho visto grandi emozioni. Anzi, vedere alcune squadre aumenta persino il rammarico per l'assenza dell'Italia, perché osservando certi livelli viene da pensare che forse qualcosa in più si poteva fare."
Tra le favorite chi ti ha convinto maggiormente?
"La Francia resta una delle principali candidate al successo finale, così come l'Argentina di Messi e Mbappé. Però la squadra che mi ha impressionato di più è stata l'Inghilterra. Mi sembra una nazionale matura, solida e consapevole dei propri mezzi. Negli anni passati gli inglesi avevano già avuto squadre importanti, ma questa volta vedo qualcosa di diverso. Credo che possa tranquillamente arrivare tra le prime quattro del torneo e giocarsi le proprie carte fino in fondo."
E invece la delusione di questo avvio?
"Direi il Brasile. Però bisogna sempre andarci cauti. Ci sono nazionali che sbagliano la prima partita e poi arrivano fino in fondo. È vero che il Brasile non supera i quarti dal 2006 e che negli ultimi Mondiali non ha brillato, ma ha comunque un commissario tecnico che conosce molto bene il calcio europeo e potrebbe riuscire a valorizzare il talento della squadra."
Capitolo Napoli: l'eventuale addio di Anguissa rappresenterebbe una perdita pesante?
"Sì, sarebbe una perdita importante. Anguissa è stato uno dei pilastri sia del terzo che del quarto Scudetto. Però, a dire il vero, avevo la sensazione che il suo ciclo fosse ormai vicino alla conclusione. Già nelle ultime sessioni di mercato erano arrivate offerte importanti, soprattutto dall'Arabia Saudita, e c'era la volontà della famiglia di valutare nuove opportunità. Inoltre, nelle ultime settimane della stagione mi era sembrato un calciatore già un po' distante dal progetto. Ricordo che in diverse occasioni non si alzava neppure dalla panchina durante il riscaldamento dei compagni. Alcuni segnali c'erano stati."
Come dovrebbe sostituirlo il Napoli?
"Il sogno resta Adrien Rabiot, ma bisogna capire quali saranno le strategie del club. Se davvero il Napoli vuole ridurre il monte ingaggi, prima bisognerà risolvere situazioni importanti come quelle di Lukaku e De Bruyne. Se invece si punta su un giovane di prospettiva, bisogna essere consapevoli che un calciatore con le caratteristiche di Anguissa costa tanto. Per questo penso che la sua sostituzione non sarà semplice. Però ritengo che il Napoli debba comunque intervenire, perché la sua partenza mi sembra ormai una conseguenza naturale di un percorso arrivato al termine."
Oggi è arrivata anche la notizia della scomparsa di Igor Protti. Che ricordo hai dell'ex attaccante azzurro?
"È una notizia che mi ha colpito molto. Ricordo perfettamente quella stagione drammatica del Napoli culminata con la retrocessione. Io allora lavoravo in redazione sportiva e seguivo da vicino la squadra. Per Protti fu un'annata maledetta, segnata da continui problemi fisici e infortuni. Non riuscì mai a esprimere davvero il suo potenziale, ma una cosa la ricordo benissimo: ogni volta che scendeva in campo dava tutto. Ci metteva il cuore, sempre. E questo è il ricordo più bello che mi resta di lui."
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