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Repubblica, Marino: "Giusto non fare una scommessa, Allegri scelta coerente!"

Repubblica, Marino: "Giusto non fare una scommessa, Allegri scelta coerente!"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 16:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Giovanni Marino, vicedirettore di Repubblica Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli.

Giovanni Marino, vicedirettore di Repubblica Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "Allegri? Penso che la scelta sia abbastanza chiara. De Laurentiis non vuole abbassare il livello della panchina. Negli ultimi anni il Napoli ha avuto allenatori del calibro di Sarri, Ancelotti, Conte e adesso Allegri: tecnici titolati, conosciuti a livello internazionale e capaci di vincere. Credo che il presidente abbia ragionato così: ho una squadra che negli ultimi due anni ha ottenuto un primo e un secondo posto, vincendo anche uno Scudetto e una Supercoppa. Inoltre il Napoli si ritrova con una rosa molto ampia grazie ai tanti rientri dai prestiti. In queste condizioni non se l'è sentita di affidarsi a una scommessa. Allegri magari non sarà il più popolare tra i tifosi, ma è uno che quando si parla di vincere sa come si fa. E questa è una rassicurazione importante."

Quanto ha inciso il deludente percorso europeo dell'ultima stagione nella scelta del nuovo allenatore?

"Molto, moltissimo. La Champions è stata una grande delusione per la società e per il presidente. C'erano tutte le condizioni per fare decisamente meglio. Antonio Conte, pur essendo un allenatore straordinario, ha sempre avuto qualche difficoltà nelle competizioni europee e la sua carriera lo dimostra. La resa del Napoli in Champions è stata troppo netta e alcune prestazioni sono state davvero difficili da accettare. Credo che questo abbia lasciato il segno nelle valutazioni della dirigenza. Allegri, invece, ha una storia europea importante: ha disputato due finali di Champions League e le ha perse contro squadre straordinarie, in un caso anche con un pizzico di sfortuna."

Domani Repubblica regalerà ai lettori un volume dedicato al centenario del Napoli. Di cosa si tratta?

"È un omaggio che facciamo ai tifosi e ai nostri lettori. Si intitola 'Un secolo di gol' ed è un volume di 208 pagine che racconta i primi cento anni della storia del Napoli. Ci sono contributi di grandi firme, racconti inediti, retroscena curiosi, fotografie bellissime e una lunga galleria di campioni che va da Attila Sallustro a Diego Maradona, passando per Mertens fino ad arrivare a Scott McTominay. Inoltre abbiamo raccolto oltre cento testimonianze di attori, artisti, imprenditori, professionisti e personaggi noti che raccontano il loro legame con il Napoli."

Che ne pensa della scelta del club di celebrare il centenario con eventi distribuiti lungo tutto l'anno e non soltanto il primo agosto?

"Credo sia una scelta intelligente. Il primo agosto va giustamente celebrato, ma è un periodo in cui la città è semideserta per via delle vacanze. Ha più senso distribuire gli eventi durante tutto l'anno. Inoltre Napoli vivrà mesi straordinari perché, a partire da settembre, ospiterà anche la Coppa America di vela. Sarà un periodo eccezionale per la città e per il suo prestigio internazionale."

Dal punto di vista tattico, che Napoli si aspetta da Allegri? Difesa a tre o a quattro?

"Per quello che conosco Allegri, la sua caratteristica principale è il pragmatismo. Non è un allenatore legato a un modulo preciso o a determinati dogmi tattici. Sceglierà sempre la soluzione migliore in base ai giocatori che avrà a disposizione e al momento della stagione. Su Gila ci sono ancora delle difficoltà nella trattativa con la Lazio. Sarebbe un ottimo acquisto perché lo considero uno dei migliori difensori del campionato italiano, ma il mercato è lungo e complesso."

In questi giorni è tornato d'attualità anche il confronto tra Maradona e Messi. Da che parte sta?

"Per me il paragone non esiste. Diego Armando Maradona è il più grande calciatore della storia. Ha giocato in un calcio completamente diverso, molto più duro e violento, dove ogni partita era una battaglia. Gli entravano sulle caviglie in ogni modo possibile e lui si rialzava sempre. Maradona non era soltanto un fenomeno tecnico: era un leader, un trascinatore, un uomo squadra. Trasmetteva ai compagni la convinzione di poter vincere sempre. Messi è un campione straordinario, ma ha giocato in un calcio differente, con regolamenti diversi e in squadre piene di fuoriclasse. Diego ha vinto con squadre che non avevano il livello del Barcellona di Messi. Ha portato il Napoli e l'Argentina a traguardi incredibili grazie a un talento che considero irripetibile. Per questo, per quanto mi riguarda, resta il numero uno assoluto."