Anguissa via? Zaccone: "Cessione pesante! Ecco come va sostituito"
Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Anguissa? È indubbio che sarebbe una cessione pesante, ma è una situazione che dobbiamo mettere in conto. Parliamo di un calciatore di 31 anni e di dinamiche di mercato che fanno parte del calcio moderno. Tra esigenze di ringiovanimento della rosa e valutazioni economiche, certe scelte possono diventare inevitabili. Detto questo, credo che sarebbe fondamentale sostituirlo con un giocatore dalle caratteristiche simili. Non faccio nomi specifici, perché è giusto lasciare lavorare chi ha competenze e responsabilità in materia, ma il Napoli dovrà individuare un calciatore più giovane che abbia la stessa energia, la stessa intensità e le qualità che Anguissa ha dimostrato in questi anni."
Oggi il mercato offre strumenti molto diversi rispetto al passato per scoprire nuovi talenti...
"Assolutamente. Il caso di Alisson Santos insegna che puoi individuare un giocatore di qualità prima che finisca sotto i riflettori internazionali. Oggi non esiste più il tempo in cui bisognava andare in Sud America per assistere a una partita dal vivo. Attraverso dati, video, statistiche e tecnologia si può monitorare un talento praticamente in ogni parte del mondo. L'internet e la tecnologia hanno accorciato tutte le distanze. I giocatori ci sono ovunque e una società strutturata può scoprirli molto prima che diventino famosi."
Lukaku e De Bruyne hanno esordito con il Belgio al Mondiale. Quanto può incidere questa competizione sul loro futuro?
"Il Mondiale rappresenta sempre una vetrina importantissima. Senza l'Italia in campo, noi siamo naturalmente portati a seguire le nazionali dei calciatori che giocano o hanno giocato nel Napoli, ma nel caso di Lukaku e De Bruyne c'è ancora incertezza sul loro futuro. Per entrambi il curriculum parla da solo, ma una buona manifestazione può confermare che abbiano ancora molto da dare ad alto livello. E questo, eventualmente, può incidere anche sul mercato e aiutare il Napoli a monetizzare nel caso di una cessione."
Hai appreso della scomparsa di Igor Protti. Un ricordo?
"L'ho saputo da pochi minuti e mi ha colpito molto. Dispiace profondamente. Alla fine di una lunga malattia si trova pace, ma resta il dolore per una battaglia durissima contro un male terribile. E poi 58 anni oggi sono davvero pochi. Voglio rivolgere un pensiero affettuoso e un abbraccio sincero a tutta la sua famiglia."
Chi vedi favorito per la vittoria finale del Mondiale?
"Prima dell'inizio della competizione avrei indicato Francia e Spagna tra le principali favorite. Dopo la prima giornata aggiungo senza dubbio l'Inghilterra, che mi ha impressionato molto per intensità e qualità del gioco. Se però devo puntare un euro su una squadra, lo metto sull'Argentina. Credo che abbia tutte le caratteristiche per arrivare fino in fondo. Poi ci sono nazionali che possono sorprendere, come il Marocco, che ha già dimostrato il suo valore nell'ultima edizione, oppure Norvegia e Svezia, che dispongono di attaccanti molto interessanti. Ma i Mondiali sono fatti anche di sorprese: la Danimarca nel 1992 ne è l'esempio più famoso."
Stai lavorando a qualcosa di speciale per il centenario del Napoli?
"Sì, sto scrivendo qualcosa proprio sui cento anni della storia del Napoli. Ho letto che la società starebbe pensando a organizzare un evento in città il primo agosto e credo sia una scelta giusta. È importante celebrare il centenario durante tutto l'anno, ma il primo agosto deve rappresentare un momento simbolico e collettivo. La storia è fondamentale perché coincide con la nostra memoria. E la memoria va custodita e tramandata alle nuove generazioni. Raccontare il Napoli significa raccontare l'identità della città, da Attila Sallustro fino ai giorni nostri. È un patrimonio che non può andare perduto."
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