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Maradona o Messi? Il maestro Campagnoli: "Imparagonabili! Diego è il Mozart del calcio"

Maradona o Messi? Il maestro Campagnoli: "Imparagonabili! Diego è il Mozart del calcio"
Oggi alle 15:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Il direttore d'orchesta Enzo Campagnoli è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno

Il direttore d'orchesta Enzo Campagnoli è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Maradona o Messi? Non si possono fare paragoni. Diego ha fatto trent'anni fa quello che oggi provano a fare i migliori calciatori del mondo. È come Mozart nella musica: quello che i più grandi musicisti cercano di realizzare oggi, lui lo faceva nel Settecento. Se Maradona giocasse nel calcio moderno, con il VAR e le regole attuali, le squadre avversarie finirebbero le partite con quattro o cinque uomini in meno. Gli hanno spezzato una caviglia, ha subito interventi incredibili e non si è mai lamentato. Diego anticipava il pensiero degli avversari: quando il difensore capiva cosa fare, lui aveva già spostato il pallone. Non trovavi la palla, trovavi le sue gambe."

Lei ha avuto la fortuna di seguirlo anche negli allenamenti. Che ricordi conserva?

"Andavo spesso al San Paolo quando Ottavio Bianchi apriva gli allenamenti al pubblico. C'erano 25mila persone per una seduta infrasettimanale. Ho visto cose che ancora oggi mi fanno venire i brividi. I compagni di squadra si fermavano durante le partitelle per guardarlo. Dicevano: 'Ma ti rendi conto di quello che hai fatto?'. Lui neanche se ne accorgeva. Era talmente geniale che eseguiva cose impossibili con naturalezza. Maradona era un uomo squadra, un leader, un capopopolo. Non ho mai sentito un calciatore parlare male di lui. Sulla sua vita privata ognuno può avere opinioni, ma a livello umano e professionale è stato il numero uno."

Anche i numeri raccontano qualcosa di straordinario.

"Assolutamente. Ha subito un numero impressionante di falli rispetto a tutti gli altri campioni della storia dei Mondiali. Questo perché le squadre preparavano la partita esclusivamente per fermare lui. Eppure riusciva sempre a trovare una giocata, un assist, una soluzione. Quando tre avversari si concentravano su Diego, inevitabilmente si liberavano spazi per gli altri. Era lui a rendere migliori tutti i compagni."

Passando all'attualità: il Napoli riparte da Massimiliano Allegri. Che idea si è fatto?

"Devo essere sincero: non era la mia scelta. Credo che molti tifosi del Napoli condividano questa sensazione, anche per ragioni storiche e caratteriali. Allegri è sempre sembrato lontano dal mondo Napoli. Detto questo, se sarà lui l'allenatore, avrà il nostro sostegno. È un tecnico con grande esperienza, con spalle larghe e abituato a gestire pressioni importanti. Il Napoli tornerà a giocare la Champions League e serviva un allenatore che conoscesse certi palcoscenici."

Che Napoli si aspetta dal punto di vista tecnico?

"Mi auguro di vedere i giocatori impiegati nei loro ruoli naturali. Non voglio più vedere McTominay largo a sinistra: è un calciatore che va valorizzato nel suo habitat ideale. Lo stesso discorso vale per De Bruyne. Quando un giocatore viene schierato nella posizione giusta, può esprimere tutto il suo potenziale. Allegri dovrà avere questa sensibilità: mettere ogni calciatore nel posto corretto. Quando le persone giuste sono al posto giusto, i risultati arrivano sempre."

In chiusura, un pensiero su Igor Protti, recentemente scomparso.

"È stata una notizia che mi ha colpito molto. Era una persona perbene, un professionista serio e un ottimo calciatore. Non ricordo polemiche o gossip che lo abbiano riguardato. Lascia un bellissimo ricordo umano e sportivo."