Napoli ko, Imparato: "Di cosa vi meravigliate? Emersi problemi che già conoscevamo..."
Gaetano Imparato, firma storica de La Gazzetta dello Sport, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "La sensazione è che fosse già tutto previsto. Sono semplicemente venuti fuori tutti i problemi dei quali si parlava da tempo: una squadra incompleta, una difesa in difficoltà, il tema del portiere e un centrocampo con gli uomini contati. C’erano soltanto Anguissa e il bravo Prisco, che si è messo in evidenza. Tutti i nodi sono arrivati subito al pettine contro un Arezzo che lavora dal 6 luglio ed era più avanti nella preparazione, pur essendo una squadra di Serie B e avendo a sua volta qualche assenza."
Bisogna essere preoccupati per il risultato?
"Non farei drammi, perché bisogna considerare la lunga lista degli assenti, i calciatori che devono ancora rientrare dal Mondiale e gli infortunati. Il risultato non è il vero problema. Il punto è che il Napoli rischia di ritrovarsi nella stessa situazione della scorsa stagione, quando arrivava agli appuntamenti importanti con gli uomini contati. Non bisogna lesinare né andare troppo per il sottile: servono difensori e, come ripeto da tempo, anche un centrocampista in grado di rinforzare seriamente il reparto."
Qual è la situazione nel reparto arretrato?
"Rafa Marin può essere una prima alternativa, mentre secondo me Marianucci non è ancora da Napoli. In difesa serve quindi un intervento importante. Non credo neanche che il solo arrivo di Gatti possa risolvere tutti i problemi, perché rimane necessaria anche un’alternativa a Di Lorenzo. È questo ciò che è emerso dalla partita. Continuare a discutere della diagonale, di chi è entrato bene o di quale giovane si sia messo in evidenza significa soffermarsi su aspetti che conoscevamo già."
In questi giorni Lindstrom si era messo in evidenza durante gli allenamenti, ma contro l’Arezzo ha deluso. Quale futuro immagina per lui?
"Lo vedo tranquillamente lontano da Napoli. Lindstrom viene da tre anni senza segnare e non ha inciso. Lo vedevo altrove così come consideravo Elmas inadatto a fare il vice Anguissa. Sono entrambi ragazzi seri e volenterosi, ma la sostanza resta quella. Quando si affrontano partite importanti, soprattutto in Champions League, servono calciatori di un altro livello. Contro il Benfica, ad esempio, il Napoli è stato preso a pallonate."
Perché ritiene che profili come Lindstrom ed Elmas non siano sufficienti?
"Parto sempre dalle parole pronunciate un anno fa da De Laurentiis, quando disse di volere un Napoli tra le prime dieci o quindici squadre d’Europa. Per raggiungere quell’obiettivo non puoi affidarti a calciatori come Elmas o Lindstrom, né a figure a metà strada. Devi puntare su giocatori adeguati al livello al quale vuoi arrivare."
Quale domanda farebbe al direttore sportivo Giovanni Manna?
"Più che una domanda, gli rivolgerei un’esortazione. Chiederei a Manna e ad Allegri di provare a convincere il presidente ad accelerare, eliminando questo continuo ritornello del ‘prima vendere e poi acquistare’. Le cessioni devono cominciare a essere definite. A Frosinone, ad esempio, si sono chiesti pubblicamente perché alcune operazioni non siano ancora state chiuse. Il Napoli non ha molto tempo: manca un mese all’inizio del campionato e non può trovarsi ancora in questa situazione."
Su quali operazioni dovrebbe accelerare il club?
"Bisogna chiudere rapidamente le cessioni e acquistare almeno due calciatori indispensabili: un difensore e un centrocampista. Quando si parla della necessità di vendere, non comprendo tutto questo immobilismo intorno a giocatori come Cajuste, Zerbin e Lindstrom. Non capisco neanche il racconto secondo cui Lindstrom avrebbe disputato un grande precampionato e dovrebbe essere trattenuto. Sono calciatori dai quali bisogna partire per liberare spazio, anche se non sarà possibile recuperare le cifre spese in passato."
Quali sono, invece, le cessioni più importanti dal punto di vista economico e della lista?
"Tra i giocatori della rosa della scorsa stagione non vedo tantissimi elementi dei quali liberarsi. Una cessione da fare assolutamente è quella di Lucca e credo che il Napoli si stia già muovendo per trovargli una sistemazione, anche se le trattative non compaiono sui giornali. Poi ci sono le questioni relative a De Bruyne e Lukaku, che incidono molto sia per l’ingaggio sia per la composizione della rosa."
Perché insiste così tanto sull’acquisto di un centrocampista?
"Il centrocampo era già numericamente carente nella scorsa stagione. Anche prima dell’infortunio di Anguissa si parlava della necessità di inserire un altro giocatore per completare la mediana. Poi è arrivato soltanto Elmas e il Napoli è rimasto con gli uomini contati. Immaginare di affrontare campionato, Champions League e Coppa Italia con un centrocampo composto unicamente da Anguissa, Lobotka e McTominay è impensabile."
De Bruyne non può essere considerato una delle alternative in mezzo al campo?
"Non bisogna inserire De Bruyne nello stesso discorso. È un calciatore diverso e deve ancora trovare la propria collocazione tattica. Non può essere considerato semplicemente il quarto elemento della mediana. Nella scorsa stagione il Napoli ha sofferto molto contro le squadre più piccole proprio a centrocampo: gli avversari si presentavano con quattro o cinque uomini, mentre gli azzurri non avevano abbastanza corsa e capacità atletica per reggere l’urto. Non deve più accadere. Può arrivare un calciatore esperto oppure un giovane, ma serve qualcuno che completi il reparto e possa dare sostegno ai tre titolari."
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