Biazzo: "Con Allegri non si vedono cambiamenti. Mercato? Non sarà un agosto di fuoco"
Salvatore Biazzo, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Credo che la gente sia rimasta insoddisfatta perché il Napoli affrontava una squadra di Serie B e c’era molta curiosità per l’arrivo di un nuovo allenatore. Le aspettative erano molto alte e la partita non ha soddisfatto nessuno, probabilmente neanche Allegri e gli stessi calciatori. È anche vero, però, che mancavano tantissimi giocatori e che non si trattava di una partita realmente indicativa. Non bisogna drammatizzare, ma neppure ignorare quello che si è visto."
Quali sono state le principali difficoltà mostrate dalla squadra?
"Credo che si sia cercato soprattutto di individuare i punti deboli del Napoli e i limiti dei singoli, più che vedere una squadra già pronta per il campionato. I grandi cambiamenti che ci si aspettava con l’arrivo di Allegri, per il momento, non si sono visti. Alcuni giocatori sono stati utilizzati in posizioni nelle quali non mi sono sembrati particolarmente adatti. Lindstrom, ad esempio, mi sembra più una mezzala, almeno per quello che ho visto. Anche le riprese televisive non aiutavano, perché erano molto basse e non consentivano di avere una visione completa del gioco. Il campo, inoltre, non sembrava avere dimensioni regolamentari e tutti finivano per giocare nello stesso quadrante. Gli spazi erano intasati e si sono viste poche trame."
Cosa si aspetta già dalle prossime amichevoli?
"Mi auguro che, attraverso il lavoro di Allegri, già dal prossimo test si possa intravedere almeno un’idea. Vorrei vedere una squadra meno sfilacciata e più compatta, perché quelle scese in campo contro l’Arezzo non sono sembrate delle vere squadre. È ancora presto, ma bisognerà iniziare a capire quale Napoli abbia in mente l’allenatore."
Il mercato è condizionato anche dai problemi relativi alla lista. Il Napoli dovrà necessariamente cedere qualche elemento importante?
"Condivido pienamente questa analisi. In cima alla lista dei possibili partenti c’è Lukaku, sia per l’ingaggio sia per la presenza di Hojlund. Bisognerà poi capire quali saranno le condizioni di Lucca dopo la distorsione e se potrà restare per alternarsi con Hojlund. Anche quest’ultimo, contro l’Arezzo, ha cercato poco la profondità e ha giocato spesso spalle alla porta, un po’ come accadeva con Conte. Dal punto di vista individuale, quindi, non ho visto grandissime novità."
Anche le altre grandi squadre italiane sembrano muoversi lentamente. È un mercato particolarmente complicato?
"È un campionato che non nasce sotto una buona stella. La mia impressione è che tutti stiano aspettando almeno la prima giornata, considerando che si comincerà già il 22 agosto e che il mercato chiuderà il primo settembre. Probabilmente molte trattative verranno definite soltanto in quel periodo. Il rischio, però, è che i prezzi possano aumentare. Se una squadra sa che hai bisogno assolutamente di un terzino e arrivi agli ultimi giorni senza aver chiuso l’operazione, può chiederti più soldi proprio perché conosce la tua necessità."
Quali calciatori potrebbero lasciare il Napoli?
"Guardando la lista e anche i giocatori utilizzati contro l’Arezzo, credo che Lindstrom e Folorunsho possano essere ceduti. Probabilmente lo dirà anche Manna. Per Zerbin la trattativa con il Frosinone mi sembra ormai ben avviata. Il Frosinone vuole costruire una squadra importante e ha bisogno di calciatori di questo tipo. Mi sorprende, invece, che non ci siano più collaborazioni con altre società per piazzare e valorizzare alcuni elementi. Anche la Serie B è un campionato competitivo, nel quale un calciatore può crescere e maturare. Il Napoli potrebbe contribuire al pagamento dello stipendio e consentire a determinati giocatori di trovare maggiore continuità."
Si prospetta un agosto molto intenso, con tante operazioni da effettuare sia in entrata sia in uscita. Il Napoli è pronto?
"Francamente e sinteticamente, no. Non vedo il Napoli pronto, anche se è una società che spesso ha fatto di tutto per smentire le previsioni, sia quando ha vinto sia quando ha perso. Sarà necessario operare velocemente e con idee molto chiare, perché molte operazioni sono state rinviate e rischiano di concentrarsi tutte nella seconda metà di agosto."
In chiusura, cosa può insegnare al Napoli il modello dell’Arezzo sul piano delle strutture?
"L’Arezzo può rappresentare un punto di riferimento. La società ha sfruttato pienamente la legge sugli stadi e ha chiuso con il Comune un accordo della durata di novant’anni. È previsto un investimento di 98 milioni di euro per la ristrutturazione dell’impianto. Chi vuole intendere, intenda."
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