Il Napoli vince e convince, Filardi: "C'è un giocatore fondamentale, ha qualità uniche"
L’ex calciatore azzurro Massimo Filardi è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli per commentare il successo contro il Frosinone e le novità tattiche proposte da Massimiliano Allegri. Dalla centralità di Neres alla nuova posizione di De Bruyne, passando per Højlund e Badiashile: di seguito le sue dichiarazioni. Testo incollato
Napoli-Frosinone ci ha detto che il Napoli di Allegri può far vedere anche un altro tipo di calcio:
"Io penso che per questa squadra Neres sia un calciatore fondamentale. Ha delle caratteristiche che ha solo lui, cioè quella di andare subito in verticale. Quindi, facendo giocare Neres e lo stesso Lang, è chiaro che poi diventa tutto più semplice. Mi è piaciuta molto anche la posizione di De Bruyne. Io continuo a dire che quella è la sua posizione. Ieri guardavo Sassuolo-Milan: Matic ha 38 anni, dieci anni fa era un tuttocampista, faceva area di rigore-area di rigore. Poi, andando avanti con l'età, si è trasformato in un regista con i fiocchi, nel faro del Sassuolo. Per farti capire l'importanza di questi calciatori che giocano davanti alla difesa, un po' come Modric. Secondo me De Bruyne questo ruolo ce l'ha proprio nelle corde, perché deve stare nel vivo e toccare tanti palloni. Invece quando fa il trequartista corre molto, ma corre molto a vuoto, si stanca e perde lucidità. Quella posizione è fantastica. Secondo me il Napoli può fare grandi cose".
Con Neres il Napoli può finalmente anche ripartire e ribaltare l'azione velocemente.
"Noi facciamo molte volte questo discorso. Non è un delitto abbassarsi, ma l'importante è avere sempre la possibilità di ripartire. Chiaramente con Neres, con Lang, con Alisson. Però non devono fare tutta la fascia e percorrere sessanta metri per tornare a ripartire: devono solo attaccare. Højlund beneficerà tantissimo di questo nuovo assetto tattico. A me piacciono molto gli allenatori che cercano la soluzione. Il Napoli non andava, non c'era niente da fare. Allegri l'ha studiata e l'ha pensata. Vedremo un Napoli diverso. Al di là dei risultati, è un Napoli più verticale, più bello, più spumeggiante. Molto bene anche Badiashile. È importante avere un calciatore con queste caratteristiche. È mancino, ha un grande fisico, aumenta la fisicità della squadra ed è bravo anche tecnicamente. Non ha sbagliato nulla".
Ha inciso di più l'atteggiamento o anche il cambio modulo?
"L'uno non esclude l'altro. Se tu hai una squadra che può andare facilmente in verticale perché occupi tutte le linee del campo, con Neres e Lang, poi Lobotka e De Bruyne e infine i tre difensori, la squadra è già in verticale. Højlund non è più solo e diventa più semplice giocare in verticale rispetto al 4-3-3 con le due ali molto larghe e Højlund isolato. Gli arrivava questa palla e non aveva sbocchi, l'azione finiva lì. Doveva fare la lotta con mezza difesa avversaria. Invece, con due calciatori vicino a Højlund, è più facile. Se vuoi giocare in verticale così è più semplice. A volte i moduli dipendono dalle caratteristiche e dalla strategia che vuoi dalla tua squadra. Lo disse anche Alvini in conferenza stampa. L'anno della Ma-Gi-Ca noi giocavamo con il 3-4 e fantasia. Bianchi ci diceva: 'Noi abbiamo tre fenomeni avanti. Non li dobbiamo far consumare a tornare indietro. Loro devono pensare solo alla fase offensiva. Noi dobbiamo imparare a difendere in sette'. E quando difendi in sette, per stare bene in campo, le due linee devono essere 3-4, non 4-3, perché è più facile coprire il campo. Anche quando ci abbassavamo, sapevamo che bastava tirare la palla avanti e poi se la vedevano loro tre, perché erano freschi. A me piace molto questa disposizione del 3-4 e fantasia, perché devi avere giocatori offensivi che non si devono consumare in fase difensiva, altrimenti perdono lucidità. Guardate l'errore di De Bruyne contro la Fiorentina negli ultimi dieci minuti, che ci costava quasi la sconfitta. Da De Bruyne non te lo aspetti mai, ma lì era chiaramente un errore di poca lucidità. Sono stato molto d'accordo con Allegri sul fatto che bisogna essere bravi a concludere l'azione. Se hai un tre contro due o un quattro contro tre e perdi palla, poi devi correre un'altra volta all'indietro e sprechi energie. È quello che il Napoli non deve fare".
In termini di qualità tecnica, il Napoli al completo probabilmente non è secondo a nessuna di queste squadre.
"A livello di qualità della rosa viene dopo l'Inter. Non è che abbiamo fatto una partenza falsa per un po' di problemi e un po' di cose, ma la qualità del Napoli è altissima. L'anno scorso siamo arrivati secondi, non è che siamo arrivati fuori dalla zona Champions o ultimi".
Con il rientro di Alisson Santos il Napoli può ritrovare ancora più incisività negli ultimi metri?
"Assolutamente sì. Anche quando ci sarà Alisson, con il trequartista insieme a Neres, io vedo tanta qualità avanti e così la puoi sfruttare appieno. Sai cosa mi dispiace di ieri? Che Højlund non abbia fatto gol sul rigore. Io ritengo che un bomber, cioè un centravanti, debba calciare i rigori perché gli dà la possibilità di avere continuità nel fare gol. È il suo lavoro. Il fatto che l'abbia sbagliato e poi l'abbia dato a De Bruyne può darsi che la prossima volta non sarà lui il rigorista. Io speravo che segnasse perché così gli dava continuità. Per un centravanti avere la possibilità di fare gol ti dà fiducia, morale e convinzione. Essere rigorista ti dà la possibilità, nell'arco dell'anno, di segnare con continuità e di non stare troppo tempo senza segnare, cosa che ti può bloccare. Il centravanti vive per il gol ed è giudicato per i gol. Io reputo Højlund fortissimo, quindi mi auguro che possa avere questa continuità perché è uno che ha nei piedi 15-16 gol".
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