Novi pessimista: "Per il Napoli sarebbe quasi un miracolo arrivare al 4° posto"
Il momento del Napoli e le difficoltà emerse in questo avvio di stagione. Dopo i primi risultati e le prestazioni al di sotto delle aspettative, il dibattito si concentra soprattutto sugli obiettivi reali della squadra di Massimiliano Allegri e sulla possibilità di competere per le posizioni di vertice. Ne abbiamo parlato con Errico Novi, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: “Credo che quest'anno dobbiamo rassegnarci all'idea che il nostro Napoli, il Napoli che tutti amiamo, non abbia i numeri per centrare grandi obiettivi. Sarebbe quasi un miracolo riuscire ad arrivare quarto. E non lo dico per essere negativo. Bisogna essere molto onesti e riconoscere che, in questo momento, non ci sono le basi per pensare a grandi obiettivi.
Questo sembra un anno diverso rispetto a quello successivo alla vittoria del terzo scudetto, cioè quello che cominciammo con Garcia. Quello fu un anno in cui si parlava di transizione. E transizione, nella natura etimologica del termine, significa passaggio da una condizione all'altra, da un ambiente a un altro. Non significa necessariamente crollare dal secondo posto magari al settimo. Una stagione di transizione può essere anche una stagione senza ambizioni di titolo, ma nella quale si aspira legittimamente a posizioni di vertice, seppur al di sotto del vertice.
Noi, invece, ci siamo trovati obiettivamente in una situazione gestionale complicata, perché avere 47 tesserati è un'abnormità. C'è poco da dire. Dovevi gestire questo problema e, alla fine, non è che il Napoli avesse molte altre scelte. D'altra parte lo dicevamo anche l'altra volta: la rosa del Napoli è derivata, in qualche maniera, dall'ineluttabile selezione compiuta dal mercato. Abbiamo i giocatori che non avevano mercato, non tanto perché fossero i meno validi della rosa, ma perché, a parità di valore o comunque all'interno di un buon livello, avevano contratti troppo pesanti.
Penso a Di Lorenzo, Politano e Spinazzola. Visto l'Anguissa che abbiamo davanti e considerato che il centrocampo, in questo momento, è il nostro problema maggiore, almeno per quanto riguarda i cambi, è chiaro che avrebbe avuto più senso tenersi Folorunsho, almeno come alternativa. Se l'Anguissa di quest'anno è quello che abbiamo visto, si poteva anche fare un piccolo sforzo, un gioco di prestigio finanziario, e rinnovare almeno il prestito di Elmas, che aveva imparato a fare anche la mezzala difensiva con Conte. Alla fine poteva tranquillamente starci nell'assetto che Allegri finora ha cercato di disegnare, proprio nello spot in cui siamo obiettivamente più deboli, quello del centrocampista difensivo. Però non è stato fatto, perché l'obiettivo era quello di liberare la rosa di tutti gli elementi che avevano mercato. E quindi siamo andati, come dire, per esclusione. Noi abbiamo una rosa formata per esclusione".
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