Nuovo Maradona, Forgione: "Non aspettiamoci migliore visuale dagli spalti..."
Tema stadio Maradona e non solo in primo piano in diretta radio. Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Che stadio sarà il nuovo Maradona e quali migliorie avrà?
"Io ho visto il progetto, l'ho letto approfonditamente e non mi ha cancellato i dubbi che avevo alla vigilia della presentazione. È chiaro che sarà uno stadio implementato, ci saranno zone di hospitality decisamente non solo superiori ma esistenti, cose che adesso sono praticamente inesistenti. Ci saranno parcheggi, ci saranno servizi, sarà uno stadio sicuramente europeo all'altezza, ma sicuramente non sarà uno stadio ex novo e certamente non aspettiamoci un completo miglioramento della visibilità perché migliorerà la visibilità per quel che riguarda l'anello inferiore attuale, che sarà spostato più in avanti, però dall'anello secondo fin su resta identico, la visibilità non cambia. Quindi o ci si adegua e si scende più in basso oppure si resta al secondo anello o magari anche al terzo e si continua a vedere la partita in maniera non proprio piacevole, come accade ancora oggi. Non sarà certamente uno stadio perfetto per il calcio, però comunque c'è bisogno di metterlo a posto, a meno che non si butti giù questo stadio e si costruisca ex novo qualcosa di innovativo. Ma non penso che Napoli e Napoli soprattutto abbiano intenzione di fare questo, anzi sicuramente non c'è quest'intenzione di farlo insieme e quindi per il momento si deve proseguire su questa fase di calcio."
Come valuti la situazione dei rinnovi a centrocampo?
"Sì, è tutta una situazione da chiarire che secondo me ha anche un coinvolgimento in quella che è poi la prospettiva, insomma è chiaro che si tratti di professionisti però poi quando non sei completamente dentro a un progetto sappiamo che i calciatori hanno un rendimento probabilmente non proprio felice, non proprio ottimale. Quindi Napoli dovrebbe provare a risolverle queste situazioni quanto prima possibile perché visto che siamo già in una condizione di partenza non proprio splendida, una falsa partenza quella del Napoli e avere la prospettiva di calciatori che stanno lì a tentennare non si capisce se poi resteranno o meno in questo club, non è proprio la migliore delle prospettive e quindi bisognerebbe provare a risolverla velocemente senza temporeggiare più di tanto. Dobbiamo perlomeno capire se questi calciatori abbiano intenzione di andare via e allora a quel punto poi comincia a lavorare sul futuro ma soprattutto sul futuro in campo perché poi magari ci sono calciatori che vengono considerati di secondo ordine e invece potrebbero avere magari maggiori motivazioni e rendere di più. C'è una situazione complessa che Napoli deve chiarire ma è un anno di transizione che lascia molte nuvole all'orizzonte e queste nuvole devono essere quanto prima sgombrate."
Quanto è ancora ambita la piazza di Napoli per i calciatori?
"Ma è chiaro che la piazza di Napoli è ambita, chiunque senta parlare di un interessamento del Napoli ne resta sicuramente affascinato, contento e l'adozione la considera. Poi tutto il corso della carriera può prendere altre pieghe sicuramente, dipende anche dal rapporto che si stava con il club, con la piazza, con i tifosi, anche dal proprio rendimento, tutto può cambiare, questo non va a inficiare sul nome del club. Il club oggi, come del resto da anni a questa parte, non è certamente tra i primissimi club europei, si è fatto un nome importante dal punto di vista del prestigio, la storia l'aveva già, chiaramente ha avuto nella sua storia calciatori importantissimi. Non è un club che può essere considerato punto d'arrivo per chi ambisce a calcio ai massimi livelli, basta citare e ricordare cosa è successo con Kvaratskhelia, ma questi sono calciatori che poi vengono a Napoli e vengono avviati. Napoli è una piazza che lancia i grandissimi calciatori nel top del calcio internazionale, da anticamera, ma questo non è una diminuzione, per carità, Napoli non è mai stato un top club a livello internazionale, oggi è riuscito ad arrivare a essere anticamera dei grandissimi club europei e credo che sia già un punto importante."
Che ne pensi dell'inserimento del Maradona nel dossier per Euro 2032 e dell'esclusione del progetto di De Laurentiis?
"Sì, ma credo che questo dossier dello stadio fantomatico di De Laurentiis sia stato proposto più per farne parlare, ma non perché ci sia qualcosa di effettivamente concreto, altrimenti non sarebbe stato scartato, ci sono altri stadi che sono solo sulla carta ma che sono stati comunque considerati. Non è proprio un grandissimo punto di partenza e è normale che poi la federazione abbia scartato proponendo all'UEFA qualcosa di più concreto, quindi bisogna prendere atto di questo, è un punto a sfavore ma nemmeno più di tanto rispetto alle intenzioni del club, il club deve fare dei passi avanti molto più concreti. Non è che attraverso questa candidatura attualmente scartata ma c'è bisogno di molto altro, al momento non c'è niente di veramente concreto."
Meret ha detto che l'obiettivo è vincere e che Napoli ha fame. Cosa ti aspetti dalla squadra?
"Ad oggi 1 ottobre il tempo per le chiacchiere è finito, ne abbiamo sentite troppe proclami, anche altisonanti, roboanti, i calciatori continuano a dire che con l'allenatore si può vincere e viva Dio, questa è una piazza che ha già vinto, non deve più sognare qualcosa di impossibile. Le vittorie sono possibili a Napoli, ormai ce ne siamo fatti una ragione, una convinzione, quindi io credo che forse questo è un periodo di stanca perché si gioca poco, anzi non si sta giocando perché sta giocando la nazionale, quindi è più facile parlare con le chiacchiere e con i fatti. Credo che adesso da quando rotola la palla il Napoli debba cominciare a far parlare i fatti perché è troppo in ritardo, non sta tenendo fede alle premesse della vigilia e gli altri stanno scappando, quindi c'è tempo per recuperare, lo abbiamo detto, però poi con le chiacchiere non si recupera nulla, quindi va bene parlare, va bene proclamare, va bene far sentire la propria voce dal di dentro, io mi aspetto a questo punto che dalla partita che ho colpito in un in poi il Napoli cominci ad ingranare una marcia superiore e cominci ad andare spedita in quella che è la zona che gli compete, cioè la zona Champions League e poi chi lo sa, questo lo vedremo più avanti, ma per il momento accontentiamoci di rientrare in quella zona che ci compete perché altrimenti sarebbe un grande fallimento."
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