Pazienza: “Non mi aspettavo questa crescita del Napoli, complimenti ad ADL! Su Conte…”
Michele Pazienza, ex calciatore del Napoli e attuale allenatore, è intervenuto nel corso di 'Cronache Azzurre' sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android): "
Ti aspettavi una crescita così importante del Napoli? “Assolutamente no. Il percorso che abbiamo fatto noi in quel Napoli che stava rinascendo e ricostruendosi è stato sicuramente difficile, ma non il più complicato. La parte davvero impegnativa è mantenere un certo livello nel tempo, e il Napoli è stato bravissimo in questo. Un ruolo fondamentale lo ha avuto il presidente, con scelte forti e coraggiose nel corso degli anni: alcune magari meno felici, ma è normale sbagliare. La cosa importante è che ha sempre saputo riconoscere gli errori e porvi rimedio. Oggi il Napoli è a livelli altissimi grazie a decisioni giuste, che hanno riguardato non solo i giocatori, ma anche gli allenatori. L’ultimo esempio è Antonio Conte, che sta facendo qualcosa di straordinario”.
Proprio su Conte: da allenatore, quanto è difficile ricostruire una rosa e uno spogliatoio, soprattutto dopo momenti complicati come quello vissuto dopo Bologna? “Questo modo di lavorare è una delle grandi forze di Conte. Lo abbiamo visto in tutti i club in cui è stato: spesso è arrivato in momenti di difficoltà e in poco tempo è riuscito a ricostruire e rilanciare la squadra. A Napoli ha fatto esattamente questo, anche all’interno della stagione, nei momenti in cui le cose non funzionavano. Una delle sue qualità principali è la capacità di cambiare “vestito” alla squadra quando serve, soprattutto in presenza di infortuni o cali di condizione di giocatori chiave. È molto rapido nel leggere le situazioni e nel trovare soluzioni efficaci”.
Un ascoltatore notava come Conte abbia atteggiamenti diversi a bordo campo: in alcune partite molto acceso, in altre più composto. Cosa determina questo comportamento? “Dipende da ciò che lui percepisce come bisogno della squadra in quel momento. Quando si agita, sbraita o gesticola, lo fa volutamente perché sente che la squadra deve mantenere alta l’attenzione: un calo potrebbe compromettere il lavoro fatto. In altre situazioni, quando sembra più tranquillo o “remissivo”, in realtà sta cercando di trasmettere serenità a una squadra che sta attraversando un momento di difficoltà. Non è mai resa, perché Conte caratterialmente non accetterebbe mai di arrendersi. È una delle sue grandi forze”.
C’è un giocatore indispensabile nel Napoli di Conte? “No, non esiste un giocatore indispensabile, perché altrimenti andremmo a sminuire il lavoro degli altri. Oggi va riconosciuto che Lobotka e McTominay stanno facendo benissimo insieme, perché le loro caratteristiche si incastrano alla perfezione. Questo è il vero valore del centrocampo del Napoli. McTominay, ad esempio, non aveva mai giocato in quella posizione: Conte ha avuto l’intuizione di adattarlo in un momento di necessità e ha trovato un equilibrio eccellente. Oggi formano una delle coppie di centrocampisti più forti della Serie A, dando equilibrio, ritmo e fluidità alla manovra”.
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