Podcast

Sarri-Napoli, Giacalone: "No alle minestre riscaldate! Meglio un emergente con idee chiare"

Sarri-Napoli, Giacalone: "No alle minestre riscaldate! Meglio un emergente con idee chiare"TuttoNapoli.net
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Giada Giacalone, giornalista Sportitalia, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno

Giada Giacalone, giornalista Sportitalia, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: “Con Vincenzo Italiano è sempre difficile fare previsioni precise, è uno degli allenatori più imprevedibili anche nelle scelte di formazione. Però questo finale di stagione del Bologna era abbastanza prevedibile”.

In che senso?
“Dopo l’eliminazione dall’Europa League il Bologna ha perso il principale obiettivo emotivo e motivazionale. Si è percepito un certo calo”.

Tu hai espresso dubbi anche sul futuro di Italiano…
“Sì, ma non perché non lo ritenga bravo, anzi. Lo ribadisco: Italiano è un allenatore fortissimo. Però i cicli, a un certo punto, finiscono”.

Che stagione è stata la sua?
“Ha preso una squadra reduce dalla Champions grazie al lavoro di Thiago Motta, ha fatto bene in Europa, ha vinto una coppa e in Europa League è arrivato agli ottavi da unica italiana rimasta in corsa. Poi ha trovato una squadra fortissima davanti”.

A Napoli invece si parla tanto di Conte e di Sarri…
“È vero. Pedullà lo aveva già raccontato: Maurizio Sarri è il nome in cima alla lista del Napoli in caso di addio di Conte”.

Tu vedresti bene il ritorno di Sarri?
“Io, in generale, non amo le minestre riscaldate. Né nella vita né nel calcio. Credo sia giusto avere il coraggio di guardare avanti e puntare anche su idee nuove”.

Quindi preferiresti un altro profilo?
“Sì, magari un allenatore emergente ma già pronto per una grande piazza. Uno capace di portare nuove idee”.

Sarri però divide già la piazza…
“Normale. C’è chi lo vede come il simbolo del bel gioco e chi invece vuole continuare con un allenatore vincente come Conte. Arriverebbe già in un clima particolare”.

E Italiano potrebbe essere un nome da Napoli?
“Dipende anche da quello che farà il Bologna. Però Italiano resta uno dei tecnici più bravi del panorama italiano”.

Dal punto di vista tattico, che Bologna vedremo?
“Molto dipenderà dagli interpreti. Italiano negli ultimi mesi ha cercato anche più equilibrio per aiutare una difesa che spesso è stata il vero punto debole”.

Quanto hanno inciso i singoli?
“Molto. La coppia Beukema-Lukumi insieme funziona benissimo, mentre singolarmente rendono meno. Lukumi ha avuto un rendimento altalenante, mentre altri come Wieteska non hanno ancora convinto”.

Sartori ha sbagliato qualcosa quest’anno?
“Anche i migliori possono sbagliare. Sartori resta uno dei direttori sportivi più forti in assoluto, ma qualche scelta quest’anno non ha funzionato”.

Passando all’Inter: Scudetto meritato?
“Sì, secondo me assolutamente sì. Dopo la batosta col Bodø/Glimt tanti pensavano che potesse crollare, invece la squadra ha reagito”.

Anche Chivu è stata una scommessa vinta?
“Per me sì. Io l’ho seguito da vicino nel settore giovanile e credo abbia tutte le qualità per diventare un allenatore importante”.

Però adesso arriva il difficile…
“Esatto. Vincere è complicato, ma confermarsi lo è ancora di più. E questa estate per l’Inter sarà delicatissima”.

Infine: quanto è distante il calcio italiano da quello visto nelle semifinali di Champions?
“Molto distante. E il problema non riguarda solo la Nazionale maggiore. Ci sono problemi strutturali profondi nel nostro calcio”.

Quindi il gap rischia di aumentare?
“Temo di sì. Quello che abbiamo visto tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco è qualcosa che il calcio italiano, almeno nell’immediato, faticherà ad avvicinare”.