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Sparnelli: "Dov'è finito chi parlava di stagione fallimentare? Solo applausi al Napoli"

Sparnelli: "Dov'è finito chi parlava di stagione fallimentare? Solo applausi al Napoli"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Il giornalista Massimo Sparnelli è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: “Sono molto contento, ma anche un po’ infastidito da chi due mesi fa parlava già di stagione fallimentare. A me hanno sempre insegnato che i campionati si decidono tra marzo e aprile, e infatti stiamo entrando proprio nei mesi decisivi. Non bisogna guardare troppo avanti: io penso solo alla partita successiva. Il Napoli non ha l’obbligo di vincerle tutte, ma ha il dovere morale di provarci. Poi, se gli altri saranno più bravi, andrà riconosciuto. Però questa squadra, nonostante gli infortuni e gli episodi sfavorevoli, merita solo applausi”.

Il Milan viene già dato da molti come avversario abbordabile. È davvero così?
“No, per niente. Le partite col Milan mi sono sempre sembrate particolari, spesso anche antipatiche dal punto di vista sportivo, perché è una squadra che storicamente ha saputo creare problemi al Napoli. Non credo affatto che gli azzurri la affronteranno con leggerezza. Anzi, sarà una gara di grande attenzione e intensità. Conte e Allegri si conoscono bene, sono due allenatori che preparano benissimo questo tipo di sfide”.

Nel tuo ricordo c’è anche un Napoli-Milan molto particolare.
“Sì, il famoso 2-2 del Napoli di Mazzarri. Ricordo benissimo Adriano Galliani che scese negli spogliatoi sullo 0-2 per il Milan. A un certo punto sentimmo il boato del San Paolo e lui mi chiese cosa fosse successo. Gli dissi: ‘Presidente, è gol’. Poi arrivò un altro boato e ancora mi chiese cosa fosse successo. Gli risposi: ‘Abbiamo pareggiato’. La sua faccia resta una delle immagini più divertenti che porto con me”.

Secondo te Conte, dentro di sé, ci crede davvero allo scudetto?
“Secondo me sì. Dopo Cagliari ha lasciato intendere qualcosa. Quando dice che bisogna ‘far parlare gli altri’, vuol dire che una piccola luce si è accesa anche nella sua testa. Conte è uno che vuole sempre vincere, è nel suo DNA. E quindi sono convinto che dentro di lui ci sia la volontà reale di provare a prendere l’Inter fino alla fine”.

Hai letto le parole di Noa Lang dal ritiro dell’Olanda?
“Sì, e mi sembra evidente che abbia fatto un passo indietro. Del resto, non c’è un giocatore che parli male di Conte. Tutti, col tempo, riconoscono di essere migliorati con lui, soprattutto dal punto di vista fisico e mentale. Conte prima vuole atleti e poi calciatori. E questa, secondo me, è una filosofia corretta”.

Passando alla Nazionale: tu credi nell’Italia di Gattuso?
“Sì, io credo che l’Italia andrà ai Mondiali. Ne sono convinto. E penso anche che Gattuso abbia dato subito ciò che serviva a questa squadra: motivazioni, compattezza, appartenenza. Spalletti riempiva i giocatori di concetti tecnico-tattici, Gattuso invece li ha riportati su un piano più diretto, più emotivo, più concreto”.

È anche un orgoglio vedere tanti azzurri convocati dalle rispettive nazionali.
“Assolutamente sì. Avere così tanti giocatori del Napoli impegnati con le nazionali vuol dire che il club è ormai ai vertici del calcio europeo. Una volta non succedeva quasi mai. Oggi invece il Napoli ha tanti elementi di livello internazionale e questo deve essere motivo d’orgoglio per tutti i tifosi”.

Sul mercato ti aspetti un altro colpo in stile De Bruyne?
“Non so se arriverà un altro De Bruyne, ma penso che il Napoli possa piazzare un colpo alla McTominay o alla Hojlund: un grande giocatore giovane, magari scontento o poco valorizzato in un top club, da portare a Napoli per farlo esplodere definitivamente. Quel tipo di operazione sì, me l’aspetto assolutamente”.