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Cagliari salvo, Di Marzio: "Anche due ex Napoli nell'annata felice di Pisacane"

Cagliari salvo, Di Marzio: "Anche due ex Napoli nell'annata felice di Pisacane"TuttoNapoli.net
Oggi alle 09:30Serie A
di Fabio Tarantino

Nel suo consueto podcast Caffè Di Marzio, il giornalista di Sky Sport, Gianluca Di Marzio, parla del Cagliari, della salvezza ottenuta e di tanti talenti della squadra di Pisacane.

"Nel Cagliari che ha ormai tagliato il traguardo della salvezza c’è un’anima tutta italiana. Non solo quella di un allenatore, Pisacane, che quest’anno si è fatto notare non solo per le sue qualità in campo, ma anche per la sua comunicazione generazionale: le sue interviste sono spesso legate al modo di rapportarsi con i ragazzi, al suo studio costante per cercare di essere in linea con le esigenze della nuova generazione. Ma soprattutto c’è la scelta della proprietà: non solo puntare su un allenatore che l’anno scorso guidava la Primavera con ottimi risultati, ma anche costruire un’anima azzurra, fatta di giocatori nati nel nostro Paese. Nella formazione che ieri ha battuto l’Atalanta, tra titolari e subentrati (tra cui il giocatore decisivo, Borrelli), c’erano ben 9 italiani. Giocatori che possono rappresentare anche il futuro della nostra Nazionale: come Caprile in porta, Esposito in attacco, e lo stesso Palestra, che ieri non ha giocato dall’inizio ma è un titolare inamovibile del Cagliari e lo sarà anche come protagonista del prossimo calciomercato. Nove italiani, tutti molto giovani: una scelta precisa da parte del presidente Giulini e del direttore sportivo Guido Angelozzi, uno che di scoprire talenti se ne intende. Borrelli, che ha risolto la partita ieri, è proprio una delle intuizioni di Angelozzi, bravissimo a prenderlo praticamente a zero dopo la mancata iscrizione del Brescia, forte anche di una corsia preferenziale dai tempi del Frosinone, dove aveva già deciso di puntare su di lui prima di cederlo proprio al Brescia. Italiani e non solo, perché la copertina della partita di ieri è senegalese: si chiama Paul Mendy, ma è giovanissimo. Parliamo di un classe 2007 che ha rinnovato il contratto fino al 2031 lo scorso 5 marzo, arrivato in Sardegna nel gennaio 2025 grazie a Roberto Muzzi, ex attaccante della Roma e dello stesso Cagliari, oggi coordinatore tecnico dell’Under 20.

Mendy giocava nel Bambey, una squadra senegalese, ed è stato messo a disposizione proprio di Fabio Pisacane, che allora allenava la Primavera. Fin dal primo giorno è stato plasmato dal tecnico e dal suo staff: può fare la prima punta, è mancino, ha grande fisicità e atletismo, e si è messo subito in evidenza per la capacità di lavorare per la squadra, attaccare la profondità e per il suo senso del gol. L’anno scorso ha segnato 15 gol e fornito 3 assist in 31 presenze con l’Under 20. Quest’anno ancora numeri importanti: 28 presenze, 14 reti e 3 assist. Pisacane, conoscendolo bene, ha iniziato a portarlo stabilmente in prima squadra: esordio contro il Napoli (17 minuti), poi ancora minuti contro Sassuolo e Cremonese — dove è stato bravo ad aprire per Zortea, che ha poi propiziato il gol di Esposito — fino ai 33 minuti a San Siro contro l’Inter e alla prima da titolare ieri, con una doppietta. Parliamo di un ragazzo su cui Angelozzi e Pisacane hanno puntato tantissimo. Ieri la doppietta di Mendy, il gol di Borrelli e gli ingressi importanti di Palestra, che è stato uno dei giocatori rivelazione non solo del Cagliari ma di tutto il campionato. Colpisce per fisicità e potenza, ma anche per un’immagine pulita, seria: il volto del futuro del calcio italiano.

Non dimentichiamo poi, tra gli italiani del Cagliari, Deiola e Gaetano, preziosissimi per la salvezza, e Belotti, che nonostante mille contrattempi e infortuni ha trovato a Cagliari la sua isola felice, in un gruppo che lo ha sostenuto nei momenti più difficili e lo sta accompagnando verso il ritorno in campo con continuità. Tra gli italiani ci sono anche Zappa e Folorunsho, giocatori che — soprattutto Folorunsho — hanno l’opportunità, in questo ambiente, di tornare ai livelli che ci si aspettava anche in ottica Nazionale. Insomma, il Cagliari rappresenta, nel suo piccolo grande mondo, un esempio di come si possa fare calcio con tanti giovani italiani, affiancati da giovani stranieri che possono diventare protagonisti del futuro: un mix capace di parlare la lingua giusta, quella del successo".